Da quassù la terra è bellissima di Toni Bruno – Recensione

 In Fumetti, FumettiNews

di Alessandra Farro

bao-fumettoCi sono delle storie che arrivano dall’intestino, risalgono fino al cuore ed escono fuori dalle dita, parlano della terra, dei suoi abitanti e delle emozioni che ci ancorano al suolo. Da quassù la terra è bellissima di Toni Bruno, edito dalla BAO Publishing, racconta esattamente di questo, ma guardandolo sempre da una prospettiva più grande, perché “da lassù, tutto appare senza confini”.

Toni Bruno, classe ’82, ha pubblicato diversi graphic novel, per lo più legati all’attivismo politico, si pensi a Non mi uccise la morte – La storia di Stefano Cucchi per Castelvecchi Editore (2009); ha disegnato per diverse riviste come L’Unità, Il Misfatto, Mamma!, Antifanzine e tante altre. Kurt Cobain – Quando ero un alieno per Edizioni BD (2013), invece, preannunciava la vicinanza dell’autore al tema dello spazio.

Il graphic novel è incentrata su due vite parallele, che per necessità sono destinate a incrociarsi. Quella di Akim Smirnov, il più grande cosmonauta russo, che non riesce ad affrontare la paura di tornare nello spazio, e quella di Frank Jones, uno psicologo americano, nevrotico e tormentato da attacchi di panico in piena notte, ma sorprendentemente brillante nel suo lavoro.  Il tutto in un periodo storico in cui la Russia e l’America non sono decisamente in rapporti amichevoli. Ci troviamo, infatti, durante la Guerra Fredda, fotografata dall’autore attraverso una radiografia precisa e attenta, tramite poche battute diligentemente sistemate tra i dialoghi.

La storia colpisce per l’assoluta umanità che domina le 204 pagine abrunoterra07 colori, in cui i conflitti interiori dei due protagonisti emergono, senza mai stancare il lettore, anzi tenendolo attaccato al libro fino all’ultima tavola. Gli aspetti che Toni Bruno tocca attraverso il racconto non sono banali, nonostante siano tra i più comuni che l’essere umano si ritrovi ad affrontare durante la propria vita: la paura dei confini, di dover dimostrare qualcosa agli altri, di dover nascondere la propria vera natura, insabbiare i traumi dell’età infantile senza affrontarli davvero. Le difficoltà che assillano il russo e l’americano, uno paziente, l’altro medico, ma, in fin dei conti i ruoli sono quasi interscambiabili, rimarcano quanto i differenti contesti politico-sociali non rendono poi tanto distanti i nostri demoni interiori.

Da quassù la terra è bellissima ti fa sentire al caldo, anche se fuori c’è la neve. Ti lascia respirare un periodo storico importante, analizzandolo da vicino, senza mai temerlo, perché, proprio in un momento in cui la guerra è aperta, viva e pulsante, l’umanità riesce a riaffiorare e far emergere quanto le frontiere non siano altro che un limite mentale, che soltanto l’uomo è in grado di crearsi e, allo stesso modo, di superare. Certo, se poi si è soli, nello spazio, e si guarda la terra da lassù allora è ancora più facile capire quanto siano falsi.

“Da lassù non vedevo confini, solo distese di terra e mari… ma più mi avvicinavo, più la paura del nemico aumentava”

L’autore è stato in grado di creare dei personaggi con un’identità perfettamente costruita, e non parlo soltanto dei protagonisti della storia, ma anche di quelli di passaggio, che sono presenti in sole due battute. Attraverso pochi dialoghi e la costruzione precisa delle rughe, che ha donato ai volti, sembra di immaginarla per bene la vita che ognuno di loro sta compiendo e quale sia il carattere che forgia quelle rughe e quelle smorfie, partendo dalla cameriera che fa i palloncini più grandi del west, finendo con l’autista che sogna di andare via per qualche settimana.

“Dove vorresti andare?”
“Ah! Ma non mi importa! Ovunque possa sentirmi al sicuro!”
“Vabbè, dove scappi? La terra è tonda!”
“E chi ha parlato di scappare? Signor Jones sentirsi al sicuro significa essere liberi! E la libertà è qui dentro!”

La bravura di Toni Bruno non sta soltanto nella capacità di aver creato un mondo perfettamente funzionante, in cui ogni personaggio è dotato di un’anima ben delineata, ma nella sua abilità di rendere questo mondo con delle espressioni vive, nonostante siano in 2D, colorate, nonostante la neve imperversi e la paura stia lì, dietro l’angolo. La sua scelta di rendere proprio la paura attraverso colori più tenui, pastello, anziché freddi e distanti, segregata nella dimensione onirica per la maggior parte del tempo, è stata molto intelligente. Ha donato alla storia un carattere più forte. Una scelta che ha seguito l’intera evoluzione delle vicende, la rabbia è rossa, gli attacchi di panico sono in bianco e nero e la vita è dello stesso colore del tempo.

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Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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