Conversazione tra due aspiranti nerd

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di Lavinia Petti e Alessandra Farro

Ci sono poche cose sicure nella vita: le tasse, la morte e il Comicon. E ormai la nostra annuale presenza al Salone Internazionale del Fumetto, giunto alla sua XVII edizione. Per decidere in che modo raccontarlo, ci siamo prese un caffè. Poi, com’è normale, ce ne siamo prese un altro e un altro ancora, finché al quarto caffè abbiamo capito che non c’è niente di meglio di un botta e risposta tra due aspiranti nerd (Lavinia e Alessandra) per tirare le somme di questo lungo, estenuante e pazzo week-end.

A: La prima cosa che ho notato quando sono passata dai cancelli è stato il gabbiotto con la scritta gigante “The Walking Dead”. Peccato che ho capito soltanto l’ultimo giorno servisse per iscriversi a una caccia agli zombie per tutta la Mostra d’Oltremare.

L: Io lo sapevo da prima. Ma la quantità immonda di gente che spingeva e faceva la fila davanti a quel gabbiotto mi ha fatto desistere da qualunque tentativo GDR (gioco di ruolo, n.d.r.) di The Walking Dead.

GDR di The Walking Dead in tutto il suo splendore

GDR di The Walking Dead in tutto il suo splendore

A: Io mi sono pentita di più per il GDR di Harry Potter, ho sempre desiderato puntare la bacchetta contro qualcuno ammonendolo: “È leviòsa, non leviosà!”. Comunque la fila era una costante senza soluzione, inesorabile, lenta, sudaticcia. Stare in Fiera diventa una prova di sopravvivenza, solo i più temprati resistono. Essa ti insegna la nobile arte della sottrazione: non sentire più il bisogno di un bagno, di un bicchiere d’acqua, di una sedia.

leviosaaaL: Come vedi non avevamo bisogno di alcun GDR di The Walking Dead per dar prova della nostra capacità di resistenza. L’impresa più erculea, quella che all’epoca degli dei e degli eroi ci avrebbe assicurato un posto nell’Olimpo, è stata l’attesa per intervistare Milo Manara, Magister di questa edizione del Comincon: tre ore esatte. Alla fine io avevo le vesciche ai piedi… ma ne è valsa la pena.

A: Il problema secondo me non sono state soltanto quelle tre ore, ma anche tutte quelle successive e quelle precedenti. Mi sono sentita vecchia alla veneranda età di 24 anni, non ho più quell’energia di un tempo. Ho visto mandrie di ragazzini (e ragazzine seminude) saltellare felici e canterini dalle dieci del mattino fino alle otto di sera, con l’unico desiderio che arrivasse il giorno dopo per rivivere quella follia (erano 100.000 si è detto, c’era più gente al Comicon che al concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo l’estate scorsa).

L: Il segreto della loro forza risiede nelle scatole di noodles di cui si cibano ininterrottamente (anche per quelli, è assicurata una buona mezz’ora di fila). Tornando a cose serie, tu cosa ne pensi dei cosplayer di quest’anno? Game of Thrones si è portato parecchio, non trovi?

Per chi avesse voglia di prepararsi i noodles a casa, in nostalgia del Comicon

Per chi avesse voglia di prepararsi i noodles a casa, in nostalgia del Comicon

A: Se non si portava Game Of Thrones per me il Comicon non avrebbe più avuto senso di esistere. L’avrei bannato mentalmente da ogni mia attività futura. Ho visto una quantità spropositata di imbarazzanti Daenerys (i Khal Drogo non voglio manco commentarli), ma i Jon Snow erano abbastanza calzanti. Intramontabili pure i Jack Sparrow con l’unico scopo di attirare più Tomb Rider possibili. Ormai i cosplayer stanno perdendo un po’ di credibilità.

breakingbadL: Menzione speciale al Walter White di Breaking Bad, che inizio a pensare fosse lo stuntman ufficiale di Bryan Cranston nella serie. E poi Charlie Chaplin: quel ragazzo non interpretava soltanto il vagabondo Charlot, ma anche l’ubriacone, il dittatore, il pagliaccio triste, l’attore decaduto. Incalcolabili ovviamente i cosplayer di videogiochi (quelli The Evil Within hanno spaccato) e manga e anime giapponesi, che mi immagino girare per le strade di Napoli, tra Cumana e metro. La tradizionale Cosplay Challenge è stata vinta da un certo Vittorio Sorrentino, che interpretava un personaggio di Ultron: il premio consiste in un viaggio in Giappone offerto dalla Nerd Express. Davvero, tutto un programma.

A: Dalla Nerd Express, ci rendiamo conto? La Nerd Express! Che meraviglia. Poi ti chiedi perché i ragazzetti vorrebbero camparci per la vita, al Comicon. Giacché stiamo parlando di premi, ti dico che il Premio Attilio Micheluzzi per il Miglior Fumetto l’ha vinto Ratigher (sceneggiatore di Dylan Dog) con “Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società teme. La fine è azzurra”, che è un’autoproduzione. Niente male che a vincere sia stata un’autoproduzione, no? Dà speranza all’umanità. Il fatto curioso è che l’abbia realizzata non tramite crowdfunding (nome più difficile del west), ma attraverso la vendita diretta col preordine.

