Comicon 1/2/3/4 maggio, i giorni più nerd dell’anno 2014

 In Attualità, Eventi, Interviste, Letteratura

di Alessandra Farro

I giorni più nerd dell’anno ci hanno lasciato ormai da una settimana, eppure la loro eco è ancora viva e attiva per tutta la città. Il Comicon, alla sua sedicesima edizione, ha superato ogni aspettativa, ampliando i padiglioni, organizzando gli spazi in modo più efficace e settoriale – all’ingresso gli stand degli editori, in bella vista gli emergenti, così come ci dice lo stesso Stefano Antonucci, autore di Gesù – e fornendo un intero edificio ai cosplayer.
L’esperienza Comicon, insomma, anche quest’anno non ha deluso. Basti pensare che gli ultimi due giorni i botteghini sono dovuti rimanere chiusi, si rischiava di superare il limite massimo di capienza della Mostra d’Oltremare (che non è mica un posticino da nulla, in quanto a spazi!). Mettiamoci in mezzo che pioveva pure, e nonostante questo c’è stato il tutto esaurito. Record di entrate. Si vocifera abbiano sfiorato addirittura le 80.000 (sono contenta di sapere che il mondo sta diventando più nerd con l’avanzare del tempo, fa bene allo spirito, me l’ha detto il maestro Yoda)!
mappa-comicon-2014Nonostante la mancanza di Milo Manara (presente nell’edizione del 2010 e in quella del 2013), è stato il Comicon dei grandi ospiti. Noi di FuoriPosto avevamo una lista di interviste lunga un chilometro e due statuette di Darth Vader, ma questo per noi è stato il primo Comicon (da giornalisti, s’intende, la redazione è composta principalmente da nerd, sono anni che partecipiamo al festival spendendo miliardi in fumetti e gadgets da sfigati), per cui ci siamo lasciati trascinare dal turbinio di disorganizzazione che vanta ogni grande evento che si rispetti. Stephen Collins non siamo riusciti a intervistarlo, sebbene ognuno di noi abbia comprato la sua copia in anteprima de La Gigantesca Barba Malvagia e se la sia fatta autografare, ma Gipi c’ha concesso il tempo di una sigaretta, Zerocalcare una pausa pranzo senza pranzo, Dave McKeane un caffè, mentre Don AlemannoJenus – c’ha benedetto con la sua acqua santa e Daniele FabbriGesù – l’abbiamo addirittura incontrato per una chiacchiera senza timer. A breve tutte le interviste video, qui quella di Gipi già profumata e impacchettata.
Eppure, com’è ben noto, il Comicon non è composto soltanto dagli ospiti, ma principalmente dal pubblico variopinto che ogni anno lo popola. Io onestamente ho sempre desiderato capire perché si spendessero centinaia di euro alla ricerca delle lentine colorate di Fuyumi e per i capelli rosa di Chibiusa e così via, e da anni faccio tanto di capello ai cosplayer più accurati, quelli che pure se ti ci applichi non riesci proprio a riconoscere la faccia che c’è dietro il personaggio. Comunque qualche problema a livello neurologico ce l’abbiamo in redazione e c’è venuto da fare a ogni persona incontrata al Comicon la stessa domanda: “Per te che significa essere nerd, in una parola? e, oltre a sembrare autistici, abbiamo scoperto che l’interrogativo è piaciuto e che la gente anziché risponderci con una pacca sulla spalla, intavolava discorsi ben accurati. In pratica non c’hanno risposto con una sola parola, ma l’abbiamo apprezzato molto, anche se lo scopo era che ognuno rispondesse in una parola per montarlo in sequenza (ma vabbè la nostra montatrice, Giulia, ha saputo rigirare la cosa a suo favore) .
Qui di seguito il frutto del nostro lavoro, con tanto di canzone da college d’occorrenza (dovrebbe aver formato generazioni e generazioni adolescenziali anni Novanta ‘sto pezzo, chi non lo conoscesse farebbe bene a cercare su youtube: Bowling For Soup – 1985, il video è un bijoux, non ve ne pentirete).
Prendetene e saggiatene tutti.

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Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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