Climate change: piccoli consigli per un cambiamento globale

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“La più assurda è la razza umana: adora un dio invisibile e uccide la natura visibile, senza rendersi conto che la natura è il dio invisibile che tanto adora”
Tra le mille frasi che circolano sui social, forse questa per quanto banale possa essere, è la più vera.

Negli ultimi tempi bisogna far attenzione a trattare il tema del cambiamento climatico, tra bigotti e professoroni c’è ancora chi prende questa questione sotto gamba. Nei mesi abbiamo assistito alla barbarie più assoluta, la più clamorosa sono gli insulti sulla malattia di Greta Thunber, colpevole a 15 anni di aver a cuore il futuro del nostro pianeta. Ai potenti della terra, sto parlando di quel 1% che detiene più del 70% della ricchezza globale, poco importa il tema del cambiamento climatico. Esattamente nei giorni degli incendi nella foresta Amazzonica un dossier dell’ONU intitolava: “Apartheid climatico, solo i ricchi sfuggiranno alla fame”. Sono dunque le mobilitazioni di massa, quelle spontanee, che grazie alla rete ma anche alla militanza attiva, mettono nell’agenda politica dei grandi stati il futuro del nostro pianeta.

Se da una parte i dati matematici ci pongono difronte ad una situazione di non ritorno, la faccia positiva della medaglia è composta dalle tante manifestazioni diffuse in tutto il pianeta. Le coscienze sveglie hanno capito che l’inquinamento, il problema della plastica, l’estinzione degli animali, gli incendi dolosi, lo scioglimento dei ghiacciai e chi più ne ha più ne metta, non rappresentano una moda del momento bensì una vera e propria domanda esistenziale: L’umanità ha ancora voglia di vivere su questo pianeta? E se la risposta è si: come intende viverci?

Siamo tutti d’accordo che la colpa dei disastri ambientali sia del nostro sistema economico, ma è pur vero che nel piccolo tutti abbiamo grandi responsabilità, abituati nella società degli sprechi ad accumulare e poi gettare.

Insomma bisogna essere disposti a compiere scelte radicali non tanto per salvare il pianeta, bensì per custodire la vita umana sulla Terra. La possibilità di cambiamento dipende da ognuno di noi, il singolo contributo è di assoluta importanza.

ECCO ALCUNI UMILI CONSIGLI PER INIZIARE UNA RIVOLUZIONE CHE PARTA DAL BASSO:

  • RICICLA: ridurre l’uso di plastica o prodotti usa e getta è un imperativo! Compra il tuo bicchiere portatile o la tua borraccia, dici addio alle posate ed ai bicchieri di plastica. Utilizza il tuo sacchetto personale per la spesa. Stampa meno in quanto oggi abbiamo la fortuna che (quasi) tutto è online, ricorda che una tonnellata di carta riciclata salva 20 alberi. I rifiuti organici usiamoli per il compostaggio. Il riciclaggio riduce il fabbisogno di materie prime e consuma meno energia, preservando così le risorse naturali per il futuro. Insomma riutilizza il più possibile!

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  • MANGIA MENO CARNE: il sistema alimentare globale contribuisce con un 30% sulle emissioni globali. Il legame tra cambiamento climatico e alimentazione è molto più stretto e importante di quanto si pensi; il rapporto “Cambiamento climatico e territorio” , diffuso oggi dal comitato scientifico dell’Onu sul clima afferma che: da soli bovini e risaie sono responsabili della metà delle emissioni globali di metano, uno dei gas serra più micidiali. In parole povere: un chilogrammo di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica. Scegliere la frutta, i cereali la verdura e l’insalata vi fa davvero così schifo? Non avevate tutti voglia di dimagrire?

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  • CAMMINA E VIAGGIA CON LENTEZZA: al settore dei trasporti è attribuita una grande fetta di responsabilità. Non vi dico di buttar via l’auto o la moto, semplicemente utilizzare questi mezzi davvero quando è necessario. Scegliamo la biciletta quando è posssibile, non solo non inquiniamo ma allo stesso tempo rigeneriamo corpo e mente. Due in uno. Per viaggiare dedichiamo più tempo e devozione alle nostre mete, meno aerei e più km nelle gambe.

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  • COMPRA MENO: l’accumulo è il nostro spreco più grande. Magliette, scarpe, accessori tecnologici, elettrodomestici etc etc. Diciamoci la verità: abbiamo mille cose ma in realtà usiamo sempre le solite 4/5. Quando moriremo non ci sarà spazio per portare con noi i nostri “oggetti sacri”, smettiamola!

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  • PIANTA UN ALBERO: se rivolgersi all’ARPA regionale o alla guardia forestale vi sembra un’opzione troppo complessa, ci sono tanti altri modi per piantare un albero. Ad esempio utilizza https://www.treedom.net/it/  “l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online”. In alternativa utilizza ECOSIA: questo motore di ricerca dona l’80% dei proventi ricavati dalla pubblicità online, per sostenere programmi di riforestazione.

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Se questi consigli pensi non servano a nulla, non fa niente, l’importante è che trovi il tuo metodo per contribuire a salvare il nostro pianeta!

Se vuoi saperne di più visita il mio sito: https://www.fusiontravel.info/

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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