Brecht Evens e la violenza selvaggia del colore – INTERVISTA VIDEO

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La storia delle interviste al Comicon è costellata da una serie infinita di snervanti attese. Va detto, però, che tutte sono state premiate con incontri stellari che mi hanno strappato numerosi: “Ok, però ne è valsa la pena”.

Se per Milo Manara ho perso tre ore di vita dentro uno stand, riuscire a braccare Brecht Evens ha richiesto tre giorni di inseguimenti. Ma volete mettere il piacere di fare due chiacchiere con uno dei più promettenti astri nascenti del mondo del fumetto?

Brecht (lo chiamo per nome, è talmente giovane da non farmi venire i sensi di colpa) ti dà il permesso di mettere piede in un universo parallelo, dove le emozioni indossano colori. I suoi personaggi sono essenziali, archetipici, semplici come la trama, perché quel che conta davvero è la tecnica. Niente tratto, una palpabile e intensa stratificazione dei colori, la mancanza delle solite e familiari tavole, un labirinto cromatico che è un caleidoscopio su carta… In poche parole, guardare le sue illustrazioni è un viaggio che porta allo stravolgimento dei sensi.

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Dimenticate ciò che credete di conoscere sui graphic novel: c’è più pittura che fumetto, nelle opere di Brecht.

La faccia dell’artista maledetto ce l’ha. È stralunato, ha gli occhi iniettati di sonno, occhiaie che tradiscono ore piccole la notte, i suoi capelli sfidano la forza di gravità, e devo ammettere che possiede un discreto fascino oscuro, nonostante il suo sorriso solare.

La sua storia inizia ad Hasselt, capoluogo della provincia fiamminga del Limburgo belga, dove nasce nel 1986.images

Appena diciannovenne, esordisce con il fumetto A Delivery from Outer Space (titolo originale: Een Boodschap uit de Ruimte).

Studia all’istituto di Belle Arti Saint-Luc di Gent ed è proprio tra quei banchi che nasce l’idea di Les Noceurs (I festaioli, tda): un progetto di diploma che viene esteso e pubblicato dall’editore belga Oogachtend nel 2009, subito tradotto in Francia, negli Stati Uniti e in Germania, portandolo a vincere premi internazionali tra cui il Willy Vandersteen all’Haarlem Comics Festival nel 2010 e il Prix de l’audace al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême nel 2011.

All’epoca di Les Noceurs Brecht ha solo ventitré anni.

Sempre nel 2011 esce Les Amateurs, pubblicato da Bao Publishing con il titolo Gli amatori. Nel 2014 è la volta di Panter, che finisce tra la Sélection officielle dei titoli al Festival di Angoulême, ancora inedito in Italia ma di prossima pubblicazione.

Panter

Quel che stupisce di questo giovane dal talento dirompente è la sintesi pittorica a cui è giunto alla sua età, coniugando una serie di importanti influenze nordeuropee per creare qualcosa che sa insieme di classico e di inedito. A me viene naturale accostarlo al fauvismo francese, movimento così battezzato dal critico d’arte Louis Vauxcelles, che nella collettiva a Parigi del 1905 definì la sala come una cage aux faveus: una gabbia di belve, per la violenza selvaggia dei colori.

Io vi invito a lasciarvi dilaniare dal talento di Brecht. Le sue illustrazioni sono pozzi in cui immergersi, dai quali si esce con la pelle e l’anima di un colore diverso. Profondi, intensi, imperdibili. Vi assicuro che tornerete cambiati.

Intanto, vi regalo le sue parole.

LE DOMANDE

 

Le Noceurs, che tipo di storia è questa? Tu che sei l’autore come la descriveresti?

Nella storia ci sono 3 personaggi. C’è uno che rappresenta la tua personalità meglio degli altri, come una specie di alter ego, o sono del tutto inventati?

Siamo tutti molto interessati alle tue tecniche di disegno e colore, sono davvero particolari. Da dove viene questa idea?

Quali erano i tuoi modelli quando ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

Ora con questo successo tu hai un pubblico maggiore. Ha avuto qualche effetto sul tuo modo di lavorare?

 

LE INTERVISTE

Lavinia Petti

Lavinia Petti

Lavinia Petti è nata a Napoli nel 1988. Laureata in Studi Islamici, ha seri problemi con gli studi islamici, la realtà tangibile, i dolci e le patatine fritte. Ha vinto una sfilza di concorsi nazionali fantasy e pubblicato due libri, un saggio sulle fate (dall’imbarazzante titolo “Fate. Da Morgana alle Winx”), edito da Gremese, e un racconto di fantascienza edito da Tabula Fati (“La terza era”). Ama viaggiare e le storie, e del resto non gliene frega poi niente.
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