Homecoming, la “prima volta” di Julia Roberts

 In Serie Tv

Fin dai primi minuti di Homecoming, lo spettatore si accorge che qualcosa non va.
Sarà per via dell’atmosfera da cospirazione, sarà perchè Julia Roberts è invecchiata male, in sostanza la nuova mini-serie tv targata Amazon Prime Video, assomiglia più a una trasmissione radiofonica degli anni ’40 che a una serie. Forse perchè lo è. Homecoming è infatti l’adattamento di un omonimo podcast di Gimlet media, un ritorno ai drammi radiofonici che hanno visto un crescente successo negli ultimi anni. L’adattamento per la TV è stato curato dai medesimi scrittori del podcast, Eli Horowitz e Micah Bloomberg, con l’aggiunta però di una super chicca, ovvero il regista Sam Esmail, conosciuto soprattutto per quel piccolo capolavoro che è Mr Robot.

Una prima cosa innegabile è quindi la quantità infinita di stile che Esmail apporta a questa produzione. Un regista che è riuscito con i suoi lavori a spingersi oltre i confini del dramma televisivo moderno, elevandolo grazie a delle tecniche e delle inquadrature che sono tipicamente riservate al mondo del cinema.

La storia di Homecoming segue le vicende di un’assistente sociale, Heidi Bergman (Julia Roberts appunto) in due archi temporali: il primo, vede Heidi nel mezzo del suo lavoro presso la struttura dell’Homecoming, un programma che ha il compito di accogliere i soldati reduci della guerra e di reintegrarli nella società; il secondo arco temporale (marcato da una claustrofobica proporzione verticale dello schermo), vede la protagonista intenta a servire tazze di caffè presso una tavola calda. Si tratta di uno strano cambio di carriera in un lasso di tempo piuttosto breve, ed è proprio questa una delle cose che fa notare il burocrate del DOP Thomas Carrasco (interpretato da Shea Whigham, conosciuto principalmente per Boardwalk Empire) mentre indaga su una denuncia contro l’Homecoming con la quale Heidi potrebbe essere coinvolta.

Intanto fanno la loro comparsa sullo schermo altri personaggi chiave della serie, come il supervisore di Heidi, Colin (interpretato da Bobby Cannavale) che sembra nascondere qualcosa, e Walter Cruz (interpretato da Stephen James), un giovane veterano carismatico con cui Heidi instaura un rapporto speciale. Presto diventa chiaro che questi soldati, molti dei quali affetti da DPTS, si trovano nella struttura perchè fanno parte di un esperimento calcolato. E a quel punto Heidi sembra non voler essere più coinvolta. Sarà questo il motivo che l’ha spinta a cambiare lavoro? In realtà la stessa Heidi non ricorda quasi niente del suo vecchio lavoro presso l’Homecoming, non si ricorda né del suo capo Colin e né del suo paziente Walter Cruz, che è stato espulso dalla struttura per via di un misterioso “incidente violento”.

Nonostante gli episodi durino solo mezz’ora ciascuno, Homecoming si muove a un ritmo glaciale. Attraverso le sedute di consulenza all’interno dell’immacolato ufficio di Heidi, assistiamo a delle lunghe conversazioni con Walter, che rappresentano uno degli esempi più importanti del lavoro fotografico, della complessità dei set e delle magnifiche immagini che Sam Esmail sa offrire al suo pubblico.

A dispetto della natura piuttosto complicata della storia, Julia Roberts, al suo esordio seriale, domina questa serie; non c’è un singolo fotogramma in cui non risalti la sua grazia o il suo fascino sullo schermo, ed è forse proprio la sua performance a coprire quei piccoli difetti disseminati qua e là durante la messa in scena.

La colonna sonora è volutamente vecchio stile, drammatica al punto giusto, ricca di crescendi e di cambi improvvisi, di archi striduli e di clangori.

Homecoming può sembrare fastidiosa, lenta e noiosa, ma gli ultimi episodi sono così avvincenti, ben recitati e ben scritti che possiamo sorvolare sulla prima impressione.

I punti di forza della serie superano i suoi difetti, basti pensare alle performance non solo della Roberts e di Cannavale ma anche a tutte le altre, che dimostrano che i grandi attori riescono a tenere insieme un’intera stagione e a dare abbastanza profondità emotiva a una storia, presentata sullo schermo in modo asettico e disturbante.

Insomma, bastano cinque ore del vostro tempo per innamorarvi di questa serie. Eccovi servito il secondo binge watching assicurato (il primo ve lo ricordate no?)

shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
shosanna777

Latest posts by shosanna777 (see all)

Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca