Guasti – L’amore ai tempi della plastinazione

 In Letteratura

Anche questa settimana su FuoriPosto parliamo di esordienti, stavolta con Giorgia Tribuiani e il suo Guasti, romanzo d’esordio per le edizioni Voland.

Affrontando la lettura di Guasti avremo a che fare con una parola in particolare: plastinazione.

Per chi se lo stesse chiedendo, la plastinazione è una tecnica che consente la perfetta conservazione dei tessuti e degli organi del corpo umano dopo la morte, e sarà proprio a partire da questa particolare pratica che la Tribuiani ci racconterà quella che a tutti gli effetti è una storia d’amore (o di devozione) sui generis.

La narrazione si apre con Giada e con un evento che sconvolgerà la sua vita. Scopriamo, infatti, che il suo compagno, un fotografo di fama internazionale, qualche mese prima di perdere la vita, aveva firmato un contratto in cui accettava alla sua morte di essere plastinato, diventando in qualche modo un’opera d’arte per la mostra allestita da un suo amico artista.

In un flusso di coscienza che a volte rasenta quasi la psicosi, verremo catapultati dentro i pensieri di Giada e della sua singolare elaborazione del lutto, in un vortice di ricordi e dolore che mineranno la sua lucidità e la sua stabilità mentale.

Il romanzo è diviso in 30 capitoli, che rappresentato i 30 giorni a partire dall’allestimento della mostra, in un countdown frenetico dove la protagonista si scontrerà con orde di visitatori, vigilantes, giornalisti e una figura che più di tutte riuscirà a metterla alla prova: un collezionista che si dimostrerà così morbosamente affascinato e interessato all’opera plastinata da volerla acquistare.

Per Giada sarà un duro colpo, e lo snodo attorno al quale, finalmente, sarà costretta a compiere una scelta.

Ma possiamo davvero considerare l’uomo come un’opera d’arte?

Sarà proprio questo il quesito che spingerà Giada a fare i conti col proprio presente, verso un finale inaspettato in cui lotterà con tutte le sue forze per la propria redenzione e per il proprio futuro.

 

“Io non credo che l’uomo sia un’opera d’arte, e vuole sapere perché? Perché l’arte è un prodotto dell’uomo, il segno tangibile della sua grandezza, certo, ma anche della sua fragilità. Arte è solitudine, il tentativo di fermare qualcosa di vero e la speranza che qualcuno si fermi a guardarlo. Arte è prendere il proprio dolore, la propria disperazione, e provare a convertirli in bellezza, trovare al male un senso e una posizione; una giustificazione.”

 

Guasti è un esordio che partendo dal tema centrale del corpo, pone in luce anche riflessioni singolari sul lutto e sull’amore, non lesinando sugli aspetti più scomodi e macabri, se vogliamo, presenti in tutte le relazioni.

Un testo, quindi, disturbante e genuino, malato e romantico. La Tribuiani si dimostra abile e capace di padroneggiare con la sua prosa la deriva di un personaggio che perde l’amore, per certi versi la lucidità, ma non la speranza.

Una prima prova senz’altro da ricordare.

Diego Frau

Diego Frau

È nato a Cagliari ma vive a Pisa dove ha studiato Scienze Politiche. Convive con le sue ossessioni (la letteratura e il tennis) e odia le bio.
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