L’animale morente – Recensione

 In Letteratura

L’animale morente è un romanzo singolare, non saprei dire se mi ha conquistato del tutto. Quando ho finito di leggerlo, mi è tornata in mente una frase che lessi in Dorian Gray: non posso dire che mi sia piaciuto, ma indubbiamente mi ha affascinato.

David Kepesh, il protagonista di questa storia, è un professore universitario, un critico letterario stimato per il suo lavoro, conosciuto nel mondo accademico per il suo cinismo, la sua intelligenza e le sue numerose donne. O come le chiama lui, le sue ragazze.

Edonista com’è, ha vissuto la sua vita per quanto possibile libero, dall’ex moglie, dal figlio, dalla canonicità di una vita per come andrebbe vissuta, senza troppi rimpianti e una buona dose di compiacimento. Fino a che, a sessant’anni, incontra La Ragazza che cambia la sua prospettiva, una novella Lolita poco più che ventenne, che lo rende irrazionale e folle di gelosia come tutti gli altri intorno a sé, tutti quelli che negli anni si era dato la pena di compatire, a cui sorrideva distrattamente con pacata compassione.

Consuelo Castillo è indubbiamente bellissima, con i suoi folti capelli neri, i seni pieni e perfetti, i più belli che abbia mai visto, come David non si stanca di ripetere, ed un indimenticabile pelo pubico liscio ed aderente come seta. Si tratta forse di amore? O di ossessione? E se volessimo essere onesti e tentassimo di svincolarci dalle nostre esperienze al riguardo, c’è davvero una differenza tra i due? quando finisce l’amore e inizia la possessione? Esiste il momento in cui decidiamo di passare il resto della nostra vita con qualcuno solamente perché siamo spinti dal desiderio incondizionato di amare e di rendere felice l’altro? quanto invece questa scelta ha a che fare con la brama di possedere, solamente noi, il corpo e la mente di lei o di lui?

Philip Roth non ci fornisce una vera risposta, si limita ad indagare la natura umana con acume e comicità. Nel suo romanzo donne e uomini ricchi di sensualità si scontrano con se stessi ed i loro desideri, costretti a fronteggiare l’inevitabilità di un destino comune, che non lascia spazio a sorprese.

Philip Roth

Philip Roth

Essere casti, vivere senza sesso, be’, come digerirai le sconfitte, i compromessi, le frustrazioni? Guadagnando di più, guadagnando tutti i soldi che puoi? Facendo tutti i figli che puoi? Questo aiuta, ma è niente rispetto all’altra cosa. Perché l’altra cosa si radica nel tuo essere fisico, nella carne che nasce e nella carne che muore. Perché solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più nettamente vivo e più nettamente te stesso. La corruzione non è il sesso: è il resto. Il sesso non è semplice frizione e divertimento superficiale. Il sesso è anche la vendetta sulla morte.

Non dimenticartela, la morte. Non dimenticarla mai. 

Si, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?

Alessandra Passaretti

Alessandra Passaretti

Nata a Napoli nel 1992, vive a Milano da quando ne aveva 18. Laureata in Lettere Moderne - Editoria, si è iscritta ad una specialistica in Arte Contemporanea.
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