Cesare Cremonini, storia di un musicista sulla Luna

 In Approfondimento, Musica

Questa è una storia che inizia con una chitarra rotta. Pezzi di legno piegati e corde cacofonicamente penzolanti. Essendo negli anni ’90 non ci riferiamo ad una rockstar del grunge, ma parliamo di una madre disperata che stufa del figlio nullafacente, interessato solo alla musica, alle donne e a conseguire una maledetta patente invece di studiare Platone, prende tra le mani la musica e la distrugge sulla schiena del figlio. In quel momento ella non sapeva che da quella chitarra rotta sarebbero esplose milioni di note. Non sapeva che il figlio ribelle sarebbe in due passi volato al pianoforte e che avrebbe composto una delle canzoni più famose degli ultimi 20 anni di musica italiana. La madre di Cesare Cremonini non poteva saperlo che da lì sarebbe nata 50 Special.

Dai banchi di scuola al Festivalbar (…Squérez?)

La storia, il successo e le canzoni dei Lùnapop li conosciamo e li ricordiamo tutti. Il coronamento di un sogno arrivato all’improvviso, piombato in un’aula di liceo, proprio dove quelle canzoni erano nate e dove i compagni di classe di Cesare Cremonini avevano imparato a cantarle ed amarle. Canzoni semplici, eppure estremamente sincere. Come il quattordicenne che iniziò a scriverle senza neanche un pianoforte davanti, come quando lunapop-1999durante un viaggio a Maratea, con solo un pezzo di carta e un po’ di memoria nel ricordare una melodia scrisse Vorrei.
Dai banchi di scuola ai palazzetti di tutta Italia (a soli 10 anni posso dire che io c’ero, nel loro show al Palapartenope di Napoli), anche prima di sostenere l’esame di maturità. Un salto notevole per un gruppo di ragazzi poco più che diciottenni. Poi la televisione, le interviste, tour all’estero, Festivalbar. La freschezza e la capacità di affrontare in modo semplice e diretto tematiche legate fortemente alla generazione X, la generazione della fine dello scorso secolo, portarono la band sempre più in alto, i capelli dai colori mutevoli del loro frontman, le sue movenze quasi aracnoidee sul palco, resero immediatamente riconoscibile la figura Lùnapop.

Il periodo tra il 1999 ed il 2002 fu un turbine di esperienze, di stress e di emozioni talmente forte e travolgente per la sua portata e la sua velocità che per uscirne indenni, come dice lo stesso Cremonini:bisognava avere veramente le palle, un anno del genere avrebbe ucciso anche un elefante.. I Lùnapop erano un gruppo di amici improvvisamente inserito nello show business ed esposto ai suoi aspetti positivi, ma anche alle insidie che cela. Impresari, agenti, genitori portarono alla creazione di tensioni all’interno del gruppo sempre più forti fino a giungere all’immobilità. Siamo agli inizi del 2002, Cesare Cremonini aveva pronte 30 nuove canzoni per un nuovo album dopo un periodo di lavorazione e preparazione intensa dei pezzi, e alla stampa, che criticava la decisione della band di attendere troppo per lanciare un nuovo disco, rispondeva con l’aria sognante di un ragazzo di 22 anni con alle spalle un milione e mezzo di dischi già venduti: Non ho fretta di far uscire un nuovo disco, non ha senso pubblicare canzoni non all’altezza delle aspettative solo per la paura di non riuscire a cavalcare l’onda. Vorrei cambiare la storia della musica italiana o almeno riuscire a farne parte. Capì, però, che se avesse continuato a temporeggiare la sua carriera di musicista sarebbe finita lì e che serviva una scossa per uscire dalle sabbie mobili delle tensioni accumulate.

Cesare Cremonini è uscito dal gruppo (Bagùs)

Ad agosto 2002 Cesare pubblicò Gli uomini e le donne sono uguali, apripista del
suo prima album da solista, Bagùs, che vede alla produzione Walter Mameli – storico produttore dell’artista bolognese, conosciuto nel 1996 e che ancora oggi collabora braccio a braccio con Cesare. I Lùnapop non esistevano più, al suo fianco sarebbe rimasto solo il più giovane della band ossia Nicola Balestri, da sempre conosciuto come Ballo, inseparabile amico e bassista ordinato.

Come ammette lo stesso Cremonini, il periodo promozionale di Bagùs, che durò circa due anni e mezzo, fu per lui una nuova ricerca di sé e un superamento emotivo e razionale della separazione musicale ed affettiva che aveva vissuto. Andando a vedere qualche intervista risalente a quel periodo si possono notare molti cambiamenti in Cesare, a partire dall’aspetto fisico, dal viso. Non c’è più sfacciataggine nei suoi modi, gli occhi sono quelli di chi ha vissuto tanto nonostante la giovane età e di chi ha patito, sia in amore sia in ambito familiare, specie per la separazione dei genitori (da qui nacque PadreMadre).

Cesare-Cremonini Maggese è il titolo del suo secondo album da solista, ed è un titolo evocativo, saggio e soprattutto inusuale. Il maggese è un termine utilizzato in agricoltura per indicare un campo lasciato a riposo, in modo da recuperare i sali e le sostanze nutritive di cui necessita per far crescere le piante, per tornare fertile.

