La Terza Classe e il Lido Pola del venerdì – INTERVISTA VIDEO

 In Interviste, Interviste, Musica

di Alessandra Farro

Sabato erano al Metropolitan, suonavano prima della proiezione di Alabama Monroe, un film puntellato dal genere bluegrass, di cui loro conoscono bene i ritmi e i sapori. Sono La Terza Classe, napoletani, eppure ascoltandoli si arriva ovunque, perfino in America. Come loro non ce ne sono tanti in giro nel panorama musicale partenopeo e di certo questo li rende ancor più rari.
È facile incontrarli al Vomero, in Via Scarlatti, o al Centro Storico, a Via Benedetto Croce, perché il loro palcoscenico preferito è la strada. Lì, dove il loro gruppo è nato, lì, dove la loro musica si forma, si plasma, pulsa di vita propria, pura, leggera e intensa. A render tutto ancor più magico ci pensano le storie che accompagnano ogni canzone, ad ogni storia, poi, corrisponde un’emozione.
È impossibile non farsi coinvolgere dai ragazzi de La Terza Classe. Sono un’esplosione di energia, di talento e di vitalità. Sono l’espressione della felicità, durante le esibizioni, ed è inevitabile lasciarsi travolgere da quell’allegria. Ascoltandoli si torna indietro nel tempo, sembra quasi di annusare gli odori del passato e di distare anni luce dalla realtà circostante. Lo spazio si colora di sfumature d’altra epoca fino a perdersi in quelle tonalità ingiallite dal tempo. Potreste giurare di aver respirato anche voi quell’aria incontaminata dalla modernità, nonostante, come loro, non l’abbiate vissuta.

C’è un contrabbasso, un violino, una chitarra, un’armonica cantastorie, un banjo, una tromba e una batteria. A me fan venire in mente il testo di una canzone dei Folkabbestia, Le Vie del Folk, che recita: “Mischiando i sonagli del Sud Italia, / con le fisarmoniche d’Albania, / le cornamuse / con le pizziche della Grecia. / […] Sono un binario che perde il treno, / la carovana per nessun dove. / Viaggi leggero / ma nelle tasche vecchie canzoni, / senza valige / ma nella testa nuove canzoni”. Perché è proprio quel che loro fanno, mischiare vari generi musicali, le varie terre d’origine dei loro strumenti, donandogli un nuovo corpo e una nuova anima, viaggiando ogni giorno attraverso le note. Loro, però, viaggiano anche per davvero.
Sono stati in Calabria, Sicilia, Francia, Olanda e quest’estate andranno in America, seguendo l’itinerario che percorrono da anni attraverso i loro brani. Il loro percorso, infatti, è studiato per essere lo stesso delle loro canzoni, andranno lì dove sono state scritte, dove sono ambientate.
Adesso stanno lavorando ad un video promozionale (voglio farne parte pur io, v’o dico). Attraverso il crowfunding e una sfilza interminabile di concerti, vogliono riuscire a raggiungere la somma necessaria a comprare un camper (a volte non bastano solo le note per viaggiare, ci vuole pure un mezzo di trasporto a facilitare il cammino). C’è anche il cd, blu e giallo, i volti dei musicisti incorniciati in piccoli oblò, simili a quelli che si trovavano sulla terza classe delle navi. Sono stati protagonisti di una puntata su Sky Arte dedicata ai gruppi d’origine napoletani e il 28 maggio saranno al chiostro del Dipartimento di Medecicina Veterinaria e Produzioni Animali, consiglio spassionatamente d’andarci perché sentirli è una cura contro il malumore.

Qualche settimana fa li abbiamo sentiti anche noi, c’hanno fatto ballare al Lido Pola (luogo amato dalla redazione femminile di FuoriPosto) e non abbiam potuto fare a meno di intervistarli e posso assicurarvi che è stata l’intervista più frikkettona che abbiamo mai fatto.

INTERVISTA VIDEO

di Maria Laura Baldascini e Alessandra Farro

LE DOMANDE

  1. Com’è nata La Terza Classe?
  2. Il vostro nome in che modo è collegato ai vostri viaggi?
  3. Suonate canzoni del ‘700 e dell’ ‘800, il vostro viaggio quanto è in relazione al tempo e quanto allo spazio?
  4. Le storie mirabolanti che raccontate sono tutte inventate?
  5. Perché suonate prevalentemente per strada?
  6. Quanto cambia tra le strade italiane e quelle straniere? Quali strade preferite?
  7. Ma La Terza Classe chi è? Voi chi siete?
  8. Avete progetti paralleli musicali?
  9. Perché non avete mai pensato di scrivere pezzi vostri?

LE ALTRE INTERVISTE

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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