Raccontare una storia semplice non è facile. Banalità, prevedibilità, scontatezza rischiano di essere i risultati di una sfida che, evidentemente, solo i grandi autori possono affrontare e Manu Larcenet è uno di questi. L’autore francese con Lo scontro quotidiano, edito da Coconino Press, affronta uno dei temi più difficili e terrificanti dell’età moderna: il cambiamento.

Il libro di Larcenet racconta la storia di Marco, un fotografo di talento che, dopo anni passati sui fronti di guerra, si ritrova in piena crisi lavorativa ed esistenziale. Per dare una svolta alla sua vita Marco decide di lasciare la psicoterapia, intrapresa da ben otto anni per imparare a gestire frequenti attacchi di panico, e prendersi un anno sabbatico da un lavoro che ormai non gli trasmette più nulla, trasferendosi a Chazay, un piccolo paesino di campagna distante seicento chilometri dalla periferia parigina, dove tranquillità, pace e silenzio lo porteranno a fare i conti con se stesso e con i suoi demoni.

Da qui lo scontro quotidiano, non solo una battaglia personale ma anche interpersonale da intraprendere nelle relazioni con amici, fidanzata o famiglia. Scontri che hanno tutti un comune denominatore: l’incapacità di sentirsi adeguati di fronte ai cambiamenti che la vita ti mette irrimediabilmente davanti. In ogni situazione narrata, piccola o grande che sia, Marco dovrà confrontarsi con la paura latente di non essere pronto, di non essere all’altezza di aspettative create magari da lui stesso.

Larcenet è abilissimo nel creare una profonda identificazione tra il lettore e il protagonista. Le incertezze, i dubbi, le angosce di Marco sono anche le nostre: emozioni che non sono estremizzate ma normalizzate. Quale che sia la tematica raccontata, l’artista francese esprime il tutto con naturalezza e intelligenza. Non c’è nessuna traccia di vittimismo, ma solo il racconto reale, crudo e sincero di una persona qualsiasi che ad un certo punto della sua vita, volente o nolente, deve affrontare le proprie responsabilità.

Fondamentale all’interno dell’opera è la tematica poltico-sociale che si fonde con le vicende dei personaggi, e non funge solo da sfondo narrativo. Attraverso la storia di Marco, Larcenet racconta la Francia di oggi proponendoci un’analisi delle derive sociali e culturali di un paese in grande difficoltà e lo fa rappresentandoci il microcosmo della fabbrica, il luogo in cui per anni ha lavorato il padre e che, a causa della crisi economica, è costretta a chiudere.

L’incontro con queste persone invecchiate come suo padre, che da piccolo dovevano sembrare invincibili e ora si rivelano fragili e insicure, fa rinascere in Marco la passione per il proprio lavoro: la fotografia come testimonianza sociale e recupero del valore del passato. Il realismo dei volti rappresentati dalle sue fotografie evoca la storia e il vissuto di ogni lavoratore. Nessuna anonimia ma una precisa identità, ogni persona ha i propri scontri da affrontare e ne porta i segni addosso.

Elemento sorprendente ne Lo scontro quotidiano è sicuramente il disegno: uno stile cartoonesco, come si evince dalle teste deformate, dai nasi pronunciati, o dai due puntini al posto degli occhi. Rappresentazioni quasi caricaturali che non intaccano minimamente il realismo della vicenda raccontata. Uno stile semplice ed essenziale si alterna ad un tratto realistico e dettagliato che l’autore utilizza sapientemente (come nelle rappresentazioni delle fotografie dei lavoratori), mantenendo una coerenza stilistica che sembra quasi essere l’unica possibile. Larcenet è un abilissimo narratore che sa quando un’immagine visivamente evocativa e potente può comunicare più di un testo, ma non ne abusa, anzi le riduce al minimo trovando nell’essenzialità un nuovo modo di esprimersi.

 

Lo Scontro Quotidiano è una sfida con se stessi, una fotografia generazionale che illustra ansie, incertezze, infantilità dei trentenni di oggi, una generazione precaria, senza punti fermi alla ricerca di un posto nel mondo. Un racconto malinconico ed essenziale che, senza nessuna retorica, rappresenta le piccole ma fondamentali battaglie che caratterizzano la nostra quotidianità e che dobbiamo (e forse non vogliamo) affrontare.

Valutazione dell'autore
Luca Illiano

Luca Illiano

Nato a Napoli nel 1987. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 29 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Sogno di scrivere e pubblicare un libro, ma aspetto l’idea giusta. Perché l’idea giusta arriva, vero?