Berlino: la città camaleontica

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Con un passato difficile da digerire, ma perfettamente al passo con i tempi, Berlino una città camaleontica che colpisce e stordisce, divenuta negli ultimi anni una delle capitali più gettonate del mondo, nonostante sia assente dalle classifiche stilate dalla nota guida turistica Lonely Planet. Dalla musica techno ai secoli di storia da poter osservare tra un museo e l’altro. Lunghi e grossi stradoni vi inganneranno, vi domanderete dove diavolo sono finiti i 3 milioni e mezzo di tedeschi che abitano la capitale. Spaziosa e imponente forse i due aggettivi che più la descrivono. Con pochi giorni a disposizione e troppe attrazioni da vedere, è possibile visitare Berlino facendo un’accurata selezione prima di mettere piede sull’aereo, per evitare di trovarsi spaesati nella maestosa capitale. Relativamente economica, paragonandola alle altre capitali europee, fredda ma solo dal punto di vista climatico, infatti ben che si dica, i tedeschi sono un popolo accogliente, sempre in prima linea per fare festa e divertirsi. D’altronde il risultato del multiculturalismo è proprio questo. L’architettura si alterna tra edifici  imponenti, costruiti durante il periodo nazista e palazzoni a stampo classicista/socialista. Insomma si sgomita tra passato&presente. Culla di locali all’avanguardia per il design, e centro di sperimentazione di nuovi generi musicali. Una gestione giovanile e a tratti hipster, di una città dove tutto funziona, o almeno così pare, e dove tutto è funzionale per favorire la serenità dei cittadini. Se poi una birra costa meno di una bottiglia d’acqua… mi sa che siamo a cavallo.

ECCO I 6 POSTI DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE NELLA CAPITALE TEDESCA

  1. Check point Charlie. Quello che una volta era un simbolo importante delle guerra fredda, dove transitavano alleati e diplomatici, oggi sembra il set di un film holliwoodiano. Bandiere statunitensi e sovietiche che sventolano. Basta davvero poco per sentirsi nel 1962. Un punto dove si passava dal capitalismo al comunismo, una divisione netta tra est&ovest; insomma check point Charlie è l’emblema del concetto di “confine”. Qui si respira storia! 
  2. Porta di Brandeburgo. è il punto di riferimento, forse rappresenta il monumento più gettonato. Anche qui la storia gioca il suo ruolo decisivo. Da Napoleone ad Hitler passando per i più grandi scioperi e bombardamenti, insomma questo monumento ne ha cose da raccontare. Un tempo simbolo della divisione oggi rappresentazione dell’unità tedesca. L’orario migliore per scattare foto e godersi il passeggio è senza ombra di dubbio al tramonto, dove le luci della città si mescolano con l’arancione del sole che cala. I raggi filtrano attraverso la maestosa porta e il “silenzio” della piazza vi farà godere momenti di puro relax.
  3. East Side Gallery. Molti la definiscono la più grande galleria d’arte all’aperto, 1 km o poco più di muro, tantissimi dipinti che con ironia “raccontano” le vicende che hanno segnato la storia di una città. Testimonia attraverso l’arte il bisogno di libertà e umanità che molti hanno desiderato durante anni difficili, anni di guerra. Dal Der Mauerspringer di Gebriel Heimler passando per The mortal kiss di Dimitrji Vrubel. Il celebre bacio tra il segretario generale dell’URSS e il presidente della DDR. Questi dipindi non possono assolutamente non essere visti. Le vostre macchine fotografiche ahimè ne beneficeranno più di voi.
  4. L’isola dei musei. Un complesso di cinque musei dal valore artistico inestimabile. Difficilmente ho visto tanta arte concentrata in un solo luogo. Il Museumsinsel merita di certo più di un giorno. Inutile dirvi che è patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1999. Altes Museum, Neues Museum, Alte Nationalgalerie, Bode-Museum e Pergamonmuseum, questi i nomi dei cinque musei. Dalle collezioni private della famiglia reale prussiana ai tesori di epoca bizantina, egizia. Il mio preferito il Pergamonmuseum, ad un tratto ero confuso e stordito, sembrava di essere in Egitto. L’altare di Pergamo: un capolavoro difficile da descrivere. Munitevi di pazienza per le file interminabili, isolatevi mentalmente dai milioni di turisti, e godetevi lo spettacolo.
  5. Un consiglio: non perdetevi lo YAAM. Il cui acronimo significa “young african arts market”. Uno storico club di Berlino situato accanto alla stazione di Ostbahnhof, sulle rive della Sprea. Sabbia, altalene, cuscini giganti, sedie a sdraio. Berlino con questo club ha avuto la capacità di trasportarmi da una capitale europea ad un luogo “caraibico”. Facce rilassate, rastafariani sorridenti e piacevoli fragranze di marijuana che si diffondono nell’aria. Il tutto sorseggiando un cocktail. Impossibile non fare nuove amicizie, altrettanto improbabile non rilassarsi in un luogo esotico rispetto allo stile architettonico “aggressivo” tedesco. La magia è trovarsi nel bel mezzo della città ma sentirsi in Jamaica. Murales di Bob Marley, cibo tipico della cultura africana in uno scenario occidentale, il progetto del club è proprio l’accoglienza e l’integrazione. Insomma un vero e proprio inno al multiculturalismo.

  6. Il mercato di Maybachufer. L’eccezionale mercatino turco di Berlino. Spezie e prodotti alimentari venduti a prezzi irrisori. La forza di questa capitale è proprio la capacità di accogliere culture diverse e provenienti da ogni parte del mondo. In questo mercatino tutto ciò diventa palese. Alla faccia di chi rivendica la chiusura entro i propri confini nazionali, Berlino non ha confini; abbraccia tutti. Dunque ai razzisti, a chi vuole costruire muri e preservare in modo stupido l’identità nazionale, consigliamo vivamente di mangiare un delizioso borek: uno snack simile allo strudel, salato e ripieno di carne o spinaci.

Guten Appetit!

 

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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