BECK – Morning Phase

 In Musica

La musica contemporanea, in malo modo, ci ha abituati spesso a non dissociare mai da un autore il genere con cui ha iniziato. Ascoltiamo sempre lo stesso sound, ma con melodie e testi diversi. Questo mese è uscito l’ultimo album di Beck, Morning Phase, lanciato dal singolo Blue moon. L’album è stata l’ennesima sorpresa di un artista che lavora ininterrottamente dal 1993, variando di continuo il suo stile e impegnandosi sempre nella sperimentazione di nuove idee. Questo suo nuovo lavoro è considerato il seguito di Sea Change (uscito 12 anni fa). Ma se Sea Change fu particolare per il cambio netto che l’artista diede al suo stile e per la profondità dei suoi contenuti, Morning Phase rappresenta il completo e nettamente superiore perfezionamento in quella direzione. Oggi come oggi Beck è una grande fonte di ispirazione, riuscendo a produrre sempre qualcosa di originale con la stessa energia e intensità che lo contraddistinguono ormai da 10 anni.

Chi è Beck?

Beck young

un giovanissimo Beck

Beck nasce a Los Angeles nel 1970 e cresce in un ambiente direttamente coinvolto nell’arte. La madre, di origine norvegese, era una delle muse di Andy Warhol, il padre, canadese, era un compositore bluegrass e il nonno materno un esponente del movimento Fluxus, queste varie influenze si rifletteranno molto nella sua musica. Abbandonò il liceo a 16 anni, avvicinandosi al folk e al blues, che suonava in giro per guadagnare qualcosa (il suo album One foot in the grave, 1994, è la prova di quanto fosse legato a questi generi). A 19 anni partì per New York con la sua chitarra e otto dollari. Venne attratto dal movimento anti-folk dell’East Village e ispirato dalla libertà e dall’intenzione di cambiare ogni regola, iniziò a scrivere testi surreali e divertenti come MTV make me wanna smoke crack. Ma nel 1991 la mancanza di soldi e il freddo inverno newyorchese lo costrinsero a tornare a Los Angeles.
Tornato a casa Beck lavora in un video shop, suona in giro cantando mascherato e intrattenendo un pubblico disattento con battute e scherzi. Inizia a registrare alcuni pezzi su cassetta e li fa girare tra i suoi amici, pezzi che, in seguito, avrebbero fatto parte dell’album Stereopathetic Soulmanure (1994). Gli anni ’90 sono l’era d’oro dell’hip hop, che inizia a mischiarsi con il funk e con il rap. Nasce l’esigenza di ricercare un nuovo sound ed è proprio in questa dimensione che Beck avrà successo. Diventerà infatti uno dei massimi esponenti dell’alternative rock, non identificandosi in quello stile slack, cioè apatico e fiacco, tipico di quegli anni, ma fondando vari generi attraverso uno stile sample-based (basato sul campionamento dei suoni).
Il suo singolo Loser, iniziato come l’ennesimo “esperimento”, diventa uno dei brani di maggior successo di quel periodo e consacra l’inizio della sua carriera.

Beck - Sea Change

Beck – Sea Change

Mentre Loser arriva alla numero 10 della classifica Billboard Hot 100 negli USA, Beck pubblica il suo primo album ufficiale, Mellow Gold (1994), pietra miliare del Indie Rock anni ’90. Cui seguiranno Odelay, che vince il Grammy Award come «Best Alternative Music Album» (primo di tanti) e Mutations, nato dalla collaborazione con Nigel Goldrich (produttore di OK Computer), in cui dimostra, rispetto ai lavori precedenti, di saper ricercare  strutture musicali alternative, legandosi a generi come il folk-rock, il blues o il country.
Nel 2002 esce Sea Change, grazie al quale Beck stupisce di nuovo il suo pubblico con uno stile acustico sadcore e con una performance, questa volta non più ironica, ma talmente ricca di emozioni, di solitudine e desolazione, che la rivista Rolling Stone lo definisce: «L’album migliore mai fatto da Beck». Nel 2005 pubblica Guero, The Information nel 2006 e Modern Guilt nel 2008, album nel quale raggiuge forse la sua massima maturità.

Tutto questo, ovviamente, prima di Morning Phase.

Morning Phase

Nell’ottobre 2013 firma con la Capitol Records e annuncia, per febbraio, l’arrivo di un album chiamato Morning Phase, che, ufficialmente, esce il 24 febbraio 2014. È noto il suo “accantonare” progetti che poi riporta alla luce dopo molto tempo ed è così anche per quest’ultimo lavoro, in cui ha riorganizzato una serie di pezzi già scritti, seguendo un’idea da tempo rinviata. Beck considera quest’album figlio della California music, ovvero quel sound lucente e rilassante che ha contraddistinto Gram Parsons, i Byrds, Neil Young, e altri.

Sono passati sei anni da Modern Guilt e dal sapiente lavoro a cui questo ragazzo di Los Angeles ci ha abituati, creando atmosfere miste, con uscite acustiche e intuizioni blues e funk sempre brillanti. Questa volta, però, veniamo sedotti da ritmi di tamburo lenti e trascinati, da una chitarra acustica, spesso accompagnata da un pianoforte, limpida seppur melanconica, da una voce sconsolata ma piena di energia, da un’orchestrazione che, discretamente, ispira un intenso misticismo e da testi molto introspettivi. Un sound morbido quindi, totalmente scisso da quella “schizofrenica” frenesia che ha sempre contraddistinto l’autore. Ed è proprio questa la forza di Morning Phase, questa sua doppia faccia, dove all’insicurezza, alla sensibilità e fragilità dell’individuo, affianca l’eterna forza dello spirito, il fascino del misticismo, la luce. Il messaggio dei testi, infatti, esprime la voglia di rinascere, di uscire dall’ombra, di riscoprirsi spiritualmente, di ricercare la bellezza, liberandosi dalla limitata condizione umana. Indicativo, oltre il molteplice uso delle parole light e shadow, è il primo verso del brano Blue Moon: «I’m so tired of being alone», che echeggia come un inno nelle orecchie di chi lo ascolta.

beckMorning Phase è l’ultimo prodotto della lunga ed interessante carriera di un artista a sé, incredibilmente prolifico, propostosi al pubblico come un tipo simpatico e alternativo, con uno strano modo di scrivere testi ed un altrettanto strano modo di comporli, ma diventato, in seguito, un musicista elastico, pieno di influenze e capace di fondere la storia della musica americana, e quindi il blues, il folk e il rock, con l’hip hop, il funk, il rap e con l’innovazione degli anni 90, del campionamento, della musica elettronica, ecc., il tutto mantenendo quell’atteggiamento contemporaneo lo-fi e dando sempre un preciso ordine, a volte meno stabile di altre, alle sue eclettiche idee.
L’album è l’ennesima dimostrazione delle doti di Beck come artista puro, che riesce ancora ad uscire dai suoi schemi e ad esprimersi in modo diretto e pulito, catapultandoci, attraverso un’influenza prevalentemente folk-rock, in quella sua solita dimensione low, ma intridendola, attraverso una poetica profonda e condivisibile da tutti, di sogni e leggerezza.

Guglielmo Corduas

Guglielmo Corduas

Nato a Napoli nel 1987.
Guglielmo Corduas

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