Così lontana, così vicina: la Finlandia

 In Approfondimento, Attualità, Musica

11 dicembre 2012: nel corso del programma Ballarò va in onda un servizio intitolato “Sognando Helsinki”, in cui due ragazze italiane, una delle quali mia amica ed ex compagna di università, raccontano la propria esperienza di studentesse nella capitale finlandese. Il servizio riscuote un grandissimo successo sia in studio (“ha avuto un lungo applauso dal pubblico”, si legge sulla pagina Facebook ufficiale) che sui social: è boom di commenti positivi di utenti ammirati e meravigliati dall’efficienza finlandese, un paese così vicino, eppure così poco conosciuto. L’anno dopo, Ballarò raddoppia con “Modello Finlandia”, andato in onda a novembre e avente come tema, di nuovo, l’istruzione e gli investimenti dello stato sulla tecnologia e gli istituti pubblici. Ballarò ha il merito innegabile di aver contribuito a diffondere la conoscenza, in Italia, di un paese di cui (in Italia) si parla poco e si sa ancora meno; tuttavia, molti italiani hanno ancora idee piuttosto confuse in proposito.

Studiare una lingua straniera significa apprenderne la pronuncia, la grammatica, le espressioni idiomatiche, la storia; tutte cose a cui ci si prepara psicologicamente in anticipo. Quello a cui non ti prepara nessuno, però, è la pioggia di scemenze miste a voci di corridoio da cui tocca difenderla giorno dopo giorno. “Spagnolo? E che lo studi a fare, tanto è uguale all’italiano!”; “Inglese? Le superiori non ti sono bastate?”; “CECO??? E che lingua è??”; “Tedesco? Ah, lo so anche io: ajewovbwvobvpnSCHAFEN! Ahahah, dai, questa faceva ridere”. Da quando ho deciso di studiare finlandese ho sentito di tutto, ragion per cui è arrivato il momento di sfatare alcuni miti e, perché no, raccontare anche alcune curiosità a proposito di questo paese scandinavo.

SCANDINAVIA SÌ, SCANDINAVIA NO

Ecco, iniziamo subito: la Finlandia (Suomi in finlandese) NON è un paese scandinavo. O almeno, non completamente. Sebbene in molte culture il termine “Scandinavia” sia utilizzato in senso più ampio, geograficamente parlando la penisola scandinava comprende la Norvegia, la Svezia e SOLO la parte nord-occidentale della Finlandia. Bisogna puntualizzare, però, che la Finlandia fu per quasi 700 anni dominata dalla Svezia, quindi il dubbio e la confusione a proposito di questo punto sono, in un certo senso, comprensibili. Se si vuole parlare della Finlandia senza fare errori, è meglio definirla “paese nordico” o “fenno-scandinavo”; per quanto riguarda le divinità norrene più conosciute (Odino, Thor e compagnia), beh… anche quelle sono prettamente scandinave, quindi con la Finlandia non hanno nulla a che fare.

Ma, di quei tre paesi confinanti, la Finlandia qual è? Da ovest a est, abbiamo Norvegia, Svezia e Finlandia. Puntualizzazione idiota, dite voi? Credetemi, me lo chiedono con una frequenza preoccupante. Ricordo addirittura un “La Finlandia è la capitale della Svezia”, e non scherzo. La Finlandia è più grande dell’Italia (circa 340mila km² contro poco più di 300mila), eppure ha appena 5 milioni e mezzo di abitanti, mentre nel nostro stivale ce ne sono 60. Il 10% della superficie finnica, inoltre, è occupata da laghi (non a caso è soprannominata “land of the thousand lakes”).

 

