Come ti salvo un supereroe: Aquaman di Geoff Johns

 In Letteratura

Quando Geoff Johns firmava un contratto in esclusiva con la DC Comics era il 2005. Hal Jordan, meglio conosciuto come Lanterna Verde, attraversava uno dei momenti più bui della sua carriera da supereroe: la sua città era stata distrutta, il corpo delle lanterne verdi era stato disintegrato (da Hal Jordan stesso) e lui vagava senza una vera meta come Spettro. Le vendite di quella che era una delle principali testate DC erano calate vertiginosamente.

Toccò a Geoff, fresco di contratto esclusivo, riprendere in mano le redini del personaggio, con una prima mini-serie dal titolo più che esaustivo: “Lanterna Verde: Rinascita”. Hal Jordan nel girò di poco tempo tornò ad essere la Lanterna Verde più amata di sempre, la serie divenne la punta di diamante della DC Comics, al punto tale da meritarsi un (mediocre) adattamento cinematografico con Blake Lively (Serena Van der Woodsen di Gossip Girl).
Johns nel 2010 diviene Chief Creative (capo creativo) della DC e, dopo 20 numeri della nuova serie di Lanterna Verde, con la serie all’apice del successo, annuncia dopo 9 anni la fine del suo ciclo, per dedicarsi completamente ad un altro eroe che navigava in acque tutt’altro che buone: Aquaman.
Aquaman, di suo, non è che abbia avuto una vita editoriale splendente, e la curiosità di vedere uno dei migliori scrittori sulla piazza dedicarsi ad un eroe “sfigato” era enorme – basti vedere questa puntata di Big Bang Theory, o questa dei Griffin, dove il Re dei Mari viene preso di mira senza pietà, per capire il livello di popolarità di Artuhr Curry, in arte Aquaman.
Ed è proprio da lì che parte Johns, dalla sua reputazione. All’inizio di The Trench (La Fossa), primo volume della nuova serie, vediamo Aquaman intento ad ordinare da mangiare in uno dei ristoranti della sua infanzia, quando viene assalito da curiosi che gli rivolgono svariate domande, fra cui questa:
“Come ci si sente a non essere l’eroe preferito di nessuno?”

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The Trench pone le basi per una introspezione del personaggio, del supereroe, che Johns affronta con una delicatezza unica, riportando l’attenzione sul fatto che Aquaman è anche Arthur Curry, un essere umano cresciuto sulla Terra a cui però, essendo per metà Atlentideo (si scriverà così?), non appartiene, così come non appartiene ad Atlantide. Eccoci presentato Aquaman, supereroe in crisi esistenziale che riparte da zero con un’unica certezza, la sua compagna di vita, Mera, altro personaggio tridimensionale del fumetto, che per amore ha perso tutto e che prova ad adattarsi ad una vita sulla Terra che a lei, Atlantidea pura, non appartiene.

Basta un volume a Johns, un volume per far diventare Aquaman qualcuno di familiare, di cui capiamo problematiche e angosce, perché alla fine le domande di Johns valgono per tutti “chi sono?” “cosa definisce la mia esistenza?” “qual è il mio posto nel mondo?”.
Lo scrittore di Detroit è riuscito anche in questa rinascita a donarci un personaggio unico, umano e divino allo stesso tempo, combattuto e coraggioso, lasciandoci con la consapevolezza che non sono dei super poteri a fare un eroe, ma che è la nostra capacità di sopportare quelle scelte difficili ma giuste a cui tutti cercano di sottrarsi, a renderci tali.
Così, dopo averci ipnotizzato, ecco che Johns ci porta nel mondo del supereroe, che senza questa profondità di personaggio sarebbe qualcosa di avulso a cui non ci avvicineremmo mai, intessendo una trama piena di colpi di scena e misteri passati, che, dopo un secondo volume un po’ sottotono rispetto al primo, esplode in tutto il suo dramma nel terzo volume “Il trono di Atlantide”, la cui regia ritmata alla perfezione ci spinge a leggere il volume alla velocità della luce, facendoci arrivare senza fiato ad un finale durissimo e denso di pathos che, ecco la magia di Johns, è allo stesso tempo un perfetto inizio per il nuovo Aquaman.

Un perfetto inizio per un nuovo scrittore però, perché Johns ha recentemente annunciato il suo addio alla testata con il numero 25 (in Italia siamo al numero 20), per lasciare in mano a Jeff Parker una serie in cui più di un numero è andato esaurito.
Per chi mastica un po’ di inglese, ecco l’intervista in cui Johns racconta l’addio e il suo rapporto con Aquaman, annunciando grandi sorprese per il numero 25 e prevedendo un futuro pieno di possibilità per il re di Atlandite (si parla anche di un eventuale film).

Il mio personale consiglio? Se volete dare una possibilità ad una serie di supereroi, non potete che iniziare da qui.

Michele Mangini

Michele Mangini

m.m.
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