CHI SIAMO
Alessandra
Camillo
Carlo
Elisa
Enrico
Francesco
Iolanda
Lavinia
Luca
Marinella
Mario
Michele
Monica
Nanni
Waffle

FuoriPosto è uno spazio di approfondimento on-line. Non è un giornale, non è un blog. Che vuol dire? Vuol dire che è un posto non ben definito, dove si affrontano gli argomenti più disparati. È un luogo dove diamo sfogo alle nostre passioni, cercando di dar loro un tono. Abbiamo creato questo spazio perché siamo convinti che le passioni siano tutto ciò che abbiamo e perché siamo convinti che non esistano passioni di serie A e di serie B, che fumetti e libri abbiano la stessa dignità letteraria, che Cinema e Tv non siano poi così distanti tra loro, che i videogiochi non siano esclusivamente un passatempo per ragazzi sociopatici.

Abbiamo creato questo sito perché ci sentivamo senza uno spazio adeguato, fuori tempo massimo, nel tempo sbagliato, e sopratutto nella direzione sbagliata. Ci siamo un po’ persi, ci sentiamo fuori posto, e, la verità, è che ci va bene così, perché non ci siamo mai trovati bene da nessun’altra parte. Ci sentiamo fuori luogo fra i ragazzi e ancora più fuori luogo fra gli adulti. Non ci piacciono i reality show, non ci piacciono i talent show, stiamo smettendo di guardare la televisione perché non ne vale la pena, e le poche cose di qualità che ci interessano le guardiamo direttamente su internet. Siamo i fanatici delle serie tv, divoriamo libri, giochiamo ai videogiochi e non capiamo perché tutte le passioni che abbiamo rientrino nella “cultura pop”, o “bassa”. Pensare che Hideo Kojima sia uno dei più grandi narratori del nostro tempo è davvero così da sfigati?

Non siamo nati abbastanza presto per vedere gli Stones, ci siamo persi Janis Joplin, i Led Zeppelin e tutto il rock dei ’70, ma non siamo di seconda classe perché abbiamo avuto gli Oasis e gli Arctic Monkeys, e in qualsiasi caso non è colpa nostra. Il massimo che possiamo fare è sperare che il prossimo album degli Strokes sia di nuovo una bomba, e che Pete Doherty non finisca come Amy Whinehouse. Ci 
piace parlare per ore per capire se, sotto sotto, siamo Lannister o Stark, o se The Walkind Dead sia meglio serie tv o fumetto (ndr: ovviamente è meglio il fumetto, avevate davvero dei dubbi?).

Ma soprattuto non ci riconosciamo negli articoli che pubblicano sui giornali, sia che parlino di noi che delle nostre passioni, non abbiamo perfettamente chiaro il perché dell’espressione “fenomeni underground” e pensiamo che XL sia una rivista per giovani tanto quanto la Settimana Enigmistica.

Parlano delle nostre passioni come se fossero tendenze destinate a sparire, di noi come se non dovessimo crescere mai e, in qualsiasi caso, sono sicuri che non saremmo mai all’altezza di chi c’è adesso. Non lo so, è possibile. Vi posso assicurare però che in caso di un’apocalisse zombie saremmo gli unici con una chance di salvarsi.