Le ragazze elettriche di Naomi Alderman, da vittime indifese a spietate carnefici

 In Letteratura

«La forma del potere è sempre la stessa: è la forma di un albero. Dalle radici fino alla cima, un tronco centrale che si ramifica e ramifica all’infinito, aprendosi in dita sempre più sottili, protese in avanti. La forma del potere è il disegno di una cosa viva che tende verso l’esterno, e manda i suoi sottili filamenti un po’ oltre, e ancora un po’ più oltre […]. Quella stessa forma cresce dentro di noi, nei nostri alberi interni […] Siamo elettrici. La potenza viaggia dentro noi come fa in natura ».

Inizia così Ragazze elettriche (titolo originale “The power”, appunto), opera della scrittrice e ideatrice di videogame Naomi Alderman, pubblicato in Italia da Edizioni Nottetempo lo scorso agosto e inserito da Barack Obama nella lista dei suoi libri preferiti del 2017.

A questo punto prima di addentrarmi nel vivo della recensione ho due premesse doverose da fare: la prima è che questo articolo è stato scritto circa un mese fa, ma ho voluto che fosse pubblicato l’8 marzo, giornata della Festa della Donna e presto capirete il perchè; la seconda è che chi scrive è da sempre e per sempre una femminista universalista che rivendica con fervore, e ogni volta che può, la parità dei diritti tra uomo e donna.

Detto ciò, posso parlarvi di un libro che in Italia è passato un po’ in sordina non meritando la dovuta attenzione e che è stato per me una rivelazione.

La trama è, nella sua paradossalità, estremamente semplice: ad un certo punto non ben identificato della storia dell’umanità qualcosa di assolutamente straordinario succede, le ragazze tra i quattordici e i vent’anni scoprono di avere un potere, un’elettricità in circolo nel corpo che può essere rilasciata al contatto con oggetti e persone. Il fenomeno all’inizio è sporadico, alcune hanno paura di quello che sta accadendo loro, altre sono curiose, altre ancora intuiscono senza confessarselo le conseguenze epocali che la cosa potrebbe avere sulla specie umana. In un tacito accordo le donne tengono nascosto agli uomini il loro potere, o almeno ci provano, finché Tunde, un ragazzo con la passione per il giornalismo non posta su YouTube un video in cui una ragazza abbrustolisce un uomo che l’aveva appena molestata.

Da questo momento è il delirio e la cosa si evolve alla velocità della luce: il segreto passa all’attenzione dei media e poi ai capi di Stato. Quello che avverrà di lì a poco è inimmaginabile a molti ma non alle donne, a cui quel potere dà la forza innata di ribellarsi ai millenni di abusi e prevaricazioni compiute su di loro dagli uomini.

«C’è una parte di ciascuno di noi che resta fedele alle verità ataviche: o sei il cacciatore o sei la preda. Sii consapevole di ciò che sei. Agisci di conseguenza».

Ed è quello che tutte le “femmine” del mondo decidono di fare: passare dall’essere prede inermi e indifese a vestire i panni di spietati cacciatori.

Alderman sceglie di raccontare i dieci anni successivi alla comparsa dell’elettricità attraverso cinque personaggi: Roxy, figlia di un boss della mafia. Allie, orfana abusata dal patrigno e capo di una nuova religione matriarcale («Vi è stato insegnato che siete immonde, che non siete sante, che il vostro corpo è impuro e non potrebbe mai essere sede del divino. Vi hanno insegnato a disprezzare tutto ciò che siete e ad aspirare solo ad essere un uomo. Ma vi hanno insegnato menzogne. Dio dimora dentro di voi, Dio è tornata sulla terra per impartire il suo insegnamento sotto forma di questo nuovo potere»). Jos, una ragazzina in cui l’energia non ha attecchito bene. Margot, senatrice che punta alla presidenza della Casa Bianca. E infine Tunde, un giovane giornalista, unico uomo a cui viene data la parola.

La genialità di questo romanzo, avvincente e dal ritmo accelerato, scritto con una prosa impeccabile, ricca e magistralmente modulata in registri e situazioni diverse, è il mostrare il graduale imbarbarimento delle donne. Esse inizialmente usano l’energia per difendersi, così le donne arabe possono togliersi il burqa e le schiave del sesso slave liberarsi e uscire dal giro della prostituzione, le ragazzine smetterla di essere abusate dai passanti e le donne di potere di vedersi soffiare il posto dal maschio di turno, ma in un batter d’occhio tutto questo non basta più, non è l’uguaglianza che esse vogliono ma il potere, ne sono assetate e quando lo hanno se ne ubriacano.

Agghiacciante è il modo in cui Alderman mascolinizza le sue ragazze trasformandole in capi arrapate che palpano i propri segretari, in balorde che girano per le strade in cerca di giovani da violentare, in boss della mafia drogate che torturano uomini per puro divertimento. Per contro gli uomini fanno tenerezza, annientati come sono, con la loro paura ad uscire di casa da soli, con quel senso di insicurezza in presenza delle donne, mortificati e avviliti dalle continue avance sessuali da parte delle “femmine” che li circondano. Vi ricorda qualcosa? Non so Obama e tutti gli altri uomini che hanno letto questo libro se si sono riconosciuti almeno un po’ nelle donne bestiali che popolano questo romanzo, ma posso dire per certo che io leggendolo ho provato empatia per il ragazzo violentato in un vicolo da tre donne ubriache che gli urlano che se l’è cercata, che può frignare e urlare, loro sanno che è questo che vuole in realtà; o per l’uomo che cammina di fretta per strada di notte con la paura che spunti una donna all’improvviso e poi… Dio solo sa cosa potrebbe fargli.

La verità però è che non è solo l’empatia che mi hanno suscitato queste scene.

Perché quando tu donna, a cui sin da piccola è stato insegnato che devi stare attenta a girare per strada la sera da sola, che sei abituata a lavorare in un contesto in cui gli uomini sono sempre in maggioranza, che ormai cerchi di non farci nemmeno caso alle battutine “innocenti”, goliardiche e sempre velatamente sessiste che ricevi, che ci impiegheresti giorni a raccontare tutte le volte in cui il fatto di non avere un pene ti ha fatto sentire inferiore e fragile e poco sicura, ecco quando tu giovane donna che convive da sempre con la supremazia maschile che viene imposta ancora oggi, leggi pagine del genere un po’ ti senti vendicata, perché il mondo di Alderman è un mondo crudele, spietato, è vero, ma non è tanto diverso da quello in cui viviamo ora, tutto semplicemente accade con un’inversione dei giochi forza. E allora per un attimo, uno soltanto fantastichi e ci pensi: “E se le cose andassero così? E se fossimo noi le vincitrici e loro i vinti? E se fossero loro a dover aver paura e non noi?”

Ma per fortuna poi ti ricordi che ogni giorno lotti per la parità e l’uguaglianza fra tutti e non per la supremazia di un gruppo, e capisci che quello che Alderman fa è mostrare che gli abusi di potere sono sbagliati a prescindere da chi li compie e che finché ci saranno degli squilibri nella società, finché ci saranno cacciatori e prede le ingiustizie e le barbarie continueranno ad avvenire.

Io mi accodo a questo messaggio, ritenendo un libro come Ragazze elettriche, in un momento storico così delicato per la ridefinizione del rapporto donna/uomo e per la rivendicazione del femminismo come legge morale, un libro necessario per cercare di aprire gli occhi e costringere a riflettere chi ancora mette la testa sotto terra per non guardare.

 

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Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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