Fabi Silvestri Gazzè e Il padrone della festa.

 In Musica

Per fare musica in gruppo non c’è bisogno solo di conoscenze teoriche, ispirazione e timing, ma c’è bisogno di umiltà, profonda stima nei confronti del musicista che ti suona accanto, unione ed intesa. Solo così le menti migliori possono conciliarsi e dare vita a una fusione delle proprie peculiarità. Quando questo avviene nella musica contemporanea si tende a parlare di “superband”,

Il-Padrone-Della-Festa-Niccolo-Fabi-Daniele-Silvestri-Max-Gazze-Vinile-lp2vedi Them Crooked Vultures o Atoms for Peace, giusto per citare qualche esempio. L’Italia si sa che però non è la patria del rock, almeno a livelli mainstream, eppure un suo trio delle meraviglie ,nell’ambito del cantautorato, lo ha trovato.
Stiamo parlando di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè che con l’album Il padrone della festa stanno riscuotendo un ottimo successo di critica e pubblico, tanto da aver registrato il sold out in molte tappe del loro tour europeo da poco conclusosi.
Il disco è un piccolo gioiellino. La sua forza risiede nel riuscire a unire le anime dei tre artisti, valorizzare le caratteristiche salienti di ognuno, dare un giusto equilibrio alle parti ed infine riuscire a creare qualcosa di nuovo ed originale. Ascoltando i brani dell’album si riesce a carpire la profonda unità d’intenti, l’amicizia che accomuna questi tre uomini e la strada percorsa insieme in viaggio, attraverso l’Africa, nel Sud Sudan. E’ infatti l’esperienza africana ad aver ispirato la stesura di Life is sweet, primo singolo estratto e seconda traccia del disco. La canzone ripercorre le difficoltà dell’avventura tra i territori impervi, la malaria, il fango che blocca le ruote delle camionette e nonostante tutto inneggia alla dolcezza della vita. I tre hanno anche pubblicato un appassionante documentario del loro viaggio e quindi dell’esperienza africana. Per chi abbia voglia di vedere come è nato e come si è evoluto questo progetto consiglio vivamente di spendere qualche minuto per questo video.FabiSilvestriGazze_def-1024x499
Ad aprire l’album è però il brano Alzo le mani che risente maggiormente delle influenze di Fabi, mentre Arsenico, pezzo molto originale che vede protagonista una piccola orchestra, si avvicina allo stile di Gazzè. Il secondo singolo estratto, L’amore non esiste, è a mio avviso una delle migliori tracce dell’album, sia dal punto di vista del testo sia della musica, con un finale accattivante, da canticchiare sotto la doccia.
Come mi pare e Il padrone della festa sono le altre due canzoni che mi hanno colpito di più. La prima invita alla riflessione e alla crescita sia dell’artista, sia della persona, evitando la superficialità e la voglia di apparire piuttosto che essere, tendenza molto diffusa. La seconda invece canta di un senso di rivalsa e riscatto, ma le mie parole sono superflue, per cui avviate il player qui sotto e buon ascolto.

La bontà del disco, l’entusiasmo che si sta creando attorno al trio e il buon riscontro di pubblico sia alle presentazioni del disco in giro per l’Italia sia in queste prime uscite europee non può che essere un segnale positivo per l’ambiente musicale italiano. Un piccolo passo avanti per uscire dalle mediocri produzioni portate avanti in questi ultimi anni e dalle logiche dei talent.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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