Dalla città alla campagna: storie di permacultura

 In Viaggi

Che viviamo un momento storico al quanto difficile non è certo una scoperta. Le crisi economiche insieme alla crisi dei valori hanno portato nell’ultimo secolo scompensi umani visibili e tangibili. Settantanove almeno le guerre  in atto, massicce emigrazioni e problemi di inquinamento più che preoccupanti. Tranquilli, quest’articolo di certo non vuole essere un’ istigazione al suicidio bensì il contrario. Molti sono i discorsi che sento tra i miei coetanei in cui ci si domanda come poter migliorare le condizioni di vita e sempre più di frequente la risposta pare essere una: tornare alla “terra”.
La città infatti, così caotica quanto simbolo del lavoro stressante, pare sia diventata più un peso che una comodità.
Ma praticamente: com’è possibile ritornare a vivere in campagna?
Oggi parliamo di permacultura, e vi anticipo anche la domanda: cos’è la permacultura o meglio cosa si intende con questo termine?
Definita da molti come un’ecologia applicata alla terra, la permacultura si può definire come: un sistema di progettazione per insediamenti umani ecosostenibili, fondati sulla centralità dell’agricoltura e su un’attenzione particolare al territorio. Non un semplice insieme di tecniche agricole, ma un vero e proprio cambio di mentalità e di approccio verso il pianeta. Insomma trovare un’armonia tra persone e paesaggio, un lavoro con e non contro la natura; mica male! Molti di voi ovviamente penseranno che non è di certo facile “lavorare la terra” e dunque nasceranno altre scuse, magari per non intraprendere questo percorso. Bene, anche qui ci sbagliamo.
La permacultura sottolinea l’importanza di passare da un modello agricolo basato in gran parte su colture annuali energivore, alla creazione di colture pluriennali con bassi consumi di energia fossile e impiego ridotto di lavoro umano. Insomma non si distrugge nè tanto meno si impoverisce il terreno, non si utilizzano grosse macchine da lavoro. La fatica dell’uomo così è minima.

Dunque la permacultura è solo per chi decide di andare a vivere in campagna? A sorpresa la risposta è NO!

Dall’autoproduzione del cibo (coltivato&cucinato), al conservare al meglio gli spazi urbani, sviluppare e incentivare la cultura dei piccoli orti domestici. Insomma la permacultura più che uno schema è una vera e propria filosofia di vita.

Per gli scettici ecco la testimonianza diretta di La Percia.

Durante la mia intervista a Massimiliano, queste sono solo alcune delle sue affermazioni: “Più del peso della routine lavorativa, dell’assurdità degli affitti, dell’individualismo spinto, io e la mia compagna di vita Valentina, avevamo la volontà di trovare qualcosa per cui entusiasmarci nuovamente. Incontri magici e letture di esperienza appassionanti, ci hanno spinto a sognare una vita che ruotasse attorno alle leggi della natura, dove concretizzare una proposta per un mondo nuovo, dove dimostrare che l’impianto ideologico dominante è sostituibile da uno nuovo.”
Ebbene sì Max e Valentina hanno deciso di abbandonare la caotica quanto oramai insopportabile città per trasferirsi in campagna, più esattamente a Pastena nel Lazio. Il cambiamento non sarà di certo rapido, ma ogni rivoluzione ha bisogno del suo tempo e delle sue strategie. Per ora si limitano a studiare i meccanismi dell’acqua, le costruzioni sostenibili, l’agricoltura naturale, l’allevamento etico e tanto altro. Ma l’impegno più grande adesso è rivolto alla costruzione della casa.
Come ogni altro elemento di una progettazione in permacultura, proveranno a realizzare anche la casa con il minore consumo di energia possibile.
L’obiettivo è quindi una casa completamente passiva, che possa ricavare energia dai pannelli solari, calore dalle stufe a legna e riciclare tutte le acque partendo dall’accumulazione delle piovane; le tecniche che stanno studiando prevedono l’utilizzo di legno e paglia con l’esclusione quasi totale del cemento.

In questo scenario andranno poi a realizzare colture di vario genere, seguendo i modelli naturali, intervendendo il meno possibile sul terreno e favorendo lo sviluppo della biodeversità.

Vi ha convinto questa storia della permacultura? Spero di si perché con oggi, diamo inizio ad una mini rubrica mensile in cui i nostri amici ci racconteranno passo passo gli sviluppi del loro progetto.

 

QUI PUOI TROVARE LINK UTILI:    

https://www.permacultura.it

http://www.italiachecambia.org

PER MAGGIORI INFO SEGUIMI SUL MIO SITO:  www.fusiontravel.info

 

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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Showing 2 comments
  • Mattia
    Rispondi

    Leggere questo breve articolo mi ha dato nuove energie per il mio progetto! Dare un senso profondo alla nostra vita di tutti i giorni rende la «terra» un posto migliore: sano, armonioso e in pace. Seguirò con grande interesse il vostro percorso! Grazie

    • Francesco Fusi
      Rispondi

      Grazie mille Mattia, ci fa piacere che questo articolo ti sia piaciuto. Non perderti i prossimi aggiornamenti per seguire il progetto dei nostri amici.

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