Jim Thorpe – Il più grande atleta del mondo

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Signore, lei è il più grande atleta del mondo”.
In pochi nella storia dello sport possono vantarsi di essere stati elogiati a tal punto.
E quando poi la frase viene pronunciata da un Re, è ancora più speciale.
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15 Luglio 1912, Olimpiadi di Stoccolma.
Si gareggia nel decathlon, la disciplina più dura di tutte, chi vince ha qualcosa in più di un normale essere umano, chi vince è un super uomo.
Il decathlon consiste nelle seguenti discipline: 100 metri, salto in lungo, salto in alto, 400 metri, lancio del peso, 110 metri ostacoli, lancio del disco, lancio del giavellotto, 1500 metri e salto con l’asta; disputate nell’arco di due giorni. Chi vince il Decathlon è il più grande degli atleti.
Pochi giorni prima si era anche disputato il pentathlon (“solo” cinque discipline: salto in lungo, lancio del giavellotto, 200 metri, lancio del disco e 1500 metri) e guarda caso stravinto dallo stesso personaggio che vincerà anche il ben più duro decathlon.

Questo personaggio è Jim Thorpe o come preferisco Wa-Tho-Huk.
Jim Thorpe è il suo nome americano, ma lui è un pellerossa e il suo vero nome vuol dire “Sentiero Lucente”: al momento della sua nascita il sole era alto sulla sua capanna illuminando il sentiero che partiva da essa. Il sole dava chiari segnali.
Wa-Tho-Huk è figlio della violenta invasione subita dai nativi americani: i suoi genitori erano entrambi di sangue misto, nati da donne native americane e uomini francesi e irlandesi.
La distruzione della razza nativa americana proseguiva, generando notevoli difficoltà sociali e di inserimento per i meticci.
L’infanzia (e la vita) di Sentiero Lucente è dunque tutt’altro che rosea: il fratello gemello muore di polmonite a soli 8 anni e la madre lo segue di lì a poco. Jim è costretto così a vivere col padre con cui il rapporto è eufemisticamente turbolento.
Diverse sono le fughe da casa e da scuola, fino alla definitiva intorno ai vent’anni. Si stabilisce allora in un ranch ad allevare cavalli.
Le sue doti fisiche sono straordinarie, addestrare cavalli e tori per lui è un’attività semplicissima, il DNA degli indiani d’America sembra emergere prepotente in questo giovane figlio del sogno americano di fine ‘800.
Ma la sua leggenda ha inizio solo nel 1907: vicino al suo ranch si tiene una competizione studentesca di atletica, mentre si gareggia per il salto in alto, anche Jim viene invitato a saltare.
Vince. Salta 1.75 m vestito con l’equipaggiamento da bovaro e con i pantaloni lunghi.

Gli fanno disputare solo quella gara, ma le avrebbe facilmente vinte tutte. È uno degli atleti più completi che si fosse visto, la sua abitudine nel cavalcare, nuotare, correre ne aveva fatto un fenomeno atletico.
È subito ingaggiato da una scuola americana per farlo gareggiare con loro. La prima competizione studentesca viene stravinta. L’unica peculiarità era che la squadra era composta dal solo Sentiero Lucente che aveva disputato e vinto tutte le discipline.
Tra il 1909 e il 1912 partecipa anche, a livello scolastico, alle partite di baseball e football americano, portando con regolarità le sue squadre alla vittoria.
È un fenomeno in tutto e ampiamente riconosciuto, tant’è che fu inevitabile la sua convocazione per le Olimpiadi di Stoccolma nel 1912.
Torniamo dunque all’inizio della nostra storia, e alla sua incoronazione a “miglior atleta del mondo” da parte del re svedese. L’umiltà di Jim limita la sua risposta ad un sommesso e sussurrato
“Grazie, Re”.thorpe_francobollo
La sua esaltazione è perpetuata anche dalla stampa: nel 1950 viene eletto miglior atleta della prima metà del XX secolo.

Al ritorno in patria è portato trionfalmente in parata a Broadway: “Sentivo la gente urlare il mio nome, e non riuscivo a capire come una persona potesse avere così tanti amici.”
Il sogno americano dei genitori, dei suoi genitori, si realizzava in lui.
Purtroppo non era destinato a durare.
Il 6 Febbraio 1913 è accusato di aver praticato sport professionistico, ovvero di aver giocato in cambio di un compenso economico. Aveva infatti disputato alcune partite di baseball per “ben” sessanta dollari.
Le regole dell’epoca erano rigide: i professionisti non possono gareggiare alle Olimpiadi. Il CIO non vuole sentire ragioni, nemmeno quelle del suo creatore Pierre De Coubertin, e revoca le medaglie vinte da Jim in Svezia, cancellandolo dalle classifiche.
Restituite le due meritatissime medaglie inizia un lento e inesorabile declino.

Sembrava avviato verso una carriera brillante nel baseball ma la sua vita si risolse in alcolismo e lavori precari.
Nel 1951 si trovò persino a vendere le royalties del film ispirato alla sua vita,
Pelle di Rame, per soli 1500 dollari, non intascando nulla dagli introiti del film che vedeva protagonista addirittura Burt Lancaster.
Nel 1953 venne trovato senza vita nella sua vecchia roulotte dove ormai viveva in uno stato precario. Accanto al suo cadavere c’era un ritaglio di giornale datato 1912 che diceva
“il più grande atleta del mondo”.

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Fu proprio quell’investitura e quelle vittorie che lo portarono alla morte.
Sentiero Lucente venne sepolto in un antico villaggio indiano che da allora prende il nome di Thorpe.

Jim lasciava quattro figli, che portarono avanti più decisi che mai la causa del padre contro il CIO, per riportare il suo nome nell’Olimpo degli atleti.
E nel 1982, finalmente, il CIO proclamò la riabilitazione ufficiale di Sentiero Lucente e lo reinserì nelle classifiche dell’epoca.
Una vittoria amara che settant’anni prima forse avrebbe risparmiato la vita del più grande atleta del mondo.

Mario Villani

Mario Villani

Nato a Bari nell'ormai lontano 1989. Dopo 5 anni a Milano abbandona il grigiore padano per cercare qualcosa nel Sud Est del mondo. Oggi in Indonesia, scrittore per caso (o per sbaglio).
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