C’era una volta il pop dei Sessanta

 In Approfondimento, Musica

di Alessandra Farro

Prima o poi il nostro viaggio nei Sessanta doveva volgere al termine. Ho tentato in tutti i modi di posticipare questo momento, ma i Settanta scalpitano perché possano respirare. Oggi quindi – con mio sommo rammarico – prendiamo la nostra valigia blu cobalto, ricca di note musicali oltreoceano e francobolli dai colori tenui, per ricondurla in patria, in Italia, e esplorare le prodezze delle donne sessantottine nostrane.
Brindiamo un’ultima volta assieme alle inglesi e alle americane, ricordando i Girl Group e il pop che hanno dominato quegli anni e che hanno visto in prima fila la nascita di grandi icone del genere, come Cher. Ecco, forse sarebbe meglio cominciare proprio da lei prima di abbracciare il nostro sole made in Italy.

barbie_cher

Alcune delle Barbie di Cher

Il mio primo ricordo legato a Cher risale ai quattordici anni, guardavo una puntata di Will&Grace, Jack regalava a Will una bambola di Cher per il compleanno. Non avevo idea di chi fosse. La cercai su Google e una valanga di immagini invasero il mio schermo, erano tutte diverse: la donna era la stessa, non v’era dubbio, zigomi innaturalmente alti e bombati, sorriso affabile e composto, occhi nocciola da cerbiatta, ma i capelli erano incredibili, lunghissimi e lucentissimi, passavano da un liscio color petrolio a una nuvola informe bruna, da un rosso acceso a un candido biondo. Da lì ho scoperto che a diciassette anni ha cominciato la sua carriera cantando in duo con Sonny Bono e che poi nei Settanta è diventata presentatrice, poi attrice, poi produttrice. Ha vinto pure un Oscar, mica ciliegine! C’ha una voce bella profonda, una vera vamp coi lustrini. Ho capito che un po’ mi piace quando ho visto la sua interpretazione in Burlesque, al fianco di Christina Aguilera, ma questa è un’altra storia.

Cher & Sonny Bono – I Got You Babe

Altro film, stessa attrice. No, non Cher, ma Chtistina Aguilera, siamo nel Moulin Rouge e ci sono parecchie
donne in lingerie. La canzone di sottofondo è questa:

Patti-labelle

«Voulez-vous coucher avec moi, ce soir?
Voulez-vous coucher avec moi?»

Le sue origini son ben più lontane del famoso film del 2001. a prima a interpretarla è Patti Labelle, anche se oramai tutti la ricollegano alla versione del film con Pink, Christina Aguilera, Lil’ Kim e Mya. Io sono con te, Patti, lo so che una delle richieste più sconce della musica parte da te e non da Christina! Ironia a parte, è una grande cantante. Il suo esordio l’ha vista protagonista in più di un trio femminile, Labelle è quello che ha avuto maggior successo.
La sua voce è possente, diretta, vivace, intrisa di superbia. C’è chi l’ha definita l’Aretha Franklin dei Settanta, ma io direi di mantenere un profilo basso e non azzardare eresie. Lungi da me dire che la sua estensione vocale non sia invidiabile, eh! Però, insomma, da qui a paragonarla alla “Regina del Soul”, mi pare eccessivo (pardonne moi!). Però i suoi capelli luccicosi mi piacciono e ancor più il suo stile da diva.

Patti Labelle – Lady Marmalade 

tina_turnerUn’altra inaspettata rivelazione dei Sessanta è Tina Turner (mica lo sapevo io che ha cominciato a dimenarsi in quegli anni!). A quanto pare questa bella donna dal sorriso prorompente era ritenuta la “Regina del Rock’n’roll” proprio in quel periodo. Insomma a dieci anni cantava già nel coro della chiesa, nel 1960 incideva il primo album con quello che diverrà suo (pseudo)marito, Ike Turner, di cui prenderà il cognome ormai celebre (pseudo, perché si sono sposati a Tijuana e lui non aveva ottenuto il divorzio dalla prima moglie, per cui il matrimonio in realtà non era manco valido). Sembra che la trasformazione sia avvenuta alla fine dei Settanta (maledetta esplosione pop commerciale). Viene pure al Festival di Sanremo per quattro volte consecutive con onore e plauso. Secondo me Tina rock era più figa, c’ha ‘na voce da paura!

Tina Turner – A Fool in Love

Nancy_Sinatra

Adesso, propongo un balzo temporale incredibile, ci siamo spinti fino agli Ottanta e pure oltre parlando di Tina Turner, è il momento di tornare indietro, riavvolgere il disco ai Sessanta. No, non torniamo ancora in Italia. C’è una biondina dai capelli cotonati che sbatte le sue lunga ciglia dipinte di nero e saluta con la sua voce decisa e profondamente femminile allo stesso tempo. È Nancy Sinatra, primogenita di (quel) Frank Sinatra. Il mondo in sua compagnia si dipinge di rosa.

«Well, this boots are make for walking and that’s just what they’ll do
One of these days these boots are gonna walk all over you»

Tratto da These Boots Are Made For Walkin’, vanto di svariate pubblicità, io personalmente la ricordo come colonna sonora della Wind, ma libere associazioni a tutti.
Insomma, s’è capito il soggetto di cui stiamo parlando, no? A me stava simpatica comunque, non era scema. Il fatto che indossasse degli stivaletti nel video, con dei pantaloncini attillati, era veramente trasgressivo per l’epoca, era una specie di sovversiva candita lei. Tanta stima, Nancy, poi ci prendiamo un caffè e mi spieghi un po’ come t’è venuta ‘sti idea degli stivali da cowgirl che è forte proprio.

Nancy Sinatra – Sugar Town

Diana-rossVa bene, giuro che adesso torniamo in patria. Stringiamo velocemente la mano a Diana Ross e ce ne andiamo. Bisogna ricordarla, ché lei ha fatto parte a soli quindici anni del più popolare Girl Group del tempo: The Supremes. Fu un fenomeno  breve per quanto intenso quello dei Girl Group e vide protagonista, oltre alla nostra splendida Diana, anche The Angel, The Tempations, The Velvettes. Insomma, di gruppi femminili ce n’erano davvero a bizzeffe. Quel che differenzia Diana Ross dalle altre, però, è il fattore canto. La sua voce, credetemi, fa venir su dei brividi mica male. Per questo al tramonto di questo fenomeno musicale, la sua carriera non è finita, anzi s’è elevata.
Ma adesso basta parlare, non servono parole. Serve solo la sua musica, perché venga compresa:

Diana Ross – I’m Coming Out

Ci renderemo tutti tranquillamente conto che ‘sto articolo non può diventare un pippone insostenibile. Quindi, voi la vostra valigia blu tenetevela stretta, che vi servirà tra due mercoledì, però ora potete pure rilassarvi e andarvi a bere un caffè in santa pace, perché delle donne italiane oggi non parleremo. S’è fatto tardi e un caffè lo voglio anche io e le donne italiane voglio godermele per bene.

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Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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