Killing Eve, quando il sangue si tinge di rosa

 In Serie Tv

Il nuovo Tv Drama della BBC America, Killing Eve, basato sulle novelle di Luke Jennings, che ha debuttato l’8 aprile 2018, fa già parte degli show più acclamati dalla critica, insieme a Barry della HBO e a The End of the F***ing World di Netflix. E, come entrambe, è difficile da classificare. Killing eve si presenta principalmente come una spy story, un continuo scontro tra gatto e topo, tra un investigatrice dell’MI6 di nome Eve Polastri (interpretata da Sandra Oh, nota al pubblico per aver impersonato il personaggio di Christina Yang in Grey’s Anatomy) e un’affascinante assassina, Villanelle (interpretata dall’attrice britannica Jodie Comer, precedentemente vista in “The White Princess”). Ma è anche un dramma psicologico sulla sociopatia, sul femminismo, caratterizzato da uno humor quasi grottesco.  Questo dark humor deriva direttamente dal suo creatore, Phoebe Waller-Bridge, la cui commedia del 2016 della BBC/Amazon, Fleabag, è indiscutibilmente una delle serie migliori del nostro decennio. Killing Eve è ambientato a Londra, proprio come Fleabag, e presenta lo stesso irriverente umorismo e la stessa intensa esplorazione della psicologia dei suoi protagonisti. È una serie sovversiva e questo lo si nota subito; il modello classico del thriller viene completamente stravolto, mettendo a paragone due personalità femminili molto diverse tra loro, inseguendole nei loro ruoli principali.

Eve è un’americana che lavora nell’intelligence britannica, che mette insieme una serie di omicidi apparentemente casuali che potrebbero essere stati commessi dalla stessa persona e l’istinto le dice che questa persona è una donna. Dopo che la ricerca personale di Eve è andata troppo oltre viene licenziata, insieme al suo capo, Bill (David Haig). Ma un funzionario dell’MI6 (Fiona Shaw, vista precedentemente in Harry Potter), che è affascinata dalla ricerca di Eve, inizia a condurre una nuova indagine ufficiosa sull’assassino. Nel frattempo, Villanelle si rende conto che Eve sta indagando su di lei e inizia a darle la caccia, in maniera ossessiva.

Villanelle è ovviamente il personaggio più intrigante di Killing Eve (e l’attrice inglese Jodie Comer sembra più che perfetta per questo ruolo), è brillante, senza paura, divertente e indubbiamente una psicopatica: dopo aver portato a termine le sue “missioni”, infatti, si trattiene sul luogo dell’omicidio per guardare la luce attenuarsi negli occhi delle sue vittime. È anche sorprendentemente carismatica e incline alla teatralità, elaborando omicidi piuttosto surreali, preceduti sempre da battute ironiche e allo stesso tempo inquietanti. In un’intervista, il creatore della serie Waller-Bridge descrive Killing Eve come “una meditazione sull’omicidio, sulla solitudine e su un mondo senza coscienza”, e Villanelle è appunto l’incarnazione di tutto questo, fascinosa e terrificante allo stesso tempo.

Il suo personaggio è affiancato a quello di Eve, che seppur piuttosto goffa e incapace fisicamente di inseguimenti e di vere e proprie azioni da eroina, ha un ottimo intuito e una capacità estrema di mettere insieme le informazioni, che la rendono indispensabile per la risoluzione dell’indagine. Entrambe le protagoniste femminili sono ossessionate l’una dall’altra; Eve vuole scoprire a tutti i costi chi è Villanelle e per chi lavora, mentre Villanelle è affascinata dalla mente della sua nemica (e anche dalla sua testa e dai suoi capelli… a dirla tutta!) e inizia a stuzzicarla sadicamente. Il loro rapporto, puntata dopo puntata, diventerà sempre più complicato e il loro destino sempre più intrecciato.

Il classico plot della spy story è capovolto e sono i personaggi femminili a reggere la storia e a portare avanti la narrazione, accompagnati da personalità maschili piuttosto deboli che fungono da semplici subordinati di Eve e Villanelle.

Gli episodi passano da momenti in cui si sfiora la tragedia a momenti, invece, in cui ci si avvale di toni più bizzarri e persino comici, che appaiono piuttosto assurdi nella visione di insieme di ogni singolo episodio.

Killing Eve rappresenta l’inizio di una nuova epoca per la scrittura seriale; il suo successo prematuro, fa presagire che le serie tv sono destinate a sovrapporre i generi e ad utilizzare i modelli esistenti soltanto come ispirazione stilistica e tonale, dando così una svolta piuttosto originale e innovativa al panorama (che, possiamo dirlo, ci sta un po’ stufando con tutte queste serie inutili…).

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shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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