La maledizione del film tratto dal libro – Parte I

 In Approfondimento, Cinema e Teatro, Letteratura

di Alessandra Farro

Furibonde, spietate, quasi dissacranti le reazioni che accomunano in genere i lettori dopo aver visto la trasposizione cinematografica di uno dei loro libri preferiti. Impossibile – e potenzialmente avvincente – fare un’indagine sulle innumerevoli reazioni che hanno segnato gli affezionati di Harry Potter. Ad esempio alla scoperta che nel quarto film non è fatta minima menzione del C.R.E.P.A. (fondazione di Hermione a favore degli elfi domestici). Così come non si potrebbero ignorare i commenti sprezzanti delle amanti di Jane Austen vedendo Keira Knightley interpretare Elizabeth Bennet con così poca convinzione. E anche – appunto personale – la delusione di scoprire che la nuvola rosa su cui viaggiano Chloe e Colin de La Schiuma dei Giorni, per Michel Gondry altro non è che una giostra in metallo color confetto.
Insomma, solitamente gli adattamenti cinematografici dei romanzi che hanno segnato, per qualsiasi ragione, le nostre vite non riescono a soddisfarci. Quasi dobbiamo frenarci dall’impulso di bussare alla porta del regista in questione e spaccargli un vaso colmo di margherite sulla testa. Eppure, bisogna essere onesti e realisti: esistono film che, insospettabilmente, sono stati tratti da libri adesso per lo più dimenticati e che – mi permetto di dire – non deludono.
Siccome è risaputo che vedere prima il film e poi leggere il libro a cui è ispirato è uno dei probabili mali da cui difendersi (e se necessario scappare) nel nostro tempo, ci tengo a elencare i libri insospettabilmente padri di grandi pellicole, in modo da salvarne qualcuno e fare in modo che non commettiate il mio stesso errore.

ISTRUZIONI PER L’USO: di seguito è riportato l’elenco di diciotto film/libri-carichi-di-speranza. Visto che sono tanti, ‘sta settimana ci sono solo le descrizioni dei primi cinque, per gli altri non cambiate canale e domenica prossima ricordatevi di questo articolo.

  1. Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) di Stanley Kubrick, con Malcolm McDowell, Patrick Magee e Anthony Sharp, 1971 – Un’Arancia ad Orologeria (A Clockwork Orange) di Anthony Burgess, 1962
  2. Blade Runner di Ridley Scott, con Harrison Ford, 1982 – Il Cacciatori di Androidi di Philip K. Dick, 1968
  3. Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, 1961 – Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Truman Capote, 1958
  4. Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, con Nicol Kidman, Tom Cruise, 1999 – Doppio Sogno (Traumnovelle) di Arthur Schnitzler, 1926
  5. Fight Club di David Fincher, con Edward Norton, Brad Pitt, Helena Bonham Carter, 2008 – Fight Club di Chuck Palanhiuk, 1996
  6. Full Metal Jacket di Stanley Kubrick, con Matthew Modine, Ronald Lee Ermey, 1987 – Nato per Uccidere (The Short-Timers) di Gustav Hasford, 1979
  7. Guida Galattica per gli Autostoppisti (The Hitch-Hiker’s Guide to the Galaxy), Garth Jennings, con Martin Freeman, John Malkovich, Zooey Deschanel, 2005 – Guida Galattica per gli Autostoppisti (The Hitch-Hiker’s Guide to the Galaxy) di Douglas Adams, 1979
  8. Il Lato Positivo (Silver Linings Playbook) di David O. Russell, con Bradley Cooper, Robert De Niro, Jennifer Lawrence, 2012 – L’orlo argenteo delle nuvole (Silver Linings Playbook) di Quick Matthew, 2008
  9. Il Laureato di Mike Nichols, con Anne Bancroft, Dustin Hoffman, William Daniels, Murray Hamilton, 1967 – Il Laureato di Charles Webb, 1963
  10. Il Silenzio degli Innocenti (The Silence of the Lambs) di Jonathan Demme, con Jodie Foster, Anthony Hopkins, 1991 – Il Silenzio degli Innocenti (The Silence of the Lambs) di Thomas Harris, 1988
  11. Intervista col Vampiro (Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles) di Neil Jordan, con Brad Pitt, Tom Cruise, Kristen Dunst, 1994 – Intervista col Vampiro di Anne Rice, 1976
  12. Into the Wild – Nelle Terre Selvagge di Sean Penn, con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jema MAlone, Brian Dierker, 2007 – Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer, 1996
  13. Limitless di Neil Burger, con Bradley Cooper, Robert De Niro, Annie Cornish, 2011 – Territori Oscuri (The Dark Fields) di Alan Glynn, 2001
  14. Sex And The City di Darren Starr, con Sarah Jessica Parker, 1998 – 2004 – Sex And The City di Candace Bushnell, 1997
  15. Stand By Me – Ricordo di un’Estate di Rob Reiner, con River Phoenix, Wil Wheaton, Corey Feldman, Kiefer Sutherland, 1986 – dal racconto L’Autunno dell’Innocenza – Il Corpo nel libro Stagioni Diverse di Stephen King, 1982
  16. Stardust di Matthew Vaughn, con Ian McKellen, Bimbo Hart, Alastair MacIntosh, David Kelly, 2007 – Stardust di Neil Gaiman, 1999
  17. Trainspotting di Danny Boyle, con Ewan McGregor, 1996 – Traisnpotting di Irvine Welsh, 1993
  18. The Hours di Stephen Daldry, con Meryl Streep, Nicole Kidman, Julianne Moore, Miranda Richardson, 2002 – Le Ore (The Hours) di Michael Cunningham, 1998 

