Louis CK 2017, l’uomo comune sul palco

 In Attualità, Cinema e Teatro

Il punto di forza di Louis CK è la mediocrità.

Può sembrare un parere denigrante, ed invece non lo è.
Per la stand up comedy, l’immediatezza con cui qualsiasi spettatore riesce a riconoscersi con quel buffo uomo medio è una manna dal cielo, talento naturale. Sembra nato per fare quello che fa. Predisposto geneticamente a mettere su piazza il lato patetico e grottesco dell’individuo umano.

Il suo ultimo spettacolo, rilasciato su Netflix il 4 aprile, non fa altro che confermare ciò che un qualsiasi medio fruitore della stand up comedy sa già: CK è il vicino di casa, il nostro io abbrutito e scialbo che guarda se stesso e riesce a sopportarsi, ridendo di sé.

Louis CK 2017All’inizio sembra prenderla alla larga in questo spettacolo, cimentandosi con uno sguardo più ampio sulle situazioni sociali che viviamo nel nostro tempo, come l’aborto o l’Isis. Un terreno poco sondato dal suo stile, sempre concentrato sul quotidiano, il giorno comune, il domani identico a ieri. Raccatta un po’ di Bill Hicks e George Carlin, scimmiottando i peculiari effetti sonori del primo, e prendendosela con la comunità internazionale e la specie umana come faceva il secondo. Del Resto Louis non ha mai nascosto la stima nei confronti dei dipartiti colleghi, specie per Carlin, a cui durante uno spettacolo dedicò un commovente tributo.

Arranca un po’ su questo campo da gioco: gli effetti vocali da fumetto sono curati e riusciti, la satira dannatamente vera e convincente, ma si vede che non è il suo habitat naturale. C’è da dire però che la sua arringa contro il buonismo moderno, sull’impossibilità di esprimere pareri che siano vie di mezzo ragionevoli fra un estremismo e l’altro (metafora leggibile tra le righe nel discorso sull’aborto), rende evidente quanto egli sia un uomo, prima che un’artista, calato perfettamente nei nostri tempi.
La sue considerazioni sono talmente condivisibili e schiette, chiare, concise e spontanee, da palesare quanto Louis affronti comunemente le
assurdità del mondo
; quei paradossi che atterrano la mente di un individuo, deprivato dalla civiltà della capacità decisionale su questioni complesse e fuori portata. Il singolo impotente, che tuttavia non rinuncia a far capire ai molti quanto Louis CK 2017parecchie questioni siano fuori logica, semplicemente incomprensibili di fronte ad un banale processo logico.
La mente brillante di un individuo qualunque che riesce a ridere della propria impotenza e dell’assurdo che la civiltà gli propone.

Tuttavia, nonostante la familiarità che si può instaurare con le sue idee, la sua satira non è tagliente quanto basta e nemmeno riesce ad essere troppo strutturata: Louis non ha né la cattiveria di Carlin, né il menefreghismo rockettaro di Bill Hicks. Lui è un buono, un buono qualunque.
Lo zio, cugino, fratello, amico particolarmente simpatico.
Ed è per questo che, dopo una mezz’ora iniziale in cui butta un occhio sul mondo di oggi, quando ritorna nei suoi panni (parlando di cani adottati, rapporti padre-figlia, email strappalacrime, razzismo da salotto) ritrova se stesso e la sua esilarante potenza comunicativa. Ritorna alla dimensione dove meglio muove il suo talento, e dove negli anni si sta affermando come un vero e proprio maestro.

Louis CK 2017

Lontano dall’approccio da showman di Jim Carrey e Chris Rock, meno pittoresco di quel genio del male di Ricky Gervais, Louis afferma la propria comicità sul palco come farebbe a casa sua, o ad una cena fra amici. Questo lo rende approcciabile, comprensibile, oltre che incredibilmente divertente.
I restanti 50 minuti dello spettacolo scorrono fra le lacrime di chi, come me, si perde nella comicità di un vecchio amico, dissacrando insieme situazioni e concetti che si svolgono quotidianamente in milioni di vite, riuscendo a capovolgere il grigio e monotono quotidiano in una sprezzante risata.Louis CK 2017

Louis CK ha il coraggio e l’abilità di smascherare l’uomo qualunque e le sue aberrazioni, rivestendo di comico ogni sorta di pensiero perverso o situazione scomoda, riuscendo nel lodevole intento di assolvere le menti comuni dall’assillante monotonia della società civile. E lo fa con tale maestria e gentilezza, con uno spontaneo ed immacolato candore, da riuscire perfettamente nell’intento di redimere lo spettatore e, allo stesso tempo, di elevarlo, trasmettendo un rassicurante messaggio: io sono come te.

Io sono come te e non c’è niente di male in quello che siamo.
Viviamo entrambi le stesse situazioni grottesche, siamo entrambi patetici e banali, stupidi, impoetici ed irrazionali; ma va bene così. Siamo persone buone, tutto sommato; comparse in un teatro enorme di cui sentiamo il peso ma di cui, in realtà, non abbiamo responsabilità. Quindi ridiamoci insieme sopra.
Possiamo farlo perché siamo critici verso noi stessi prima che verso gli altri, riusciamo a farlo perché siamo brave persone nonostante la confusione dei nostri pensieri e l’impossibilità di definirci.

Per l’ennesima volta Louis CK riesce a farci ridere di noi stessi e delle nostre miserie, senza mai risultare stucchevole o arrogante, sempre disposto a mettere su piazza il suo io profondo e a sposarlo con quello del pubblico.
La sua è una comicità coraggiosa e spontanea, che ride con lo spettatore e non si limita a farlo ridere.
Perché Louis è esattamente come chi lo guarda: un vinto qualunque che non ha perso la voglia di sorridere alla vita.

 

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Enrico Zautzik

Enrico Zautzik

Non sono responsabile delle censure di quei %&*"°# degli autori
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