Carnival Row, il fantasy che non ci ha creduto abbastanza

 In Serie Tv

Indipendentemente dall’epoca, le reti e gli studi televisivi adorano diffondere un tipo di intrattenimento originale. Carnival Row, ultimo acquisto di Amazon Prime Video, apparentemente rientra in questa categoria. Uno strano ibrido, aspirante fantasy, fatto di omicidi, misteri, storie d’amore più brutte che mai, allegorie politiche dell’epoca vittoriana, che si sforza di trovare un proprio spazio originale all’interno del popolarissimo mondo delle serie tv.

Carnival Row è uno show che presenta un mondo altamente dettagliato, immerso in una mitologia che attraversa varie terre e si estende su intere città, che ha delle ambizioni senza dubbio ammirevoli, ma in quasi ogni aspetto della sua vorticosa narrativa, lo show appare inferiore alla somma delle sue parti “ultraterrene”.

La fine della terribile guerra nelle terre Fae dà inizio a soprusi e ingiustizie nei confronti delle creature non-umane. Le rappresaglie su questo popolo, perpetrate per un violento sfruttamento delle risorse, ha dato il via a ondate di immigrazione clandestina verso le città umane.
A Burque, nel quartiere di Carnival Row, Rycroft Philostrate (Orlando Bloom) indaga su una serie di brutali omicidi, incrociando la propria strada con la fata Vignette Stonemoss (Cara Delevingne), un tempo sua amante. Tra i due ha inizio un rapporto contrastato, che tuttavia li avvicina nella ricerca della verità, non solo relativa alle aggressioni, ma anche a spinose questioni personali. Ai due protagonisti principali sono affiancati una serie di personaggi secondari, le cui sottotrame sembrano quasi più interessanti della noiosissima storia d’amore tra i due attori principali.

Se Carnival Row fosse in grado minimamente di destreggiarsi tra tutti questi fili narrativi, intrecciandoli gradualmente, ci sarebbero sicuramente più motivi per coinvolgere lo spettatore. Invece no. Questo compito viene assegnato al personaggio di Rycroft, che deve collegare tutti questi argomenti disparati e lanciati nella storia un pò a casaccio, e conosciamo tutti lo spessore recitativo bassissimo che contraddistingue Orlando Bloom. Del resto Cara Delevigne cerca di fare del suo meglio, mentre il suo personaggio è alle prese con faccende domestiche e movimenti di resistenza, ma anche lei fallisce.

Infatti, i personaggi di Carnival Row più che essere individui autonomi con delle proprie storie da raccontare sembrano pezzi di un puzzle, che non riescono a trovare il giusto incastro.

E’ chiaro che Carnival Row, co-creato da René Echevarria e Travis Beacham, punta a una storia che esamina il potere in tutte le sue forme. Inzialmente c’è l’idea che il ricordo di un amore passato possa esercitare un controllo così potente da trascendere il tempo e lo spazio per poi passare all’idea che, in questa società, gli esseri umani sono ampiamente visti come esseri superiori rispetto alle loro controparti “magiche”, tuffandosi in una forma di pregiudizio profondamente sostenuto che attraversa i secoli, non solo i generi.
Tutte idee molto belle e originali. Peccato solo non averle messe in pratica…

 

shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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