 

  1. Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) di Stanley Kubrick, con Malcolm McDowell, Patrick Magee e Anthony Sharp, 1971
    Un’Arancia ad Orologeria (A Clockwork Orange) di Anthony Burgess, 1962
    http://youtu.be/bysGTcXlGPA
    Tra il film e il libro le analogie sono infinite. Siamo di fronte a uno dei rari casi in cui il film se non supera il libro, di certo lo pareggia. Del romanzo esistono in circolazione due versioni con due differenti finali. Kubrick ha scelto di adottare il finale più amaro, più sincero tra i due. Il significato del titolo dell’opera viene svelato soltanto nel romanzo e, com’è facilmente desumibile, il libro si presenta più scabroso e violento rispetto alla pellicola (anche se sembra difficile credere possa esistere più violenza di quella contenuta nel film), erano pur sempre gli anni Settanta. Non mi sento neanche in grado di commentare la grandezza di Kubrick, per cui lascio che sia il trailer del suo capolavoro a parlare.
  2. Blade Runner di Ridley Scott, con Harrison Ford, 1982
    Il Cacciatori di Androidi di Philip K. Dick, 1968
    http://youtu.be/xP4WvJaMfj8
    Il film non è tratto esattamente dal romanzo Il Cacciatore di Androidi di Philip K. Dick, ma se ne ispira liberamente, nello specifico dal racconto Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche? (e credo che il titolo appaghi qualsiasi perplessità riguardo la ragione per cui ho ritenuto opportuno includerlo nella lista). Il titolo del film, invece, è tratto da un altro romanzo The Bladerunner (1974) di Alan E. Nourse. La pellicola, tra l’altro, testimonia un raro se non unico caso in cui è il film a ispirare un libro: K.W. Jeter, difatti, ha scritto in seguito tre romanzi tratti anziché dal romanzo originale di Pihilip K. Dick dal film di Ridley Scott (chapeau!).
  3. Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, 1961
    Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Truman Capote, 1958