LINGUA, TRADIZIONI AND SO ON

 E adesso, la lingua. Che diavolo di lingua si parla, in Finlandia? L’idioma ufficiale durante il dominio della Svezia era (sorpresona) lo svedese, affiancato a volte dal latino nei testi ufficiali; il finlandese (suomen kieli, “lingua finlandese”) acquisisce punti esperienza e diventa finalmente lingua ufficiale solo nella seconda metà dell’Ottocento. Non è una lingua indoeuropea, ma uralica; non è una lingua germanica, ma ugro-finnica. In parole povere, lo svedese e il finlandese non sono nemmeno lontanamente imparentati, anche se molte parole svedesi (e non solo) sono state acquisite sotto forma di prestiti. Sembra incredibile, vero? I parenti più stretti del finlandese sono l’estone e l’ungherese, per citare i “maggiori”. Il finlandese è una lingua agglutinante, ovvero basata sull’accostamento di suffissi e prefissi alla parola principale: non esistono, infatti, né articoli né preposizioni. In compenso, però, ci sono 15 casi, il che non deve farvi pensare subito al latino: in finlandese non esistono nemmeno le declinazioni (poiché non esiste genere grammaticale… già, è tutto neutro), quindi i casi sono semplicemente alcuni tra i sopracitati suffissi, i quali vengono accostati alla forma base della parola. Un esempio? Talo = casa, talossa = nella casa (sostantivo in inessivo), talossani = nella mia casa (sostantivo in inessivo + suffisso possessivo). L’accento cade sempre sulla prima sillaba. Detto ciò, provate a leggere epäjärjestelmällistyttämättömyydelläänsäkäänköhän tutto d’un fiato.

Le renne non vagano liberamente per strada, o meglio, non le troverete di certo nella capitale o nel bel mezzo dei centri abitati,  però vengono allevate e anche mangiate (la loro carne è ottima, ve lo assicuro). E no, non ci sono orsi polari. Nemmeno l’ombra. In compenso, però c’è il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, Lapponia: se volete fare reclami o volete rimborsi per i vostri sogni d’infanzia andati in frantumi, ora sapete dove andare. Un posto un po’ Burtoniano, nevvero?

Non ci sono sei mesi di notte d’inverno e sei mesi di luce in estate, quello succede solo al Polo Nord; a Helsinki, il giorno più breve dell’anno è intorno al solstizio d’inverno (6 ore scarse di luce), il più lungo invece è juhannus, “la mezza estate” (giorno famoso perché di solito piove… un po’ come da noi a pasquetta), intorno al solstizio d’estate (quasi 19 ore di luce). Naturalmente, più si va al nord e più questi valori cambiano. Per quanto riguarda la temperatura, anche se a Helsinki d’inverno si può arrivare tranquillamente a -27°, vi assicuro che coprendosi adeguatamente è una temperatura molto più sopportabile dei 10° italiani con umidità annessa. L’estate è piuttosto fresca, a volte si superano i 30° ma in media siamo sui 20-22°. Mentre scrivo, ore 23.28 del 28 giugno, ce ne sono 19.

La sauna non è solo una tradizione, è una vera e propria abitudine, sia tra i giovani che tra gli adulti e le famiglie con bambini. È curioso che, nello stato i cui abitanti sono considerati chiusi e timidissimi (sicuramente sono molto meno espansivi di noi ed è una delle prime cose che un italiano nota), fare la sauna completamente nudi insieme ad altre persone sia perfettamente normale. Entrare in una sauna con uno sconosciuto è molto meno imbarazzante che iniziare a parlargli per primi. A proposito di sauna è bene menzionare la mökki, la casetta estiva in campagna o sul lago in cui molte famiglie o gruppi di amici trascorrono le vacanze estive: subito dopo la sauna, un tuffo è doveroso. 

Appena finito il liceo, praticamente tutti i giovani finlandesi vanno via di casa ed iniziano a vivere da soli o col proprio partner, il che significa iniziare a fronteggiare le spese per il vitto, l’alloggio, i vestiti eccetera. Per ovviare a questo problema, c’è chi chiede prestiti allo stato e chi sceglie di lavorare. E i genitori non aiutano affatto? Sì, ogni tanto lo fanno, ma è un aiuto molto relativo e non di natura permanente. I prezzi sono più alti dei nostri di un buon 20-30%, bisogna considerare tuttavia che gli stipendi tendono ad essere adeguati al costo della vita. È anche doveroso dire che ultimamente la Finlandia non se la sta passando troppo bene: in breve, la crisi è arrivata anche qui e per molte compagnie è più facile licenziare che assumere.

