Il racconto dei racconti: tra Basile e Garrone

 In Approfondimento, Cinema e Teatro, Letteratura

Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille (Il racconto dei racconti ovvero l’intrattenimento per i più piccoli) è la più antica raccolta di fiabe popolari, scritta nel ‘600 da Giambattista Basile in un dialetto napoletano ormai inaccessibile ai più.

Lo Cunto de li Cunti

Lo Cunto de li Cunti

Modello per le fiabe successive, tra cui quelle dei famosi fratelli Grimm e di Andersen, ebbe subito molto successo, anche se negli ultimi due secoli non ha avuto la considerazione che merita. La struttura dell’opera, che prevede 50 racconti divisi in cinque giornate, rimanda immediatamente al Decameron di Boccaccio, tanto è vero che l’opera è anche conosciuta come Pentamerone. Tuttavia, sebbene entrambi abbiano attinto alla tradizione popolare, le differenze tra i due generi sono abissali. Mentre Boccaccio ha scelto narrazioni amorose e briose con esseri umani come protagonisti, Basile si è attenuto quasi esclusivamente a quelle novelle medievali di origine mitologica, dal gusto macabro e grottesco e dai temi forti. La compresenza di ordinario e straordinario, di realistico e fantastico, di tradizione e originalità, rende quest’opera completa e sorprendente.

Proprio la cifra tragi-comica, perfetta per un fantasy in chiave realistica, ha convinto Matteo Garrone a proporre un riadattamento cinematografico di questa raccolta.

La locandina del film

La locandina del film

Il regista romano, vincitore già di un doppio Gran Prix per i film Gomorra e Reality, ha presentato negli scorsi giorni al festival di Cannes la sua pellicola Il racconto dei racconti, in uscita nelle sale il 14 maggio.

Dei 50 racconti di Basile, Garrone ha scelto di rappresentarne tre: La regina, La pulce e Le due vecchie.

Nel primo racconto un re (interpretato da John Reilly) ricorre alla magia pur di avere un figlio, facendo mangiare alla moglie un cuore di drago marino. La scena presente nel trailer è già diventata iconica e ha consacrato Salma Hayek nel ruolo. Ma la “fatagione” colpisce anche una damigella di corte, portando alla nascita di due maschi identici, che crescono insieme legati da un indissolubile e profonda amicizia. Oltre alla magia e alla gelosia, il tema più interessante è quello plautino dei simillimi, che provoca scambi di persona ed equivoci riguardo all’identità dei personaggi.

Il secondo racconto parla di un re stravagante (Toby Jones) che alleva, in segreto, una pulce con il suo sangue fino a farla diventare un mostro. Poi, fattala scuoiare, offre la figlia in premio a chi ne riconosca la pelle. L’unico che riesce ad individuare l’animale da cui proviene il manto è un orrido orco, che perciò si aggiudica la principessa. Linee guida di questa fiaba sono la stoltezza, la mostruosità e il surreale.

La terza storia è la più macabra delle tre.

Illustrazione del racconto "La vecchia scorticata"

Illustrazione del racconto “La vecchia scorticata”

Conosciuta anche con il titolo di La vecchia scorticata, racconta di un re (Vincent Cassel) che, invaghitosi della voce di una vecchia (Shirley Henderson), credendo che fosse una fanciulla, la fa dormire con sé. Accortosi della verità, la fa gettare dalla finestra; ma quella, rimasta appesa ad un albero, viene fatata e, ritornata giovane e bella, diventa regina. La sorella, invidiosa della sua fortuna, si fa scorticare per farsi bella.                                                                                                Quest’ultimo racconto, che mette in primo piano le passioni e le debolezze umane, conclude il viaggio di Garrone nella genialità di Basile.

Tuttavia, Lo cunto de li cunti è solo il punto di partenza del regista, che integra la tradizione letteraria napoletana con quella anglosassone della fiaba visionaria e si ispira visivamente anche ai Capricci di Goya, al Pinocchio di Comencini fino addirittura al contemporaneo e di successo Game of Thrones.

Grande attenzione è stata riservata alle location e al trucco dei personaggi, mentre c’è grande aspettativa per la fotografia affidata all’esperto e rinomato Peter Sushitzky.

Dunque i temi, la tradizione e i modelli a cui Garrone si è ispirato sono chiari. Non resta che andare al cinema giovedì per apprezzare la rielaborazione dei cunti di Basile.

Monica Viscido

Monica Viscido

Laureata in lettere moderne, ora studia filologia moderna. Adora leggere, guardare film e serie tv. Lotta quotidianamente contro la pigrizia e si mette sempre in discussione. Odia parlare di sé e stare al centro dell'attenzione, quindi in questo momento non si trova esattamente a proprio agio.
Monica Viscido

Latest posts by Monica Viscido (see all)

Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca