Ci sono degli amori difficili da dimenticare, e per me Tom Smith (e i suoi Editors) è uno di questi, nonostante le molte sperimentazioni, dall’elettronica dark al barocco, dalle tinte new wave alla fase un po’ emo, sono sempre stata un’aficionada.

Ed eccomi sempre presente anche adesso al sesto album, Violence.

la copertina del disco

La band già dai primi singoli estratti, Magazine e Hallelujah (So Low), si presenta in formissima e soprattutto con una nuova evoluzione a metà tra le tinte dark dei primi lavori e l’elettronica di quelli più recenti.

Si strizza un po’ di più l’occhio al pop, e la traccia d’apertura, Cold, ce lo sbatte in faccia sin da subito, così come fa Darkness At The Door con un mood piuttosto ottimista e insolito per la band.  Ci sono però brani meno riusciti, come Counting Spooks, maestosa e fluida all’inizio per poi rivelarsi un’incredibile forzatura e Nothingness, palese brutta copia di MagazineNo Sound But The Wind, pubblicata in versione live nel 2010, parte della colonna sonora di Twilight- New Moon, riproposta ora con arrangiamenti più curati e dal tono epico se non proprio pomposo.

È chiaro che i cinque abbiano cercato di trovare un equilibrio tra la distopia elettronica e i grandi inni gotici degli albori, e lo fanno perfettamente con Belong (la traccia più teatrale di tutto il disco), Hallelujah (So Low) e la title track, Violence

Complessivamente potrà anche essere un buon disco ma il potenziale è frustrantemente irrealizzato, gli Editors sono stati a lungo coinvolti nella ricerca di una propria definitiva identità, non riuscendo mai veramente a trovarne una definitiva, nonostante i tentativi apprezzabili, e ciò influisce molto sul risultato finale. Ci sono così tante sonorità valide che potrebbero essere ampiamente esplorate ma rimangono parentesi fin troppo sfuggenti, che ci lasciano davanti all’ennesimo episodio metamorfico (assolutamente apprezzabile) ma che purtroppo non basta.

…Detto ciò, Tom sappi che ti amo lo stesso, ci vediamo alla prossima digievoluzione!

Valutazione dell'autore

Marinella Marinelli

Marinella Marinelli

Estremamente ostinata e sospettosa, amante degli anni '80 e dei minipony, medaglia d'oro nella maratona di serie tv. David Bowie unico Dio.