Kanye West – The Life of Pablo – Recensione

 In Musica

Kanye Omari West, per gli amici Yeezy, per noi comuni mortali soltanto Kanye.

Intorno a questo nome sono state cucite storie sempre particolari. Mai nulla di banale, anzi, sempre più schemi da rompere, barriere da oltrepassare e inevitabilmente culi da spaccare. Del resto in fatto di culi, è pur sempre quello che ha sposato Kim Khardashian.

Nato ad Atlanta e trasferitosi giovanissimo a Chicago insieme alla madre, inizia subito a coltivare la propria vena artistica. Frequenta l’American Academy of Art di Chicago che gli darà l’infarinatura generale di ciò che le stelle hanno già da tempo disegnato per lui e con l’abbandono della Chicago State University per continuare a concentrarsi sulla sua formazione artistica, sta volta più nello specifico, sulla musica, si ritrova il suo primo vero bivio .

La copertina del disco

La copertina del disco

Sin dall’inizio si capisce che il ragazzino ci sa fare. È soltanto il 1996, Kanye ha soltanto 19 anni, ma è già quasi come un veterano se pensiamo ai nomi con cui collabora: per citarne qualcuno: Jay-Z, Talib Kweli, Cam’ron, Common, Jermaine Dupri, The Game, Alicia Keys, Janet Jackson, John Legend. Artisti da paura che contribuiscono alla crescita di uno degli artisti più odiati e amati di sempre.

Bastano pochi anni di gavetta per riuscire a presentare al mondo intero The College Dropout (2004), un album semplicemente stupendo, con tracce immortali come Through The Wire e School Spirit, che se solo ci penso mi viene da piangere.

Tantissimi premi, ascolti da paura, milioni di copie vendute. Il nostro Yeezy cavalca l’onda del successo come nessun altro e prima che se ne renda conto, è diventato molto più di un semplice rapper. Sì, perché Kanye non ha assolutamente freni. La gente lo ama? Lui ama ancora di più. La gente chiede un altro disco? Lui se ne esce col miglior disco possibile. Ed infatti così è stato. Ogni santa volta. Dopo il debut album verranno in sequenza Graduation, Late Registration, 808’s & Heartbreak, My Beautiful Dark Twisted Fantasy, Watch The Throne, Cruel Summer e infine Yeezus. Tutti legati tra loro da un inconfondibile file rouge: la ricerca della perfezione, del significato, di parole sempre più aspre rivolte ai suoi nemici, a chi abbia osato mai mettersi sulla sua strada. 8 album che gli hanno portato ben 18 Grammy, e addirittura una probabile candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d’America per il 2020. Ho preferito andarci piano e infatti ho definito “probabile” la sua candidatura, ma sono pronto a scommettere che ci aspetta qualcosa di semplicemente assurdo per il 2020.

Veniamo a noi e parliamo del suo 9° album (7° da solista) The Life Of Pablo, che all’inizio era So Help Me God, poi SWISH e qualche settimana ancora dopo era WAVES.

E’ stato stesso K-West che qualche giorno fa ha sciolto la gloria con un tweet mostrandoci finalmente la track list e il titolo del disco. Titolo che è riferito ad un suo speech fatto all’università di Oxford nel 2015, nel quale si definisce il Pablo Picasso dei tempi moderni.
È evidente che la modestia non sia il suo forte, infatti se ne viene con un’idea semplicemente geniale per il suo nuovo album: un SOLD OUT al Madison Square Garden dove insieme ad un dj set atomico per il lancio del disco, presenta la sua nuova linea d’abbigliamento “Yeezy pt. 3”. Una location niente male per radunare la crème de la crème dello showbiz interplanetario e più di 20 milioni di persone su Tidal, la piattaforma per musica in streaming di Jay-Z. Ma soprattutto l’unica location in grado di contenere il suo mastodontico EGO. Semplicemente Kanye.

Kanye West al Madison Square Garden

Kanye West al Madison Square Garden

Si perde il conto delle illustri collaborazioni in T.L.O.P. Da Kendrick Lamar a Rihanna, da Frank Ocean a Young Thug. L’album mantiene i canoni westiani come il coro di bambini nella opening track, e aggressività nei testi. Sebbene una Black Skinhead del caso non ci sia, se non per qualche caso isolato come Facts, il pezzone dell’album, in cui Kanye decide non solo di prendere le parti di Bill Cosby, il vecchio e simpatico Mr. Robinson accusato di molestie sessuali su di una minorenne, ma anche di prepararci psicologicamente alle elezioni presidenziali del 2020.

Degnissimi di nota sono senza dubbio No More Parties in LA e Real Friends, insieme alla già menzionata Facts, i pezzi forti del disco, impreziositi ulteriormente dalle eburnee presenze di Kendrick Lamar e Ty Dolla $ign. La prima potrebbe essere tranquillamente trasmessa sulle frequenze della mai dimenticata RADIO LOS SANTOS e far scuotere la testa di “CJ” al ritmo di un beat super thug (GTA San Andreas docet). La seconda è più una nuova Jesus Walks.

Famous (feat. Rihanna) merita la nostra attenzione soltanto perché Kanye decide di sferrare ancora una volta un destro in pieno naso a Taylor Swift, il che è sempre cosa buona e giusta. Ascoltare per credere

Ed è veramente cosa buona e giusta Fade, traccia di chiusura piena zeppa di bassi e “twerkabile” oserei dire, che un minimo riesce a trasportarci per qualche secondo al Madison Square Garden insieme a 50 cent, 2 Chainz, Lamar Odom, Caitlyn Jenner e Anna Wintour.

Per il resto l’album scorre come se ci trovassimo all’interno della testa del rapper, nel più remoto degli angolini dove ci siamo messi alle spalle cattiverie e bestemmie, per lasciare spazio sia a pensieri profondi come in 30 HOURS, sia a mini tracks auto celebrative come I Love Kanye che rendono l’ascolto più divertente.

 

Tracklist

Tracklist

Insomma sarò molto breve e conciso nel condividere con voi il mio pensiero, cioè che Kanye West sia la più grande star della musica vivente e con grosse probabilità The Life Of Pablo è uno dei migliori prodotti che l’attuale scenario musicale possa offrire. Scenario dove oramai non si fa altro che creare enormi aspettative anche sul secondo album di Rocco Hunt.

Il più ingombrante tra gli artisti, il più sbruffone tra i milionari e il più bastardo tra i nemici. Capace di salire sul palco dei VMA’s per esprimere il suo dissenso nei confronti di un premio dato a Taylor Swift. Lo stesso capace di entrare nella storia delle esibizioni live con il suo concerto di Parigi dove insieme a sua altezza Jay-Z, ha ripetuto per 9 volte di fila il ritornello di Ni**as in Paris rendendo quella serata unica e irripetibile. Quello che ormai va ben oltre la musica. Quello che “now that I’ve met Kanye West, I’m never going to fail”.

Per quanto ci possano essere tante persone a non condividere questo mio pensiero, vi basti pensare che Kanye West lo sa e sta venendo a cercarvi, e non si tratta della solita barzelletta stile Chuck Norris. Quindi nel caso siate fortunati abbastanza da trovare Kanye di buon umore e disposto a concedervi l’ultimo desiderio, chiedete una copia di The Life Of Pablo. Vi guadagnerete sicuramente un posto in paradiso. Sì perché anche lì comanda Yeezus.

Enjoy!

 

Camillone

Camillone

vivo tra Napoli e Milano. Ognuno ha un Dio a cui rivolgersi e pregare; io ho la musica.
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