"Simple e Madama" di Lorenza di Sepio

“Simple e Madama” di Lorenza di Sepio

L: La cosa è sorprendente. Ma comunque, di ospiti ed esordienti italiani ce n’erano parecchi, e noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne alcuni. Come Teresa Radice e Stefano Turconi, ad esempio, o la dolcissima Lorenza di Sepio. Per non parlare degli evergreen come Zerocalcare e Leo Ortolani. Ho perfino avuto la fortuna di incocciare Gabriele Salvatores mentre presentava il fumetto de “Il Ragazzo Invisibile” e dava anticipazioni sul secondo capitolo della serie. Per sua stessa ammissione, l’oscar per Mediterraneo è stata una botta di culo, e adesso, come Spiderman, sente che da quel grande potere sono derivate grandi responsabilità. Con il suo discorso, ha dato grande prova di umiltà e l’auditorium Cartoonia era gremito.

Supporto iconografico a dimostrazione della nostra natura fan nei confronti degli X-35 (quelle sono le loro magliette)

Supporto iconografico a dimostrazione della nostra natura fan nei confronti degli X-35 (quelle sono le loro magliette)

A: Io me la sono persa ‘sta cosa, ero bloccata nella trafila lunghissima per ritirare il pass o forse dovevo ancora riuscire a parcheggiare la macchina in uno dei simpatici parcheggi abusivi giusto fuori alla Mostra. Ci so’ stati pure un sacco di debutti musicali, eh. Ne cito uno giusto a caso, gli X-35 (a breve sul nostro mirabolante canale youtube). Hanno spaccato sia con le loro canzoni che con le cover dei cartoni (Rossana, li ho amati per Rossana).

L: Mi spiace davvero per te, non ti sei persa solo Rossana, ma uno spettacolino coi fiocchi che ha fatto impazzire le masse. C’era una fila chilometrica anche al loro stand, dove vendevano cd e magliette a fan deliranti. Ad ogni modo, non tutto è oro ciò che luccica. Nemmeno con la scritta gialla del Comicon, o con queste giornate inondate di sole. Ci si chiede come mai in questa edizione, in cui i biglietti sono stati venduti con largo anticipo e dunque si aveva una chiara idea di quante persone avrebbero invaso la Mostra, non ci fossero cestini ad ogni angolo, addetti alle pulizie nei bagni o al ritiro di sacchi della spazzatura. Il laghetto in fondo a tutto, aperto per la prima volta e adibito ai giochi di ruolo, a tiro con l’arco ed esposizioni artigianali, è stato uno spettacolo di puro squallore. Inciviltà da parte di chi partecipa al Comicon, certo, ma anche di chi lo organizza.

A: Dici? Solo perché non hanno pulito i bagni manco una volta da quando è cominciata la Fiera? È un peccato che Napoli inciampi sempre nei soliti errori comuni, quando avrebbe l’occasione di mostrare quanto sa essere civile nella sua anormalità. Comunque non c’è bisogno che mi fai rosicare perché non ho sentito Rossana, ho visto il live su facebook e ho saltato e urlato come fossi sotto al palco. Almeno non mi sono persa l’esposizione di Milo Manara, durava quattro giorni, pure con tutto l’impegno del mondo non sarei riuscita a fare un ritardo così lungo.

L: Non mettere mai un limite a ciò che è possibile, soprattutto in materia di ritardi. Spero che non ti sia persa nemmeno le esposizioni del fumetto de “I vivi e i morti” di Maurizio de Giovanni, altro fiore all’occhiello di questa città, o quella dedicata al cinquantenario di Linus, di Beccogiallo e della Marvel. Quello che davvero potevano evitare era di far rombare il motore dell’auto di Mad Max per ventiquattro ore al giorno. È uno dei suoni più fastidiosi al mondo dopo la voce di Bernadette di The Big Bang Theory.

La Marvel secondo Milo Manara in esposizione al Comicon

La Marvel secondo Milo Manara in esposizione al Comicon

A: Sì, sono assolutamente d’accordo, tanto di cappello a Maurizio de Giovanni, amore partenopeo. Comunque, prima del quinto caffè, visto che secondo me è già un miracolo se qualcuno è arrivato a leggere i nostri deliri fino a questo punto, la finirei. Ci tengo soltanto a dire una cosa, anzi due: ho visto più teste equine in questi quattro giorni che in una vita intera e… Weasley is our king!

L: Decisamente! Le teste equine, che si vendevano agli stand, sono andate fortissimo quest’anno, per ragioni che non c’è dato di sapere. Allora salutiamo chi ci ha seguito fino a questo punto e vi diamo appuntamento nelle prossime settimane: interviste e approfondimenti in compagnia di Brecht Evens, Leo Ortolani, Lorenza di Sepio, Kevin O’Neill e il grande e unico Milo Manara.

 di Lavinia Petti e Alessandra Farro

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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