“Hanno tutti ragione”: Sorrentino torna con Feltrinelli

 In Letteratura

Quel Sorrentino che vinse un Oscar un paio d’anni fa con un film bellissimo e criticatissimo, proprio quello.

di Nanni Schiavo

Ma come “Sorrentino chi?”

Il regista della Grande Bellezza che ha spuntato un Oscar nel 2013, quel signore con i capelli da scienziato pazzo che abbiamo visto tante volte insieme a Servillo nelle foto. Nelle nuove uscite in formula due libri a nove euro e novanta (meravigliosa idea Feltrinelli di questa estate) vengono fuori due suoi romanzi, uno di questi è “Hanno tutti ragione” e l’altro credo sia un sequel ma non lo so ancora.

Questo libro era un consiglio di una amica, prontamente dimenticato e risorto quando un grosso e schifoso scarafaggio su una copertina nello scaffale della libreria ha attirato la mia attenzione. Personalmente sono fra quelli – probabilmente minoranza – a cui il film di cui sopra è molto piaciuto e confidando allora nel suo ideatore mi sono deciso ad adottare questo volume, malgrado l’orrendo essere che abita il frontespizio. Credo che il principio di questa copertina sia quel vecchio mantra tipo: bene o male purché se ne parli. Non trovo altre spiegazioni razionali.

Tony Pagoda, un nome che è già un programma, è un cantante melodico che si esibisce principalmente nel napoletano e nella provincia ma anche nel resto del Paese che è stato riconoscente con lui rendendolo un personaggio di spicco. Fino ad un certo punto dunque è stato tutto molto facile per lui, ha avuto soldi, donne, fama. Ma qualcosa è andato storto, un male incurabile lo ha preso adesso, la vecchiaia. Ora parla e parla ancora elargendo per tutti una sentenza “come un Falstaff contemporaneo”, fa anche ridere qua e là, altre volte invece è quasi deprimente.  Fa molto Jep Gambardella a tratti. Tony Pagoda ha capito che è tempo di tirare il freno, di sparire, di rompere con quello che era stato finora. È stressato, stanco, non ce la fa più, ha bisogno di una vacanza fino a data da destinarsi. Apprezza il silenzio ora. Parte per una tournée in Brasile e decide di non tornare, vive prima a Rio da Janeiro e poi a Manaus godendo una ritrovata libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ecco la copertina. Ma, parafrasando un certo film, non si può stare in ferie per sempre. Tenetelo a mente ora che è estate. Dopo diciotto anni di umidità amazzonica qualcuno è pronto a firmare un assegno perché torni ad esibirsi in Italia, è lì che lui prende coscienza del fatto che c’è ancora vita in attesa di lui. Non so voi, ma quando lo leggo lo immagino come un tamarro.

“Lezione numero uno sulla seduzione: il ritmo. Mi rivolgo a voi, a quelli che come me, bellissimi non lo sono stati mai.”

Il libro è  più o meno come lo immaginavo, come speravo che fosse, ha una trama ma quello che spende le pagine è piuttosto questa catena di riflessioni, questi soliloqui polemici. Spunti interessanti però, di un certo spessore intellettuale non comune. Questo è un libro che non piace a molti, già lo posso capire. Il rischio di consigliarlo non me lo assumo, ve ne ho solo parlato un po’. Per me è un gran bel libro comunque, è anche estivo in un certo senso. Da assumere dopo i pasti, fra la fine di Agosto e la prima parte di Settembre, dosi a piacere.

“Paolo Sorrentino ha inventato Tony Pagoda, un eroe del nostro tempo, il più grande personaggio della letteratura italiana contemporanea.” Questa frase è di un tale Antonio D’Orrico, giornalista e scrittore, una di quelle persone che appena accenna a parlare, fosse anche per chiedere il sale, tutti bombardano di critiche senza sosta. Sarà che fu un fervido sostenitore di un improbabile spessore che aveva trovato nel Codice Da Vinci. Ma superiamo per un momento il pregiudizio, a lettura terminata chiediamoci se Tony Pagoda non sia davvero, se non il più grande personaggio bla bla bla, quantomeno un tipo di personaggio molto comune nel nostro tempo. Se non testimoni una certa decadenza, soprattutto televisiva, del nostro tempo. Fate voi.

Nanni Schiavo

Nanni Schiavo

Sono nato a Salerno e da allora ho (quasi) sempre vissuto a Potenza. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero scrivo, imbratto carte. Ho pubblicato un primo libro e in questo periodo sto cercando di finire il secondo. Quando me lo posso permettere un viaggiatore, l’ultima volta che una ragazza mi ha lasciato ho deciso che in cinque anni avrei finito il giro dell’Europa. Disprezzo i trolley.
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