Belle scoperte a Bookcity Milano: “La Fuga”

 In Letteratura

Un cane corre per strada, inseguito da un ragazzo. Una lunga corda li unisce, si impiglia nelle gambe dei passanti che brontolano, si infuriano, il ragazzo non fa che mormorare “scusi, scusi” e tra le scuse urla al cane: “Fermati! Stop!”. Ma quello prosegue la sua corsa.

Liberamente ispirati da uno dei romanzi di maggiore successo di David Grossman, un gruppo di ragazzi e il loro insegnante di italiano della scuola media Pio X Artigianelli di Firenze hanno fondato nel 2012 un blog, e quest’anno sono diventati i curatori di una raccolta di racconti, presentata lo scorso 17 Novembre in occasione di Bookcity Milano, la manifestazione di quattro giorni dedicata ai libri.

A conclusione dei tre anni di scuola, quei ragazzi piuttosto che salutarsi e augurarsi un reciproco in bocca al lupo per l’inizio dell’avventura liceale, hanno deciso di continuare a correre insieme, si sono ricavati un loro spazio all’interno dell’universo digitale dove poter continuare a confrontarsi su consigli e riflessioni di lettura non solo con i propri ex compagni, ma rivolgendosi ad un pubblico più ampio, fatto di tutti i loro coetanei che condividessero le stesse curiosità.

Il nome del blog, scrive il professore Matteo Biagi, per noi è anche una metafora dell’importanza della lettura nel processo di crescita, e del suo magico potere di accelerarne il cammino […] La mia proposta didattica sulla promozione della lettura è quella di dedicare, in classe, almeno un’ora settimanale ai libri, modellata sulle esperienze dei circoli di lettura, rigorosamente svincolata da compiti e valutazioni, e incentrata su tre parole-chiave: personalizzazione, condivisione e coinvolgimento attivo degli studenti.

Gli insegnamenti del professore hanno lasciato il segno, perché otto anni dopo la sua nascita qualcunoconcuicorrere.org è molto di più di un semplice contenitore web di recensioni, è uno spazio tenuto sempre vivo da una una ventina di ragazzi fra i 12 e i 19 anni, che hanno raccontato il loro progetto oltre i confini digitali, parlato di letteratura per ragazzi partecipando a numerosi festival letterari e culturali in giro per l’Italia, e attraverso il loro impavido entusiasmo hanno coinvolto e infine convinto sette autori italiani a scrivere per loro e seguendo le loro regole, a partire dalla forma letteraria, il racconto breve, e dal tema, la fuga.

Fabio GedaVioletta Bellocchio, Stefania Bertola, Paolo di Paolo, Lorenza Ghinelli, Marco Magnone e Giusi Marchetta, tutti scrittori assai cari al pubblico giovanile di oggi, hanno accettato di far parte del progetto lavorando con i giovani curatori per metter giù delle storie che parlassero degli adolescenti, del loro desiderio di evasione e scoperta del mondo alla ricerca della propria identità, indagassero fra le corde più nascoste della generazione 2.0  – così è nata “La fuga”.

Abbiamo iniziato a immaginare un’antologia di racconti che potessimo sentire nostra, proprio come le playlist che condividiamo su Spotify, o che ci ascoltiamo da soli per darci la carica quando siamo un po’ giù.

Nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco, i ragazzi di qualcunoconcuicorrere.org si rivolgono verso un pubblico attento e silenzioso con occhi timidi, mentre la loro voce si fa sicura, appassionata e incalzante quando iniziano a spiegare come tutto è iniziato e che sorprendente e inspiegabile direzione abbia preso il blog, come se si trattasse di una maratona di squadra dove finalmente hanno raggiunto il traguardo.

Insieme a loro si è unito alla corsa anche Il Castoro, l’editore che ha permesso che questo sogno ha preso effettivamente forma cartacea. La collaborazione è del tutto inedita ma ma naturale, specialmente se si considera che la casa editrice, dapprima specializzata in cinema e arte, si è poi effettivamente affermata come editore di libri per bambini e ragazzi (e proprio nel 2018 festeggia i suoi primi 25 anni di vita).

Che aspettate? Fuggite a comprare una copia in libreria.

Giulia Mele

Giulia Mele

In un momento imprecisato di un giorno qualunque mi è capitato di innamorarmi follemente delle parole. Da Tucidide a Capote, faccio delle storie immaginarie e di quelle suoi giornali il mio pane quotidiano, alternando la lettura alla scrittura. Passerei la vita con lo zaino da viaggio in spalla, ma al momento vivo a Londra (e sì, ho la moka nella mia credenza).
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