“Charles” di Alessandro Tota – recensione

 In Fumetti, FumettiNews

di Alessandra Farro

imageImmaginate di essere seduti su una panchina a domandarvi cose assurde, come, per esempio, cosa accadrebbe se Kurt Cobain non fosse morto e avesse scoperto che il futuro della musica è rappresentato dai One Direction? Quale sarebbe l’approccio di Jane Austen al ballo moderno? E se i panda non stessero estinguendosi? Ecco. Alessandro Tota, classe ’82, barese impiantato a Parigi, autore de L’odore dei libri, (miglior graphic novel Lucca Comics 2015 e miglior sceneggiatura Napoli Comicon 2016), Fratelli e Yeti, ha esattamente realizzato un fumetto che concretizza una di queste domande esistenziali.

Tieni Charles, fumati ‘sto spinello...”

Charles, edito da Coconino Press, racconta la vita di un gruppo di ragazzi baresi, gli stessi di Fratelli, che aggiungono un nuovo membro al loro gruppo: Charles Baudelaire. Il fumetto raccoglie una serie di disegni iniziati dall’artista durante un periodo di convalescenza, poi continuati fino a dar vita a questo divertente referto surreale.

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Il protagonista indiscusso del libro è lui, l’autore de Les fleurs du mal, che si ritrova catapultato a Bari, in epoca contemporanea, ormai stanco e spaesato dall’evoluzione del mondo. Le difficoltà iniziali di integrazione vengono superate presto, perché il malessere di Baudelaire sembra ancora vivo tra gli adolescenti di oggi, magari soggetto a una profondità diversa, ma vivo, sì. Nonostante questo, l’elemento più incredibile della storia non è dato dalla presenza di Baudelaire tra un gruppo di baresi fattoni, piuttosto è rappresentato dalla certezza con cui loro credono non soltanto ai racconti di Baudelaire, ma al fatto stesso che lui sia realmente Baudelaire.

“Anima mia, ricordi quella che vedemmo alla svolta d’un sentiero? Un’infame carogna, sopra un letto fatto di sassi con le zampre in aria come lasciva fiamma, trasudavi veleni, con il ventre che si apriva…”
“Ma chi è?”
“Charles Baudelaire.”
“…Tu sarai simile a questo immondo grumo, stella degli occhi miei. Ma allora, dì pure ai vermi che ti mangeranno che ho conservato, di tutti i decomposti amori in me, la forma e la divina essenza.”
“Vabbè, non mi sembra niente di straordinario, è una cosa un po’ dark alla Marilyn Manson… la so fare pure io!”

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Tra tresche amorose, oggettive difficoltà di interazioni sociali tra un poeta dell’Ottocento e degli adolescenti punk del XXI secolo, citazioni d’autore, frasi in francese che scivolano nei discorsi, luoghi riconoscibili di Bari (il Chiringuito sul porto, per esempio) in cui ritroviamo Charles Baudelaire in giacca di pelle, Gin alla mano, Charles è un fumetto spassoso, ironico, intelligente, magistralmente studiato nei colori, caldi e freddi, di cui si dipinge, suggerendo una rivisitazione delle fasi artistiche ed emotive attraversate dall’autore francese in chiave del tutto umoristica.
Non poteva che essere ambientato a Bari, non soltanto perché culla dell’autore, ma forse anche perché, come i baresi sottolineano con grande fervore, “Se Parigi avesse il mare, sarebbe come una piccola Bari”.

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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