Il Trono di Spade 8×05: Le campane

 In Serie Tv

Pensavamo che questo momento non sarebbe mai arrivato. Non parlo della fine, sia chiaro. Quello lo sapevamo già. Parlo del momento in cui tutti i fan del Trono di Spade, dopo due anni di attesa, si ritrovano a scannarsi tra di loro, a sputare sui cofanetti blue-ray delle stagioni passate, a giurare eterno odio verso gli autori della serie.Insomma male, malissimo.

Cinque episodi sono passati. Ne manca uno. E il quinto episodio ha preannunciato un gran finale che non piacerà a nessuno. Ma vediamo di analizzare insieme i punti che non andavano, stavolta.

Se nella terza puntata c’erano stati lo scontro tra vivi e morti, una bellissima battaglia, ed infine, una fortissima Arya Stark che uccide il Re della Notte, il quinto episodio (ma già dal quarto il livello si era abbassato) ci mostra una battaglia brutale e no sense, dove a pagare pegno non sono solo i re e le regine, o chi nel corso delle stagioni aveva architettato trame e inganni che manco Beautiful, ma tutti, proprio tutti.

L’episodio comincia con la morte di uno dei più grandi e influenti personaggi della saga, Varys, uno che ha dedicato l’intera esistenza non a servire re e regine, ma a servire il regno in generale, di chiunque esso fosse. Uno che ha sostenuto Daenerys fin dall’inizio della sua ascesa. Uno che viene accusato di tradimento, senza prove troppo concrete e viene bruciato da Drogon, nel giro di mezzo minuto. Una morte troppo sbrigativa, che sembra un ossimoro arrivati a questo punto.

Ma passiamo oltre, che c’è tanto di cui discutere di questa quinta puntata del Trono di Spade. Forse di Tyrion non bisogna parlar più. Ci fa male il cuore se pensiamo al suo personaggio nelle prime stagioni e lo paragoniamo a quello dell’ottava. E quindi non indugiamo sul fatto che in questa stagione tutti i personaggi più Tyrion, sono completamente usciti fuori dai gangheri e sembrano altro, rispetto a quello che abbiamo sempre pensato di loro. Soffermiamoci su una delle scene più belle e romantiche dell’episodio, l’addio tra i fratelli Lannister. E’ stata una scena stupenda, di un’intensità emotiva straordinaria, il momento in cui Tyrion riconosce che è solo grazie a suo fratello Jaime, che non l’ha mai considerato come un mostro, che è riuscito a sopravvivere alla sua infanzia.

Da qui in poi, il no sense di cui si parla tanto in queste ultime settimane. Le baliste che stavolta fanno cilecca. Strano eh? Dato che nella scorsa puntata con tre tiri a segno la flotta di Ferro di Euron Greyjoy ha fatto fuori Rhaegal, mentre stavolta la cara dolce Dany con Drogon e con tre minuti di clessidra a disposizione brucia l’intera flotta senza manco un graffio. A quanto pare le baliste fanno il loro dovere solo quando la trama chiama. E per conquistare Approdo del Re, serve solo un drago. Ringraziamo comunque la Compagnia Dorata per questo cameo indimenticabile.

Ed eccoci qua. Il vero villain del Trono di Spade è Daenerys Targaryen. La ribelle, quella che doveva spezzare la ruota della monarchia, dando quel tocco femminile ad un genere saturo di maschilismo, la liberatrice di schiavi, la sovrana severa ma giusta, l’ultima dei Targaryen a non impazzire…e invece no. E’ pazza, davvero. Come tutti i Targaryen prima di lei, come Aerys II suo padre, il Re Folle, che voleva bruciare tutta Approdo del Re per trasformarsi in un drago (?????). Un vero tocco di classe. Un grandissimo colpo di scena da parte degli autori. Questo, insomma, glielo dobbiamo. Ci hanno fatto credere sin dalla prima puntata che Daenerys fosse la buona, l’unica degna di governare su Westeros, abbiamo imparato ad amare il suo personaggio, a fare il tifo per lei, ed ecco che invece non è così. Daenerys è il boss finale. Ma come siamo arrivati a questo punto? Dov’è questa lunga discesa nei meandri della follia di uno dei personaggi più amati della serie? Non c’è e non ci sarà mai. Ed è forse questo l’errore madornale degli autori. Non averci mostrato, se non con qualche banalissimo indizio, la spirale discendete verso la follia di una delle principali eroine della serie. E la trama, come al solito, paga pegno. Non è spiegabile, a livello di trama, di sceneggiatura, di niente, che nel momento in cui Approdo del Re suona le campane della resa, a Dany parte la vena di follia, e rade al suolo un’intera città, dopo che si è ARRESA. Sottolineiamolo. Scriviamolo sui muri. Sembra quasi che gli autori volevano semplicemente tenersi un cattivo per il round finale, uno a caso.

Ma non tutto è stato brutto. Visivamente si sta parlando di qualcosa di spettacolare. Non esiste solo la narrativa, non dimentichiamocelo. Esiste la fotografia, la colonna sonora, la regia. E queste tre cose sono impagabili in questo episodio. Lo scontro tra il Mastino e la Montagna, che tolto l’elmo sembrava uscito da una puntata brutta di The walking dead, è stata una lotta viscerale, che termina nel fuoco, elemento chiave che ha sempre diviso i due fratelli in vita, e li ricongiunge nella morte.

Per non parlare del fatto che questo scontro viene alternato, magistralmente, a delle scene in cui Arya invece scappa per le strade di Approdo del Re, sfuggendo con la solita fortuna sfacciata a fuoco e soldati nemici.Il suo personaggio ha il compito, in questo caso, di mostrarci la battaglia via terra, la brutalità della guerra, dove a morire sono degli innocenti, donne e bambini compresi.

Ma soffermiamoci su un’altra morte epica, che poi epica non lo è stata. Quella di Cersei. Era lei la cattivona delle scorse stagioni, l’unico personaggio coerente a sé stesso e agli altri, la cattiva che più cattiva non si può. E dopo tutto quello che ha combinato in queste otto stagioni, ci aspettavamo una morte degna di altrettanta cattiveria (karma is a bitch, babe!). E invece no, manco questo. Muore ingratamente, sotto le macerie della Fortezza Rossa, sotto le pietre di casa sua, insieme all’amore della sua vita, suo fratello Jaime, che l’abbraccia e la coccola mentre su di loro sta crollando un intero palazzo. Insomma, non ci siamo proprio. Ancora una volta tutto troppo veloce, frettoloso.

Nella scena finale di questa puntata del Trono di Spade c’è un Arya sopravvissuta al grande macello combinato da Dany e Drogon che davanti a sé vede un cavallo bianco. Eh si. Perché in mezzo al nulla, in mezzo alla gente morta bruciata. Si è salvato un cavallo, bianco. C’è chi parla di Apocalisse, c’è chi parla della profezia della sacerdotessa Quaithe, che nella seconda stagione aveva messo in guardia Daenerys, parlandole di una certa giumenta pallida. Per ora non c’è dato sapere.

Lo so, di Jon Snow non ho parlato. Perchè in questa stagione sono quattro episodi che ripete sempre le stesse due battute. Non credo ci sia qualcosa da dire a riguardo.

E’ inutile fare previsioni. Ci aspettavamo le farfalle nello stomaco e invece soltanto crampi nella pancia e nevrosi varie ed eventuali. La domanda che vi pongo, arrivati a questo punto, è “C’è davvero qualcuno degno di sedersi sul Trono di Spade?”

 

shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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