Gli Hyena Ridens e il Cellar Theory del mercoledì – INTERVISTA VIDEO

 In Eventi, Interviste, Interviste, Musica

di Alessandra Farro

Tutto è nato nel lontano 2006 con i Demons of the Rainbow e, attraverso mirabolanti trasformazioni, nel 2013 il gruppo è arrivato alla formazione attuale che vede Gennaro Davide alla voce e al basso, Paolo Cotrone alla chitarra, Paolo Astarita alle tastiere, Andrea Falvo alla batteria e Ruben Correra ai synth. Sono gli Hyena Ridens perché “secondo un’antica leggenda africana, la iena è il contenitore delle anime dei defunti, come le iene, così alcuni uomini portano avanti la memoria del proprio passato e del proprio presente”.

La loro storia è contornata da una coltre nera di sfiga, ed è per questo che la band ha premura di portare con sé ovunque vada un pacco di sale (giuro, supporto iconografico di quanto detto sarà fornito dal video che segue). Indossano tute bianche, simili a quelle che vestono i protagonisti di Breaking Bad, nonostante non abbiamo mai visto la serie e non abbiano neanche molta confidenza con lavori di costruzione e affini (anche di questo sarà fornita testimonianza).

Il loro primo disco, Cave Canem, in autoproduzione, si presenta come un progetto ambizioso. Il titolo vuol trasmettere un messaggio immediato, forte: “Attenti a quei giovani!” e ad ascoltarli sembra proprio riescano nell’intento. Si tratta di un rock tutto italiano che si presta bene al panorama partenopeo, ma non solo. Il primo singolo, Cellula, è su youtube dal 20 settembre e ha già collezionato ben 2.200 visualizzazioni. Quel che rende gli Hyean Ridens un gruppo davvero unico nel genere è il lavoro che c’è dietro la costruzione dell’album e di ogni sua singola canzone. Nulla viene lasciato al caso, ogni titolo ha una sua precisa spiegazione da collocare all’interno della nostra società, o meglio da collocare all’interno di quello che la nostra società sta vivendo. Insomma, sono un gruppo che esprime il disagio di una generazione, quella a cui appartengo anche io, e che viene esternato in modo graffiante, lasciando il segno.

Il 22 ottobre, mercoledì, il gruppo presenterà il disco presso l’Hades Live Music Pub in via Gemito, 20 alle 21:00 e i gentili lettori sono pregati di prendere parte all’evento. Le motivazioni sono ampiamente spiegate dagli Hyena Ridens nell’intervista qui sotto, per cui buona visione e buon ascolto.

P.S. Ho incontrato gli Hyena Ridens al Cellar Theory – come si evince facilmente dal titolo in copertina – tenendoci a regalare delle ultime inquadrature di un posto che tanto ha rappresentato per molti giovani musicisti napoletani, loro per primi. Il locale, infatti, cambierà presto sede, lasciando questa storica in via Bonito.

 

LE DOMANDE

  1. Come nascono gli Hyena Ridens?
  2. Perché indossate queste tute?
  3. Perché il primo singolo si chiama Cellula?
  4. E invece il disco perché Cave Canem?
  5. Chi scrive i testi?
  6. Componete tutti insieme?
  7. Adesso c’è la presentazione del disco, ne parliamo?
  8. Altre date?
  9. E oltre agli Hyena Ridens chi siete?

LE ALTRE INTERVISTE

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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