Cosa significa essere “persone normali”?

 In Letteratura

Il titolo del nuovo libro di Sally Rooney è il fulcro della trama del romanzo stesso, la storia di Marianne e Connell, due ragazzi che vivono in una tranquilla cittadina poco lontana da Dublino, che si conoscono fin dall’infanzia, frequentano lo stesso liceo, si innamorano e disamorano l’uno dell’altra a cadenza trimestrale, sono insomma due persone normali nel canonico momento di crescita e presa coscienza di sé e di chi si vuole essere.

Eppure con Persone normali, edito in Italia da Einaudi nella collana Supercoralli, la Rooney è stata candidata al Man Booker Prize, la stampa inglese lo ha già definito “un classico” della letteratura inglese e dal romanzo sarà tratta una serie televisiva con la co-produzione tra le BBC3 e la piattaforma online Hulu. Ma c’è dell’altro in effetti. Il legame che unisce i due protagonisti di Persone Normali, Marianne e Connell è piuttosto fuori dagli schemi, è un silenzioso e segreto rapporto entro il quale entrambi si sentono al sicuro e liberi di essere se stessi, senza quel senso di insicurezza e timore del giudizio altrui che li soffoca e li divide non appena mettono il piede fuori dalla bolla della loro relazione.

Connell è il figlio della cameriera di famiglia di lei e a scuola si fa benvolere da tutti mentre Marianne è sfuggente, misteriosa, incapace di socializzazione, sono entrambi brillanti e intelligenti e fanno delle loro attitudini allo studio l’uno uno strumento per superare le proprie insicurezze ed elevarsi dal disagio di appartenenza ad un ceto sociale basso, l’altra un modo per colmare il senso di insoddisfazione e inadeguatezza alla realtà in cui si ritrova a vivere.
Le paure scompaiono quando i due si ritrovano insieme e sentono di appartenersi vicendevolmente, tuttavia la loro inquietudine giovanile li porta ad un continuo ed estenuante allontanarsi e avvicinarsi, in un rapporto che sembra sempre sull’orlo di spezzarsi ma alla fine ha la tenacia per resistere ad ogni incrinatura e divergenza che di presenta nel corso degli anni.

Ogni tanto ha la sensazione che lui e Marianne siano come pattinatori di figura, che improvvisano i loro scambi con una tale abilità e una sincronizzazione così perfetta da rimanere entrambi sorpresi. Lei si lancia leggiadramente in voli pindarici e ogni volta, senza sapere come farà, lui la riacchiappa.

I due protagonisti di Persone Normali crescono e nel farlo si scontrano con i dubbi, le paure, la voglia di essere accettati e apprezzati dagli altri, i pregiudizi sociali e le conseguenti debolezze, congiunte a quel desiderio di essere normali e al tempo stesso con la voglia di fare la differenza. Nel corso degli anni hanno relazioni con altri, stringono amicizie diverse, eppure finiscono sempre col cercarsi congiungersi, come se alla fine nessuno di loro potesse fare a meno dell’altro e si riconoscesse per quello che è solo in rapporto all’altro.

La prosa di Sally Rooney ha tutta la delicatezza e tenerezza di cui questa storia ha bisogno, è misurata e immediata nei dialoghi, mantiene una forte sensibilità alle vicende dei due ragazzi, i cui gesti non vengono mai condannati ma piuttosto raccontati per quello che sono: esperienze ed errori adolescenziali.

In un’intervista per Rivista Studio la Rooney ha dichiarato:

Uno dei tanti motivi per cui una persona inizia a scrivere è il desiderio di esprimersi correttamente. Per me, almeno, è stato così: quando ho scoperto di non saper comunicare in modo soddisfacente, con la voce, nella vita di tutti i giorni, ho provato a farlo scrivendo.

Come nel suo primo romanzo, Parlarne tra amici, anche in questo secondo romanzo emerge la capacità introspettiva della giovane scrittrice dublinese (non ha ancora compiuto i trent’anni) in un tratteggio psicologico dei personaggi sagace e sottile, che rifugge da ogni stigmatizzazione e preferisce concentrarsi su chi sono i protagonisti della sua storia, cosa sentono e dove questo li porterà.

Sally Rooney ha inventato un nuovo modo di raccontare le storie d’amore, e la loro normalità è riuscita a conquistare e ammaliare tutti coloro che si sono avvicinati alle sue pagine.

Giulia Mele

Giulia Mele

In un momento imprecisato di un giorno qualunque mi è capitato di innamorarmi follemente delle parole. Da Tucidide a Capote, faccio delle storie immaginarie e di quelle suoi giornali il mio pane quotidiano, alternando la lettura alla scrittura. Passerei la vita con lo zaino da viaggio in spalla, ma al momento vivo a Londra (e sì, ho la moka nella mia credenza).
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