La Distanza di Baronciani e Colapesce per la BAO Publishing [Recensione]

 In Fumetti

di Alessandra Farro

Un mondo in cui i suoi abitanti hanno dimenticato l’importanza delle pause, la profonda istruzione portata dall’attesa, il “saper aspettare”. Un mondo in cui l’imperativo è correre, non perdere mai un istante. Dall’altra parte, una regione costruita sulle pause, sul lento scorrere del tempo. E la distanza, quella piega immateriale che intercorre tra la spasmodica fretta e le pause di quello stesso tempo. La Distanza, edito dalla BAO Publishing, è il nuovo romanzo a fumetti – il primo a dire il vero – disegnato da Baronciani e scritto da Colapesce e Baronciani, ambientato in un luogo di calma, in cui il tempo scorre quieto, in linea col paesaggio circostante.

distanzaLa storia, infatti, si sviluppa in Sicilia tra gli Smiths e granite alle mandorle. Itinerante, porta il lettore alla scoperta delle meraviglie di posti che sembrano creati appositamente per l’estate, tanto che immaginarli d’inverno diventa quasi impossibile. 200 pagine che parlano di una coppia, lui residente a Siracusa, lei a Londra. Stanno insieme a distanza, una prova di sopravvivenza. È estate e il momento in cui si rincontreranno è vicino, anche se pare che la prospettiva non esalti granché nessuno dei due. Il libro racconta la vicenda dal punto di vista di lui, Nicola, e dà una sua personalissima risposta a quella scomoda domanda che, almeno una volta (ma anche molte di più), le coppie si pongono, durante i loro periodi di lontananza forzata: “…E se la distanza fosse un segnale? Sbaglio a continuare a stare con lui/lei?”. In questo caso, la risposta sono due ragazze, una spezzina e una francese.

Quello che sorprende è che, nonostante la trama possa dare l’impressione di raccontare una storia già ascoltata, questa piccola guida un po’ indie ai sentimenti e alla Sicilia non è banale. Gli intrecci sono semplici, ma delicati e per nulla scontati. Fino all’ultima vignetta, infatti, il finale non è chiaro, soltanto quando la parola Fine viene effettivamente trascritta in china sul foglio, si è davvero certi che il protagonista abbia scovato la risposta giusta alla sua domanda. Chiaro fin da subito, invece, è l’amore di Colapesce per il suo luogo d’origine e la conoscenza dei colori della tradizione da cui è stato rapito fin dalla nascita.

La DistanzaDiverse le suddivisioni in capitoli, che seguono il percorso dei tre ragazzi lungo la costa (a testimonianza del viaggio, all’ultima pagina c’è una riproduzione dell’Isola in arancione, con l’itinerario segnato da una spessa linea fucsia, in modo che, magari, i vacanzieri più indecisi possano sceglierlo come tour estivo). Mirate e accurate le citazioni che compaiono a presentare l’avvicendarsi degli eventi, alcune sulla Sicilia, altre sulle donne, con cui Baronciani può scatenare tutto il suo talento calligrafico.

L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto… La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”
J. W. Von Goethe

Attraverso le immagini stilizzate, chiare, semplici e dirette di Baronciani si viene immediatamente catapultati nei luoghi della Sicilia. I suoi odori, la sua cultura e la sua tradizione culinaria respirano e si animano, grazie a pochi dettagli mirati (due linee curve e compare il profilo dolce di una donna) che il disegnatore usa per esprimere la classica meraviglia della regione, che siano delle mattonelle su cui riposa una pianta o il folgorante azzurro del cielo estivo. E sembra quasi di guardarla quella cascata fresca di Pantalica, di sentire l’acqua che scroscia e avvertirne il sollievo sulla pelle. Si percepisce il caldo afoso della piazza di Noto e il refrigerio lieve del sentiero verso la spiaggia. Per non parlare del festival, l’Ypsigrock, sintetizzato mediate un’unica striscia, che rappresenta un agglomerato informe di gente: “Ma come cazzo facevano a darsi gli appuntamenti a Woodstock?”, si chiede il protagonista.

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Fu probabilmente lei che mi spinse a intraprendere il viaggio. Parlavo di lei, sognavo di lei. La venere di Siracura è la perfetta espressione della bellezza possente, sana e semplice… non ha la testa ma non importa.
Guy De Maupassant

Le abilità di stilizzazione di Baronciani si fondo alla perfezione con quelle di sintesi di Colapesce, che con l’uso di pochi aggettivi esprime un’intera scena, un’emozione e riesce addirittura a donare un’anima alla fidanzata neo-londinese di Nicola. Compare soltanto una volta nel libro, senza occhi ma con un goffo cappotto giallo: “In compenso sono bravissimo con i ricordi… la sua ironia, la sua delicatezza, il suo cappotto sformato”. E delicatezza è assolutamente la parola adatta a descrivere La Distanza, un successo enorme che neanche la casa editrice si aspettava: “La presentazione di ieri de La distanza a Roma è stata un successo. Questo libro ha colto tutti di sorpresa, noi compresi: doverne ordinare la ristampa dopo due settimane dall’uscita proprio non era previsto, ma siamo felicissimi!” (dal profilo facebook della BAO Publishing).

Con una donna accede due volte di non sapere cosa dire: all’inizio e alla fine.
Gesualdo Bufalino

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Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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