“La Locanda – Antologia Newpolitana”

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A Napoli ci sono posti che di giorno dormono, rinchiusi in palazzi dagli androni importanti, più ampi della strada su cui affacciano. Uno di questi sonnecchia in piazza San Domenico, al numero civico 3. Il Pozzo e il Pendolo, uno splendido, intimo teatro dentro un palazzo che affaccia proprio di fronte all’obelisco, è dimora di diverse iniziative bizzarre ed esclusive, come è la stessa città.

Tra “Cene col Delitto”, “Canti di Natale” e spettacoli teatrali di varia natura, dal 7 marzo, per due eventi al mese, il teatro, rifugio di pupazzi da ventriloquo, specchi e collezioni di libri d’autore, ospita una particolare rassegna musicale, dedicata agli artisti emergenti del territorio e al riecheggiare delle proprie antiche radici. “La Locanda – Antologia Newpolitana”, inserita nel progetto AlterAzioni con la collaborazione di Claudio Gnut e prodotta dal collettivo Nadir, nasce dall’esigenza di collimare le nuove contaminazioni musicali partenopee a quelle tradizionali, prende il nome dall’espressione “newpolitano”, partorita dal critico musicale Federico Vacalebre per individuare la nuova generazione musicale della scena nostrana.

Diversi sono gli ospiti previsti per le serate, con un unico obbligo comune: aggiungere al proprio repertorio musicale, una rivisitazione di un classico della musica napoletana. Oste d’eccezione Claudio Domestico, in arte Gnut, che presta anche la voce a Don Gaetano, pupazzo che ricorda vagamente Van Gogh, almeno per me, eh, poi non so voi.

L’evento, comunque, non si ferma al panorama musicale e si prefigge l’obiettivo di diventare un bacino inesauribile di arte, coinvolgendo anche la poesia, la scultura e la fotografia, grazie alla collaborazione del collettivo musicale Be Quiet, di Camera d’Autore e dei poeti della rivista letteraria Mosse di Seppia, per uno spettacolo completo e profondo, come le radici della nostra città.

Fino ad oggi, hanno partecipato con la loro musica e le loro emozioni Fede’n’nMarlen, Francesco di Bella, Aldolà Chivalà, Daniele Sepe, Maurizio Capone, Dario Sansone dei Foja, Roberto Colella de La Maschera, Andrea Tartaglia dei Tartaglia Aneuro, Maldestro, Tommaso Primo, Enzo Colursi, Lorenzo Campese e Alessandro Freschi delle Isole Minori Settime, insomma così tanti artisti, che è difficile elencarli tutti.

L’ingresso costa 5 euro, se la tessera non l’avete allora altri 5, e potrete gustare un ottimo piatto di pasta (se arrivate presto, altrimenti vi dovrete accontentare di spiluccare taralli e patatine, ve lo dico per esperienza) incluso nel prezzo. In più potrete abbeverarvi con del vino rosso o bianco ben forte e sottoporvi ai diabolici cocktail preparati da un ragazzo coi baffi e gli occhiali (dovete dirgli voi quando il rhum è abbastanza nel bicchiere, e non sempre è un bene).

Insomma, una rassegna musicale diversa, in una cornice magica, come quella de “Il Pozzo e il Pendolo”, accompagnata da quel tanto di tradizione che è importante resti sempre ben aggrovigliata alle nostre caviglie.

Il prossimo appuntamento è previsto per questa sera, alle ore 20.30, con la musica di Ciro Tuzzi degli Epo, Blindur, Alessio Sollo dei The Collettivo, Marco D’Anna e Cesare Isernia.

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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