Due anni fa, senza alcun avvertimento, I Guardiani della Galassia piombarono nel placido universo Marvel come un fulmine a ciel sereno. Quel film era una scommessa su cui pochi avrebbero puntato, con i suoi eroi outsider e il suo regista indie. Il giovane James Gunn tuttavia ci prese alla gola con il suo “awesome mix” in bilico tra Star Wars e Firefly, facendoci innamorare di un manipolo di idioti stellari, al ritmo di un walkman consumato. Alla fine del primo film, ebbi il terrore che un sequel avrebbe riportato gli scalmanati di Gunn tra le mansuete file degli eroi Marvel. Con il terrore della “livella Disney/Marvel”, si spacchetta quindi l’Awesome Mix Vol 2, si fa ripartire il mangianastri e si incrociano le dita. Basta qualche beat per capire che la musica, nel bene e nel male, è rimasta la stessa.

I Guardiani della Galassia sono assoldati dai Sovereign per proteggere le loro preziose batterie. L’occasione tuttavia fa l’uomo ladro, si sa, e gli eroi dopo aver salvato la giornata, diventano i ricercati numero uno della galassia. Tra un inseguimento e l’altro, il gruppo dovrà affrontare le conseguenze di una serie di complicate riunioni familiari: la killer Gamora (Zoe Saldana) dovrà vedersela con la sorella Nebula, mentre il terrestre Quill avrà modo di conoscere il sovrumano padre. Si tratta del celestiale Ego (un grande Kurt Russel), desideroso di trasmettere la propria eredità al figlio ritrovato. Il gruppo, diviso tra un capo e l’altro dell’universo, dovrà alzare la guardia: come recita il vecchio saggio, non è tutto oro quel che luccica.

Dopo poche scene de I Guardiani della Galassia Vol 2., riassaporiamo tutte le portate principali di un noto banchetto: la musica in bilico tra gli anni 70 e 80, l’irriverente comicità, la sfacciataggine nell’ignorare ogni possibile epica, preferendole una demenzialità consapevole. Molti dei film Marvel stonano proprio nel ricercare una seriosa epicità solo per poi sminuirla, terrorizzati di perdere la fragile attenzione del pubblico. James Gunn taglia la testa al toro, facendo precorrere a tutto il film la rotta della comicità più spinta. Si rasenta una superficialità becera che mostra certamente tutta la debolezza della messa in scena, a volte quasi sciatta. Sarà paradossale, ma è proprio questo il bello de I Guardiani della Galassia Vol 2: far della leggerezza non combattuta il proprio parco giochi esplosivo. Vediamo tutti i trucchi del prestigiatore Gunn, storciamo il naso vedendo la curva che sta per prendere eppure puntualmente ci ritroviamo a ridere ad ogni sua gag. Sotto questo punto vista, bisogna dire, c’è una sconsiderata, folle, fantasia nell’inanellare situazioni al limite dell’assurdo che ci fanno alzare bandiera bianca di fronte ad un regista che si diverte e diverte con una sincerità inattacabile.

La storia devia su toni più sentimentali, approfondendo, i rapporti tra i protagonisti, con un’attenzione particolare alle “spalle”: c’è più spazio per lo psicopatico Rocket ed il piccolo Groot, mentre conosciamo i retroscena di Nebula e del pirata Yondu. Così, sulle note più lente di Cat Stevens e George Harrison, I Guardiani della Galassia si concedono anche momenti più introspettivi, lanciandosi in semplici riflessioni di contorno sull’amicizia, la paternità e l’amore. A volte, i toni rasentano il diabetico e alcune scene le si sarebbero preferite tra i contenuti extra del dvd e non al cinema, eppure, nonostante tutto, Gunn riesce a non abbassare l’asticella dell’intrattenimento mai, neanche di una spanna. Il cervello dice guardando questo film: Gunn sa quello che vogliamo, ce lo propone con sfacciataggine, condendo il tutto con camei inutili e una faciloneria imbarazzante. Il cuore e lo stomaco dicono: è un blockbuster incredibile, con azione frenetica, risate a tradimento e una musica trascinante. Nel mezzo, I Guardiani della Galassia Vol 2 conquista e diverte, mostrando ancora una volta ciò che l’universo Marvel potrebbe veramente essere. E’ quasi irritante quanto abbia trovato divertente questo film. Dico davvero.

Valutazione dell'autore

Michele Assante

Michele Assante

Abbandonato sulla Terra ancora in fasce, è cresciuto inseguendo un unico grande sogno: diventare un cowboy-pirata-spaziale. Sa bene però che la vita richiede anche concretezza ed è per questo che si è iscritto alla facoltà di Lettere Classiche: per scoprire Atlantide e sconfiggere Cthulhu prima che vengano a riprenderselo gli Alieni.
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