Cremonini all’età di venticinque anni sa misurarsi, sa quando fermarsi, sa quando rinascere a vita nuova come un seme e soprattutto sa ammetterlo a se stesso. La registrazione di questo album è un’esperienza incredibile per Cesare, a partire dalla registrazione, avvenuta in quegli Abbey Road Studios di Londra che difficilmente possono lasciare indifferenti. Ancora più incredibile sarà il tour che seguirà la pubblicazione dell’album. Un tour teatrale, accompagnato da una band di 8 elementi e da un’orchestra di 40 elementi per uno spettacolo del tutto nuovo. Io ero lì; questa volta poco più grande, avevo 15 anni e avevo anche io una band. Quello spettacolo lo ricordo ancora perché fu più di un concerto, fu un esperimento per Cremonini: trovarsi davanti ad un pubblico differente, in un contesto diverso, più intimo, dove l’acustica, il ritmo e la tensione si giocano nell’arco di pochi metri e pochi decibel; dove devi essere un cantante ma anche uno showman, devi avere la battuta pronta, dove non sei supportato da una scenografia, ma solo dalla musica e dal tuo spirito. In un’intervista, lo stesso cantautore si dichiarò molto soddisfatto della touneé, l’essere riuscito ad instaurare un feeling diverso con il pubblico ad ogni spettacolo, sottolineando la soddisfazione nel far ridere le persone oltre che farle cantare. Qualche anno dopo sarebbe arrivata anche la soddisfazione nel vedere Maggese inserito da Rolling Stone nella top 100 dei migliori album della musica italiana.

https://www.youtube.com/watch?v=gVNxNpUAdAc

Il primo bacio sulla luna

La strada intrapresa è quella giusta e porta Cesare Cremonini a pubblicare nel 2008 Il primo bacio sulla luna, un album completo ed esplosivo, che bilancia delicati momenti intimistici con brani riflessivi ed altri decisamente ballabili. Questo disco rappresenta uno dei massimi punti lirici della sua composizione e sicuramente il più apprezzabile dal punto di vista musicale. Gli arrangiamenti ed i testi sono in grado di trascinare l’ascoltatore all’interno delle storie raccontate con doviziosa minuzia di particolari, siano essi in forma di parole o in forma di frasi di chitarra e note saltellanti di pianoforte. Le sei e ventisei e La 142025-400-629-1-100-cesare-cremonini-taorminaricetta (per curare un uomo solo) sono un brani-racconto che su tutti possono dimostrare quanto detto, nei quali si ritrovano chiare influenze di De Gregori e Dalla. Lo stesso Lucio Dalla affermava:L’unico cantautore italiano attuale che salverei è Cesare Cremonini, la sua musica mi intriga. Con Il primo bacio sulla luna si chiude un’epoca, l’epoca dell’affermazione e della consapevolezza di sé.

Solitamente si dice che la pubblicazione di un Greatest Hits rappresenta il mettere un punto, tirare le somme della propria carriera fino a quel momento, l’uscita di 1999-2010 The Greatest Hits, non fa eccezione. L’album, però, ospita due tracce inedite, Mondo (che vede la collaborazione di Jovanotti) ed Hello!, un duetto con Malika Ayane, a quel tempo sua compagna. Più che due canzoni, due semi piantati per ricominciare in modo diverso rispetto al passato, per saggiare il terreno, sentirne il sapore e convincersi della bontà delle proprie scelte. Con l’uscita nel 2012 di La teoria dei colori, comincia l’epoca del successo conclamato, frutto di brani terapeutici e più facilmente digeribili dal pubblico. Il comico spadroneggia in tutte le radio d’Italia per un’estate intera e da fratello maggiore apre le porte ai singoli successivi e ad un tour di altissima qualità. Ho assistito anche a questo spettacolo dal notevole impatto, soprattuto scenico, arricchito da coloratissime installazioni luminose.

Cesare-Cremonini-logico-recensione

Storia recente (e altre storie)

Siamo giunti così alla storia recente. Prima di raccontarvela, però, vorrei fare un piccolo passo indietro. Siamo alla fine del primo decennio degli anni 2000 e Myspace è al suo apice di popolarità e di utilizzo. Un ottimo modo per le persone curiose di ascoltare e scoprire nuova musica. Per caso Cremonini si imbatte in una band napoletana, Le Strisce, rimanendo colpito dai brani del quintetto. Da uno scambio di mail prima e qualche incontro fisico poi, tra una sigaretta e qualche drink, nasce un’importante amicizia con Davide Petrella, cantante ed autore dei pezzi dei partenopei, che affiancherà Cesare qualche anno dopo nella stesura del suo album Logico, partecipando anche alla scrittura del singolo di maggior successo, Logico#1, per molti colonna sonora dell’estate 2014. Fuori Posto ha avuto l’occasione di incontrare Davide l’anno scorso e di scambiare quattro chiacchiere, parlando anche della sua collaborazione con l’artista bolognese.
Il lavoro dei due, coadiuvati da Walter Mameli e Alessandro Magnanini, è continuato per tutto il 2014 ed il 2015 e ha condotto alla pubblicazione di Buon viaggio (Share the love) nell’aprile di quest’anno e porterà dopodomani all’uscita di un nuovo album per Cremonini, Più che Logico, Live. Un lavoro che raccoglie il concerto torinese del Logico Tour 2014, suddiviso in due dischi, ed un disco bonus, contenente 4 nuove tracce. L’artista ha inoltre annunciato sul proprio profilo Facebook che da ottobre partirà, proprio da Torino, il suo nuovo Più che Logico Tour.
Noi siamo pronti, e voi?

P.s.: Cesare Cremonini ha rappresentato per me, da quando a 12 anni mi fu regalato un pianoforte, un esempio musicale da seguire e ha ispirato il mio percorso artistico, il mio modo di intendere e di scrivere la musica. Il presente non è altro che un ringraziamento per tutta la musica e l’impegno che è riuscito a trasmettermi, in modo totalmente involontario.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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