Il Grande Futuro, Giuseppe Catozzella

 In Letteratura

“Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”. Corano, 5:32.
Così si apre Il Grande Futuro di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli 2016) nel quale l’autore ci racconta la storia di un giovane servo figlio di pescatori che vive su un’isola logorata dalla guerra tra Esercito Regolare (Forze ONU) e Neri. Il suo nome è Alì, ma dopo essere sopravvissuto da bambino ad una mina che lo trafigge in petto, viene ribattezzato Amal, ovvero Speranza.

” Se è con la luce che la vita si presenta, io nacqui due volte. La prima volta fui Alì, e nascendo seppi tutto quello che c’era da sapere: che l’unica legge che governa la vita è la legge dell’amore. La seconda fui Amal, che significa speranza, e rinascendo cancellai ciò che sapevo. Poi impiegai tutta la vita a ricordarlo. Luce su luce dice il testo sacro. Nurun ala nur.
E così, per me, fu.”

Amal infatti è un ragazzo destinato alla guerra, proprio come tutti i suoi coetanei. Capisce che il suo futuro è già scritto quando il suo migliore amico Ahmed parte per arruolarsi nell’esercito Regolare.

Giuseppe Catozzella

Giuseppe Catozzella

“Combattere i Neri sarebbe stata la sua ragione di vita…quella decisione era l’unico mezzo per ritrovare la pace con se stesso. Una domenica di fine estate avrebbe raggiunto la grande città e lì sarebbe diventato soldato.”

La separazione dall’amico, e in seguito la partenza del padre dal villaggio, stravolgono completamente la vita di Amal . Trascorrerà un lungo periodo di alienazione durante il quale suo unico amico, il suo alleato migliore sarà il mare. Ma dopo tre lunghissimi anni di attesa, di vita scandita ogni giorno dalla ripetizione delle stesse azioni, di spasmodica ricerca di risposte, Amal è pronto a scegliere. Decide così di intraprendere il viaggio nella Grande Moschea del deserto, ed è qui che il racconto si intreccia con una profonda spiritualità “Alla moschea parlavo con Dio, pregavo, meditavo, ma lui continuava a non rispondere. M’aveva lasciato solo.”
Dopo questo secondo abbandono Amal giunge alla consapevolezza che la religione, la preghiera non bastano, almeno non a lui, e che l’unica via per abbandonarsi al mondo è cedere all’azione.

Catozzella ci regala una storia emozionante, un racconto che oscilla fra dolcezza e drammatica consapevolezza, che nasce da un viaggio dell’autore nel deserto al confine tra Somalia e Kenya . Attraverso la storia di Alì ci descrive una realtà distante dalla nostra, che stiamo imparando a conoscere attraverso filmati di passaggio in televisione.
Amal ha saputo reinventarsi, ha vissuto molte più vite di quelle che l’autore ci lascia immaginare. Ha misurato i suoi passi e stravolto più volte il suo cammino ma senza mai dimenticare la sua natura di essere umano.

Carmen Ciarleglio

Carmen Ciarleglio

Carmen Ciarleglio è nata a Caserta nel 1989. Vive a Napoli da quando, poco più di un anno fa, decide, ispirata dal detto "meglio tardi che mai", di iscriversi al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Crede nell'esistenza dei draghi, guarda troppi film e immagina la sua vecchiaia in un antico casolare toscano.
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