Donne e musica: la rubrica sulle ri(e)voluzioni delle grandi voci femminili di tutti i tempi

 In Approfondimento, Musica

di  Alessandra Farro

Billie Holiday

Billie Holiday

Erano gli anni Cinquanta. Il jazz era in circolo, pulsava nell’aria gonfiando i polmoni di chiunque. C’erano grandi artisti, grandi artiste. Ella Fitzgerald, la “Mama jazz”, faceva vibrare la terra sotto i suoi piedi al ritmo della potente tromba di Louis Armstrong. È New York. È inverno. Stretti nei cappotti si girovaga per i quartieri alla ricerca di una grande esibizione. Fortunatamente, il cammino può inciampare in diverse insegne. Sono gli anni in cui Elvis Presley regala al pubblico la visione dei suoi completini più sgargianti; ed ecco che il pensiero si ferma lì, ai grandi artisti che hanno costellato in un turbinio di energie quel periodo e gli altri a venire, e sulla mia mente grava una richiesta disperata: custodire ciò che ricordiamo, arricchendo sempre la nostra memoria.

Sento uno smodato bisogno di parlare delle donne che hanno brillato sul palco, il cui talento risuona ancora vivido, immortale. Voglio scrivere delle potenti donne che hanno mescolato la loro femminilità alle note. Voglio raccontare di come “Lady Ella” tuonasse note irraggiungibili a molte e delle timide donnine che incantavano le folle con le loro piccole voci soavi, come la stessa Marylin Monroe, perché anche loro erano lì con Elvis.

Adesso andiamo oltreoceano, raggiungiamo l’Europa, respiriamo la fredda aria parigina e lasciamo che le parole di Edith Piaf raggiungano, attraverso una danza invisibile, il nostro orecchio. Lasciamo che ci sconvolgano, che ci rabbrividiscano, lasciamoci rapire dalle donne della musica. Aretha Franklin, Etta James.
Sono tante le donne in musica, quasi troppe, eppure non sono ricordate quanto dovrebbero, quanto meriterebbero. Si insinuano quotidianamente nelle nostre vite, arrivando a scuoterci con una canzone, una frase o, come di recente avviene, un balletto. Sono eclettiche le donne che hanno invaso la musica dagli anni Trenta ad oggi, mutando aspetto, cambiando vibrazioni, sconquassando le menti con valori al contrario.
Oggi chi sono queste donne? Dovendo elencare i nomi che hanno composto la scena musicale dagli albori ad oggi chi immaginereste all’apice della piramide?

Janis Joplin

Janis Joplin

Credo ci siano grandi artiste che non vengono ricordate come meriterebbero ed altre che, invece, dominano la memoria di molti, senza che ci sia un vero perché. Sia chiaro, non sarò qui a parlarvi di Meg White o a cercare di difenderla, ma ho intenzione di sciorinarvi la storia delle vere donne della musica e attraverso questa lascerò paragoni, commenti, variazioni a voi. La storia parla da sola, non ha bisogno di supporti o aspre considerazioni perché venga osservata, assorbita, intimamente compresa. Così le sue donne hanno soltanto bisogno di una voce perché le loro inimitabili vite vengano impresse, tatuate  memoria immobile delle generazioni, che continueranno a farle rivivere attraverso le loro instancabili corde vocali, senza, però, dimenticare di raggiungere l’età contemporanea e prendere un caffè virtuale assieme alle voci femminili che oggi incontriamo alla radio e spesso ci accompagnano durante il giorno canticchiandone qualche ritornello.

Quindi, da qui ai prossimi mesi, ogni mercoledì su due state comodamente seduti sulle vostre sedie, slegate la cintura dei ricordi dalle vostre menti e lasciate che le donne della musica vi entrino in circolo assieme all’ossigeno partendo dall’età del jazz e sbarcando ai nostri giorni, nutrendo la vostra memoria di buona musica e mastodontici talenti, in modo che i ritornelli che affollano le vostre giornate possano variare agilmente.

LE PUNTATE

Patti Smith

Patti Smith

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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