How to get away with murder – Recensione

 In Serie Tv

Raccontare una storia non è per tutti, bisogna catturare chi ascolta, legarlo a sé con un filo invisibile. Quando Shonda Rhimes racconta una storia, tutta l’America e dopo qualche mese il resto del mondo, si sintonizza sul canale.

How to get away with murder  inizia con il lancio di una monetina, che lentamente gira su se stessa, padrona del destino di cinque persone.

Alfred Enoch e Jack Falahee che trasportano il corpo di.. ? non spoilero. Ok.

Veniamo catapultati nel bel mezzo di una scena, la storia va avanti da prima di noi, la musica è alta, c’è una festa in un classico campus american stile e cinque ragazzi sotto shock nel mezzo di una foresta, che decidono se bruciare o meno un corpo avvolto in un tappeto.

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Viola Davis

Il nastro si riavvolge, bella giornata di sole a Philadelphia, tre mesi prima della notte della monetina, ci vengono presentati i protagonisti ripuliti dal sangue e dal panico. Connor Walsh, Michaela Pratt, Asher Millstone, Laurel Castillo e Wes Gibbins sono studenti al primo anno di legge nella fittizia Middleton University. Il primo giorno di lezione conoscono Annalise Keating, professoressa di diritto penale, o come preferisce chiamarlo lei, “how to get away with murder”.

Che Murder sia un prodotto studiato per essere mainstream è chiaro in modo quasi esasperante. I cinque protagonisti sono tutti diversi, diverse religioni, etnie, classi sociali e caratteri, sono studiati per permettere l’immedesimazione da parte di qualsiasi tipo di pubblico. La storia ruota intorno a due omicidi che avvengono entrambi nel primo episodio, la cui risoluzione e tutte le conseguenze si svilupperanno durante i 15 episodi della serie, ciascuno di 43 min. I due veri protagonisti sulla scena, sono la professoressa Keating interpretata da Viola Davis e Wes Gibbins, Alfred Enoch, lo studente da “waiting list”, fin da subito connessi da tanti fili invisibili, fatti di bugie, segreti e cospirazioni.

CHARLIE WEBER, LIZA WEIL, KARLA SOUZA, MATT MCGORRY, ALFRED ENOCH, JACK FALAHEE, AJA NAOMI KING

I “Keating Five” e i due associati dello studio, Bonnie e Frank – sulla sinistra.

Alfred Enoch ha arricchito il personaggio di Wes con la giusta dose di ingenuità, senza farlo sembrare un idiota ma nemmeno colpevole, riesce a portare lo spettatore dalla sua parte, al di là di tutti i murders che ci saranno. Ed è l’unico dell’intero cast che riesce a sostenere, senza esserne totalmente eclissato, la performance di Viola Davis (per chi non l’avesse riconosciuta, era Aibileen Clark nel film The help).

Il genere di Murder si potrebbe definire con l’espressione mush up, è una combinazione di legal drama, mistery, thriller, il tutto servito con numerose e generose scene di sesso (etero e gay). Tra un caso e l’altro, gli episodi sono tutti all’americana con storie autoconclusive che girano intorno ad ogni nuovo cliente ed il caso che porta con sé, e una reale trama che procede in sottofondo all’inizio ma lentamente raccoglie tutta l’attenzione intorno a sé.

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Shonda Rhimes

Questa serie tv, nonostante sia interessante per l’intreccio ed il suo continuo muoversi su due piani, passato e presente, in realtà ha una storia di fondo non troppo consistente, che rischia di sfumare tra le dita della oramai regina della TV made in USA se non fa attenzione.

Shonda Rhimes, autrice di Grey’s Anatomy e Scandal, sembra che per ora si sia aggiudicata un nuovo successo, questa volta come Executive Producer, da inserire nel suo giovedì drama. Il giovedì sera la ABC trasmette a partire dalle 20.00 Grey’s Anatomy – Medical drama, Scandal – Legal drama e Murder, uno dopo l’altro, permettendole di conquistare di fatto il dominio del giovedì statunitense, e di questo passo anche di quello europeo con l’aiuto di Sky e della Fox.

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Pubblicità progresso della Fox, #Mifamorire

Ma cosa hanno in comune queste tre serie? Dopo averle viste tutte e tre credo che si tratti di una vera e propria battaglia razziale, che la determinata sceneggiatrice sta combattendo. Tutto è iniziato con il primo personaggio donna afroamericana, la temibile quanto brillante medico chirurgo Miranda Bailey, dopo un po’ ha dato vita ad Olivia Pope regina incontrastata di Scandal ed infine Annalise Keating, avvocato che non sbaglia mai in Murder. Guardando il suo lavoro viene da pensare che la Rhimes abbia fatto perfino più di Michelle Obama per riqualificare l’immagine della donna afroamericana negli Stati Uniti e nel mondo.

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Olivia Pope ed il Presidente

 

L’autrice non si è limitata a costruire più di una serie intorno a delle donne afroamericane ma le ha rese delle eroine, invidiabili ed invidiate, ai vertici della società, lontane dalle cucine e dalle culle dei bambini. Donne forti con una potente libido che promuovono e sostengono la diversità e soprattutto sono le migliori nel loro lavoro e hanno lunghe ed invidiabili carriere.

Miranda Bailey che da ordini in giro

Nonostante tutto ciò non c’è alcun intento moralizzatore nelle tre serie, Miranda in Grey’s Anatomy terrorizza gli specializzandi al punto che tutti la chiamano “la nazista”, Olivia in Scandal è l’amante del presidente degli USA, che è ovviamente sposato con un’altra, ed infine la protagonista di Murder martorizza i suoi studenti così come i suoi assistenti, tradisce il marito (e l’amante).

Raccogliendo al suo interno ogni categoria umana possibile, latini, afroamericani, miliardari, gay, poveri, spacciatori, atleti e sfigati, How to get away with murder fa in modo che qualsiasi telespettatore si immedesimi o ami i suoi protagonisti, preannunciando un probabile successo anche in Italia. Tutti i personaggi di questa serie sono sexy, vestono bene, e sono molto cool, insomma Sesso Soldi Potere.

Come potrebbe non funzionare in Italia?

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Cast di How to get away with Murder

Oltreoceano con 14 milioni di spettatori per l’esordio e uno share dell’11% direi che procede bene. Secondo il sito della Fox negli Stati Uniti è la premiere più vista dell’autunno 2014.

Lo dicevo, Sesso Soldi Potere .. e Shonda Rhimes.

Alessandra Passaretti

Alessandra Passaretti

Nata a Napoli nel 1992, vive a Milano da quando ne aveva 18. Laureata in Lettere Moderne - Editoria, si è iscritta ad una specialistica in Arte Contemporanea.
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