Bastille – Wild World – Recensione

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la copertina del disco

Guerre, disastri naturali e altre tragedie sono ormai all’ordine del giorno, veniamo ormai bombardati da notizie negative in continuazione su tutti i media e qualcuno, da novello Charlie Brown, inizia a sentire un po’ di claustrofobia nel mondo, ne sa qualcosa Dan Smith, frontman dei Bastille che hanno appena pubblicato un disco dal titolo più che esplicativo: Wild World (filo conduttore di tutto il disco).

Ebbene sì, puoi anche essere il frontman di una delle band più promettenti dell’ultimo decennio e aver venduto 4 milioni di copie solo con il disco di debutto, ma davanti a queste cose, a quanto pare, siamo tutti uguali.

Wild World è un ritorno in grande stile, rimanendo fedeli ai propri marchi di fabbrica: i testi riflessivi, le tante (tantissime) citazioni,ancora più evidenti che perfettamente si sposano con il loro pop dalle contaminazioni elettroniche, però anche con alcune novità, basti pensare al largo uso delle chitarre elettriche, totalmente assenti nel precedente Bad Blood.

Tra le 19 tracce dell’edizione deluxe, spiccano su tutte: quel gioiellino che è Glory, Good Grief, scelto come singolo di lancio del disco, e la traccia da cui viene poi preso il titolo, Warmth. Probabilmente a primo impatto, alcuni brani possono richiamare al sound del disco precedente, ma si tratta veramente di un paio di canzoni, la cosa che stupisce di questo lavoro è proprio l’eterogeneità delle varie tracce, sia a livello prettamente musicale che a livello di liriche, che saranno sempre il punto di forza della band.

Ogni testo è una storia a sé, ed è proprio questa la bellezza del disco, questa ricchezza che gestita in altro modo poteva generare solo un grande caos ma la band londinese sa il fatto suo. Per tutta la durata dell’album veniamo bombardati da sensazioni ed emozioni più disparte, si passa dalla perdita di una persona cara all’apatia, dalla dualità della natura umana alle ansie della vita quotidiana fino ad arrivare al potere che i media esercitano sulla nostra vita, sbattendoci in faccia la follia di questo mondo contemporaneo. Wild World,appunto.

Beh, non saranno argomenti molto allegri ma, come per il predecessore, siamo di fronte a un bellissimo lavoro pop curato nei minimi particolari, dalle melodie super catchy, ai testi iper ricercati, un lavoro che ci fa credere che nella musica di oggi possa esistere ancora il binomio pop-qualità.

Ascoltare per credere!

 

 

Marinella

Marinella

Un nome singolare ma cognome plurale. Estremamente ostinata e sospettosa, amante degli anni '90 e dei minipony, medaglia d'oro nella maratona di serie tv. David Bowie unico Dio.
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