Game of Comicon and The X-35 – INTERVISTA VIDEO

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di Alessandra Farro

Ci furono un tempo e un luogo in cui ai ragazzi non interessava ascoltare ragazzine seminude coi capelli color oro e le mamme erano preoccupate delle borchie che i figli tenevano alla cintura, piuttosto che del braccialetto glitterato che portavano al polso. Questo tempo erano gli anni Novanta, ricordati negli annali come il periodo tra i più trash del nostro pianeta, ma anche, e sarebbe meglio dire soprattutto, per il luogo in cui è stata possibile l’esplosione di fenomeni pop come le Spice Girls, i Backstreet Boys e le dissacranti, longeve, ironiche college-band. Okay, mi rendo conto che non tutti abbiamo a mente cosa sia una college-band (per quanto ne abbiamo ascoltate eccome, credetemi). Per inquadrare il fenomeno basti considerare tre punti fondamentali (capirete che ognuno di voi è stato vittima delle college band almeno per una canzone durante l’adolescenza):

  1. Parlano di disagi adolescenziali, ma a cantarne ci sono pluriventenni che dovrebbero aver superato quella fase della vita da qualche anno;
  2. Sono ironici, e ancora di più autoironici, ma anche spensierati e divertenti, e non dimenticano mai di dedicare almeno un pezzo del disco al dolce sformicolio dell’amore;
  3. Indossano All Star colorate, felpe logore e t-shirt di gruppi con cui condividono l’amore per lo spirito cazzone che li contraddistingue.

 

Insomma, il più famoso esempio di college-band sono i Blink-182 e questa canzone l’avrete sicuramente sentita, oppure questa o almeno questa. Mescolate il trio a un gruppo meno noto, ma altrettanto capace della California, gli Zebrahead, e aggiungeteci un pizzico di Green Day ai tempi d’oro – intendo i tempi di Dookie non di American Idiot, potete metterci pure una goccia di Offspring e di Rancid, ma dipende dalle inclinazioni personali, avvolgete il tutto in qualche pagina di un quotidiano italiano, lasciate marinare per un’ora, e gustatevi il vostro esemplare di college-band in chiave punk-rock ai tempi moderni: gli X-35.

themasqueradeUn quartetto tutto napoletano, che propone pezzi in lingua originale e anglosassone, con la capacità di riportare alla luce un genere che ha riscontrato un successo massimo e ha ancora molto da offrire, in una cornice, poi, che gli è del tutto inusuale. Hanno da poco pubblicato il loro primo disco, The Masquerade, registrato presso lo Starlight Studio, grazie alla collaborazione di Giuseppe Polito. Hanno guadagnato il secondo posto all’Emergenza Festival, vincendo la possibilità di incidere in uno tra gli studi di registrazione più importanti d’Italia. E si sono da poco esibiti al Comicon di Napoli per il secondo anno consecutivo.

Infatti, quello che rende unica la loro musica, oltre alla chiave collegiale poco comune nel panorama partenopeo, è la capacità camaleontica di cui dispongono le loro canzoni, adatte a colpire anche orecchi abituati a sonorità lontane dalle loro. Si pensi che sono riusciti a conquistare il pubblico – variopinto e variegato – del Comicon di Napoli, grazie non soltanto ai loro pezzi originali (So Cold, Every Time I Try, La Terza Era), ma anche all’arrangiamento in chiave punk-rock dei grandi successi dei cartoni animati (Rossana e Dragon Ball), delle sigle televisive (Game of Thrones e The Bing Band Theory) e degli anime (Death Note), e li hanno conquistati veramente, giacché è stata l’organizzazione del Comicon stessa a chieder loro di tornare dopo il successo dell’anno scorso e a dargli uno stand. A finire i dischi e le magliette invece ci hanno pensato i fans.

Fotografie di Chiara Luna Dell'Anno
Fotografie di Chiara Luna Dell’Anno

Vederli dal vivo significa partecipare a un piccolo spettacolino che strappa inevitabilmente un sorriso, se non proprio una risata. Un concentrato di grinta ed energia e tanta voglia di affermare il proprio posto in questo marasma musicale, accolgono il pubblico in un caldo abbraccio, facendolo ringiovanire di qualche anno (o, se già giovane, facendolo scatenare esattamente nel modo più giusto alla propria età).
Gli X-35 sono Andrea Falvo alla batteria (membro anche degli Hyena Ridens, con cui gli X-35 hanno collaborato in diverse occasioni), Federico Falvo al basso, Simone Ottaviano alla chitarra e Stefano Granato voce e seconda chitarra. Adesso stanno partecipando alle selezioni del contest napoletano NaDir, e io spero che vincano per poterli seguire in tour indossando la loro maglietta, disegnandomi un cuore sulla guancia e sbraitando frasi da adolescente tarda senza vergogna.

 

LE DOMANDE

di Maria Laura Baldascini & Alessandra Farro

  1. Com’è stato suonare al Comicon?
  2. Questo è il vostro primo disco, The Masquerade, perché avete scelto questo nome?
  3. Perché avete scelto questo genere?
  4. Come si connette la scelta del genere alle vostre maschere emotive?

    LE INTERVISTE

    Musica

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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