    ATTENZIONE: CONTENUTO AD ALTO TASSO DI SPOILER!
    Truman Capote è un autore che non ha bisogno di presentazioni. È arrivato sul grande schermo anche con il libro A Sangue Freddo, di cui è stata fatta un’ultima riproduzione cinematografica da Bennet Miller nel 2005. Prima di tutto, bisogna subito mettere in chiaro una cosa: secondo l’autore il ruolo di Holly Golithley era destinato a Marilyn Monroe e non certo ad Audrey Hepburn (per quanto, a mio parere, le si addica di gran lunga). Immaginate per un secondo Marilyn Monroe fasciata nel tubino nero Givenchy che indossava Audrey Hepburn nella pellicola. Era la sensualità velata, dolce, maliziosa della protagonista che Capote voleva fosse riprodotta da Marilyn Monroe e che, in effetti, viene annullata dall’attrice scelta. Anche il suo “Fred”, il dirimpettaio Paul Varjak, assume un profilo caratteriale differente da quello originario, nel libro veste i panni di narratore più che di co-protagonista. Nel romanzo Holly resta incinta, scappa in Africa, divide per un periodo l’appartamento con l’amica-nemica modella Mag Wildwood e il suo carattere – nonostante sia difficile crederlo – è più esuberante di quello cinematografico. Insomma, le differenze significative tra il libro e il film stravolgono il senso finale della storia, ma se il film assomiglia a una splendida apologia della fragilità umana, il libro ne rappresenta una certezza, il tutto speziato da un pizzico di stramberia ad addolcire l’irrealtà di cui la vita spesso si dipinge.
  4. Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick con Nicol Kidman e Tom Cruise, 1999
    Doppio Sogno (Traumnovelle) di Arthur Schnitzler, 1926

    Checché se ne possa pensare, Kubrick non è stato il primo a portare sul grande schermo il romanzo di Schnitzler, preceduto da Mario Bianchi esattamente con dieci anni di anticipo, con il film Ad un Passo dall’Aurora. Ovviamente non siamo qui per parlarne, non me ne voglia il Signor Bianchi. Siamo qui per congratularci, ancora una volta, per la capacità di Kubrick di trasportare un romanzo sulla pellicola. Tant’è che non è facile rintracciare differenze significative tra le due opere, piuttosto si possono scovare affinità considerevoli. L’unica distinzione profonda tra le due è la visione della storia, in Schnitzler si riduce a un’analisi fredda, distante, in cui il lettore è coinvolto, ma come osservatore, separato dai personaggi da una rete divisoria; mentre in Kubrick lo spettatore è risucchiato dagli eventi, trascinato anch’esso nella psicologia dei protagonisti, coinvolto con tutti e cinque i sensi. Freud, all’uscita del libro, si congratulò con l’autore per l’indagine psicologica contenuta nel racconto ed è stata proprio questa caratteristica del romanzo ad affascinare Kubrick al punto da volerla riprodurre con la sua personalissima impronta.
  5. Fight Club di David Fincher, con Edward Norton e Brad Pitt, 2008
    Fight Club di Chuck Palanhiuk, 1996

    Non parlate del Fight Club; non dovete parlare mai del Fight Club; se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento; si combatte solo due per volta; un combattimento alla volta, ragazzi; niente scarpe, niente camicia; i combattimenti durano per tutto il tempo necessario; se questa è la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere.
    Le regole sono le stesse in entrambe le opere, e anche la vendetta sghignazzante di Jack, l’ardente senso del rifiuto di Jack e la completa mancanza di sorpresa di Jack. Questo è uno dei pochi film che non delude (se non nel finale). Nonostante le oggettive discrepanze che si possono facilmente notare tra il romanzo e la pellicola omonima, il regista riesce a mantenere il significato originale del lavoro di Chuck Palanhiuk. Ovviamente, il film perde un po’ di quella magia che soltanto l’odore della carta è in grado di regalare, ma posso tranquillamente affermare che Brad Pitt ha cominciato a piacermi dopo averlo visto interpretare il ruolo di Tyler Durden. Per Edward Norton non ci sono parole, ma del resto non ce ne sono mai state.

Continua: domenica 30 novembre

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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