Il divino inciampare, il “film muto disegnato” di Miguel Angel Valdivia

 In Fumetti

Negli anni Settanta Carmelo Bene provò a realizzare un film sulla vita di Giuseppe Desa, “il santo volante” proveniente dalla piccola città pugliese di Copertino. Il progetto originale, come spiega Goffredo Fofi nella prefazione, naufragò dopo poco, ma l’autore ne trasse comunque un romanzo pubblicato nel 1976 dal titolo A boccaperta. Quarant’anni dopo questo libro, finito dieci anni fa nelle mani del fumettista Miguel Angel Valdivia, è diventato una graphic novel da titolo Il divino inciampare. Vita e miracoli di San Giuseppe da Copertino, edito da Coconino Press, con disegni in bianco e nero di Valdivia e testi di cyop&kaf.

La storia narrata è quella di Giuseppe, Santo straccione del profondo Sud, venerato dai contadini e dalla povera gente di Copertino per la sua capacità di volare grazie all’estasi che gli provoca la visione di un ritratto della Madonna. La cosa non va a genio alla Chiesa, quella ufficiale, che gli scaglia contro il Tribunale dell’Inquisizione e finisce col trasferirlo in una città del Nord Italia. Solo molti anni dopo la sua figura è riabilitata e l’uomo canonizzato. 

Seguendo le orme di Bene ma – come spiegato dallo stesso autore nella postfazione – reinterpretandone gli input, Valdivia costruisce in dieci anni di duro, discontinuo e a volte scoraggiato lavoro, un’opera che si muove per contrasti a partire dallo spigoloso bianco e nero che riempe le pagine di Il divino inciampare, creando un effetto asfissiante e claustrofobico, pieno di inquietudine che non lascia via d’uscita. 

Ci sono poi le giustapposizioni di senso: da un lato San Giuseppe, povero, incolto, maldestro, il suo non è il volare leggiadro degli uccelli o degli angeli, è un procedere incerto, un inciampare per l’appunto anche quando si libra in aria; dall’altro lato invece c’è il Papa, ricco, sicuro di sè, monolitico, forte di un potere sconfinato e della spietatezza dei suoi Inquisitori in giacca, occhiali da sole e crocifisso. 
E ancora c’è Copertino, coi suoi contadini, i campi aperti, le case spoglie, così diversa da Roma, sede pontificia, opulenta, ricca, moderna, dove le macchine sfrecciano e non mancano mani ornate di anelli e pietre preziose. 

Eppure ad un certo punto Valdivia cambia rotta al suo Il divino inciampare, le certezze di quel Papa crollano, il suo stesso potere appare fragile e poca cosa di fronte alla fede pura di Giuseppe, così grande e magnifica da permettergli addirittura di volare in cielo, di dimenticarsi del suo peso corporeo. Ma come potrebbe il Pontefice alleggersi e fare lo stesso? Sarà forse il ritratto della Madonna il segreto? No, inutile sperarci. Finchè resterà attaccato ai suoi gioielli, al trono, alla sete di potere, non gli sarà permesso di spiccare il volo, troppi saranno i gravi che lo terranno inchiodato al suolo. 

Parlando di quest’opera Valdivia l’ha definito “un film muto disegnato” e basta sfogliarlo per capire il perché: pagine e pagine di disegni si susseguono senza interruzioni, le uniche parole le troviamo all’inizio di ogni capitolo, frasi brevi e coincise che spiegano quanto sta per accadere. L’autore, in un’intervista a Napoli Monitor ha spiegato che era così preso dalla parte grafica da aver lasciato per ultimo i testi, alla fine però i disegni lo avevano preso così tanto che gli era diventato impossibile scrivere qualcosa. La scelta di cyop&kaf è avvenuta senza esitazioni, avendo discusso a lungo con loro del progetto a cui stava lavorando. 
Il risultato è suggestivo, intenso ed equilibrato: testi e immagini si affiancano, traduzione gli uni delle altre, in un gioco di cupe armonie e cambi di scena bruschi e necessari. 

Il divino inciampare è un’opera completa, sui generis per forma e contenuto, attuale nella sua lontananza cronologica, emblema di questi tempi cupi in cui la moralità e i valori vacillano schiacciati dalla vanità e dall’egocentrismo. 

Ancora una volta si sente allora il bisogno, così come ha fatto Valdivia, di ringraziare Rathiger che, alla direzione di Coconino, accetta le sfide in cui crede e rischia, dando aria al panorama del fumetto italiano che soffre a volte di ripetitività e omologazione.

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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