Giovanni e Imparato sono il nome e cognome che si nascondono dietro lo pseudonimo Colombre.

Il fatto di non utilizzare il proprio nome di battesimo deve essere un vizio per Giovanni, dal momento che negli scorsi anni è stato il protagonista del progetto Chewing Gum e anche in quell’occasione il peso di vedere solo il proprio nome sui cartelloni delle serate deve essere stato troppo, o semplicemente, all’epoca c’era più un’idea di gruppo di quanto ci sia in Pulviscolo, il nuovissimo disco uscito come Colombre per Bravo Dischi.

C’è da dire che un ottimo lavoro di pubblicità e diffusione è stato fatto da GDG Press come ufficio stampa, dal momento che questo progetto è sulle bocche di tutti gli addetti ai lavori, anche prima dell’uscita effettiva avvenuta lo scorso 17 marzo. Sicuramente ad aumentare l’hype nei confronti di Pulviscolo è stata anche la collaborazione con Iacopo Incani di Iosonouncane nel singolo pre album Blatte, che tra l’altro è anche un po’ un unicum, un’isola separata dall’arcipelago che sono le altre canzoni del lavoro.

Partiamo subito con il dire che Pulviscolo è un bel disco, che scorre facilmente dalla prima all’ultima traccia senza intoppi, complice anche la sua durata limitata (meno di 30 minuti spalmati su 8 brani).

Siamo davanti ad una variazione nell’idea di suono rispetto ai tempi attuali. Qualcuno si sarà accorto, e se non è così lo facciamo notare noi, che nello scorso anno sono tornate in voga sonorità molto vicine agli ’80. Merito o colpa di ciò è da

La copertina di Pulviscolo

La copertina di Pulviscolo

attribuire in buona parte a Matteo Cantaluppi, produttore di due dei dischi portanti del 2016, Completamente Sold Out dei TheGiornalisti e Marassi degli Ex Otago, che ci hanno fatto fare un salto indietro di 30 anni, riproponendo synth e melodie che passavano nelle radio nei tempi in cui Maradona alzò l’ultima coppa del mondo dell’Argentina. Colombre decide invece di inserire la retro ancora più a fondo riportandoci nel bel mezzo degli anni sessanta. Batteria e basso di tutto il disco potrebbero essere tranquillamente di brani di quell’epoca, così come anche alcune linee vocali potrebbe averle cantate Mina o qualche collega suo contemporaneo. Meno anni ‘60 sono, invece, alcuni testi, a partire da Sveglia ( “fottetevi voi e tutto il mondo” difficilmente sarebbe mai uscita dalle casse di radio a grammofono) e alcuni arrangiamenti, in primis la su citata Blatte e Dimmi tu. La prima risente effettivamente dell’influenza di Iosonouncane, mentre la seconda è un misto di elettronica e funk che quasi ci fa sognare il primo Pino Daniele in full band.

In generale Pulviscolo ci propone un pop semplice, che nonostante qualche influenza più psichedelica mantiene sempre quella leggerezza che rende piacevole l’ascolto, anche ripetuto, delle canzoni.

Valutazione dell'autore

Francesco Gallinoro

Francesco Gallinoro

Nasco 22 anni fa a Napoli, sono di base a Bologna ma vivo a Granada (per ora). Studio economia, fotografo, suono. Scrivo di musica perchè è l'unica cosa che mi fa muovere la penna. Sono riuscito ad attraversare tutti i fiumi e torrenti che la vita mi ha posto davanti, ma sono caduto nel vino.
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