Per il momento, concludo questo approfondimento con un ultimo punto: il metal. È, in parte, grazie a questo genere musicale che la Finlandia è riuscita a farsi conoscere all’estero, soprattutto tra i giovani, e i finlandesi sono ben consapevoli di ciò: in tutti i corsi universitari a cui ho partecipato, il metal è stato sempre nominato, anche solo una volta. È il metal a spingere moltissimi ragazzi e ragazze a dedicarsi allo studio del finlandese, una vera e propria passione che si traduce in amore automatico per la cultura e la lingua. Il substrato di capelloni con la maglia di qualche band è parte integrante della popolazione, un vero e proprio paradiso per chi, a casa propria, si sente spesso discriminato perché “adepto della musica di Satana”. Molti sono i gruppi finlandesi arrivati oltreoceano (forse vi ricorderete la rockband The Rasmus), moltissime sono le band idolatrate da stuoli di giovani (e non) in Europa, USA e perfino Asia, e proprio per questo motivo non ve le nominerò: preferisco, piuttosto, farvi i nomi di alcuni gruppi “minori”, che ritengo degni di nota ma che, allo stato attuale, non hanno la fama che meritano.

 

FOLK? GJALLARHORN

Cominciamo con i Gjallarhorn, folk band proveniente dall’Ostrobotnia, una regione nella parte occidentale della Finlandia in cui si parla svedese. Per questo motivo, la maggior parte delle influenze musicali della band viene dalle vecchie ballate medievali in lingua svedese: il gjallarhorn è, in mitologia norrena, il corno che verrà utilizzato per chiamare tutti gli dei a combattere la battaglia finale (Ragnarök). La band ha partecipato a vari festival e concerti in giro per il mondo ed ha all’attivo diversi album, dei quali Rimfaxe (“chioma di brina”, 2006) è il più recente. Il brano Suvetar (“dea della primavera”) che trovate qui sotto è tratto, invece, dal disco Sjofn (in onore dell’omonima divinità femminile), del 2000.

 

(IL METODO) STAM1NA

Ecco, descrivere questa band proveniente da Lemi, Carelia del Sud, è molto difficile. Sono in attività dal 1996 e si può dire che propongano un genere tra l’heavy e il thrash metal, anche se è riduttivo: perfino all’interno di uno stesso album le influenze dei loro brani a volte variano sensibilmente. Credo che l’unico modo per farvi capire di cosa sto parlando sia consigliarvi di ascoltare la traccia sottostante, tratta dal più recente lavoro SLK (2014) e suonata dal vivo durante l’Emma Gaala dello scorso febbraio, un ricevimento a cadenza annuale in cui vengono premiati gli artisti finlandesi e in cui la band è risultata vincitrice nella categoria “Album metal dell’anno. Gli Stam1na hanno avuto modo di suonare fuori dalla Finlandia solo pochi mesi fa, con un tour europeo di supporto agli italiani Fleshgod Apocalypse e uno in Giappone. Ah, i loro testi sono interamente in finlandese.

 

REPETITA IUVANT: I MOKOMA

Idem come sopra. Anche i Mokoma vengono dalla Carelia del Sud (Lappeenranta) e propongono un genere difficile da classificare, poiché molto vario e più o meno melodico a seconda dei brani. Anche loro in attività dal ’96 ed anche qui testi solo in finlandese. Sia loro che gli Stam1na sono molto amati in Finlandia, tant’è che sono quasi costantemente in tour. Il brano che vi propongo è tratto dal disco Elävien kirjoihin (l’espressione “olet palannut elävien kirjoihin!” significa “sei tornato tra i vivi!; la band inserisce moltissimi proverbi o espressioni idiomatiche nei testi), pubblicato lo scorso febbraio.

Ora che ne sapete un po’ di più sulla Finlandia, vi prego, spread the news e aiutate noi poveri disgraziati che a forza di “la Finlandia non è un paese scandinavo” stiamo tristemente marcendo.

P.S.: Parole di un finlandese a proposito di epäjärjestelmällistyttämättömyydelläänsäkäänköhän: “Non sono in grado di tradurla, è un’accozzaglia di parole che nemmeno significa granché… non sono nemmeno sicuro che sia grammaticalmente corretta”. A essere corretta è corretta, ma state tranquilli che non la usa nessuno.

Elisa Mucciarelli

Elisa Mucciarelli

Roaming the Earth da 27 anni, senza una fissa dimora da circa 8. Fan dello humor nero, Grammar Nazi per vocazione, sostenitrice dell'eclettismo musicale (che nel mio caso tende al disagio). In parole povere, una rompipalle.
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