Annientamento di senso

 In Approfondimento, Cinema e Teatro

Annientamento, è il film targato Netflix  di Alex Garland ed è davvero un gran casino.
Se la presenza di Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh non fosse abbastanza a garantire una certa qualità, basti pensare alle altre opere che il regista ha partorito: sceneggiature di film cult come 28giorni dopo o The Beach (del quale è autore anche del romanzo), o l’aver scritto e diretto Ex Machina, candidato agli Oscar nel 2016 come Miglior Sceneggiatura Originale.
Insomma le garanzie di non trovarsi davanti un B-movie c’erano tutte: e invece no.
AnnientamentoFin dall’inizio si ha la decisa sensazione di aver già visto tutto, fin nei minimi particolari: ambientazione che richiama Avatar, salti temporali che strizzano l’occhio al capolavoro che fu Interstellar, e via discorrendo.
Spenti e lobotomizzati si continua la visione sperando che qualcosa cambi, ma non succederà.

Eppure la premessa è interessante, uno spunto non rivoluzionario ma abbastanza misterioso e fantascientifico da stuzzicare l’esoterismo new age che guarda al cielo aspettandosi oscure e strabilianti meraviglie; ma rimane solo uno spunto suggerito, un sussurro perso e consumato nella vacuità di tutti gli altri aspetti. Quello che impressiona è anzi la mediocrità di ogni aspetto: com’è possibile non azzeccarne una? Nemmeno l’anticonformista decisione di scegliere come protagoniste sole donne è ben riuscita: la motivazione è del tutto inspiegabile, e non ha alcuna base logica rispetto a quello che le suddette protagoniste stiano facendo, e non perché siano donne, ovviamente, piuttosto per il ruolo che rivestono, ma non voglio fare spoiler. Dovrei infatti chiedermi come mai in una misteriosa ampolla di dichiarata (da chi? Perché?) origine aliena, (dopo che spedizioni militari precedenti, più numerose e meglio organizzate, siano sparite nel nulla senza lasciar traccia) vengano inviate una biologa, una fisica, una psicologa e un paramedico con dei fucili in mano ed una pacca sulla spalla.
Annientamento
Ma non credo che nessuno fornirebbe una spiegazione razionale.
Eppure è così che le nostre sgangherate protagoniste iniziano il loro viaggio, smorzando l’interesse del prologo dopo neanche mezz’ora di film.
Forse Annientamento era una promessa più che un titolo.

I dialoghi sono del tutto privi di qualsivoglia ragione o creatività: davvero, non c’è nemmeno una frase degna di nota o che abbia senso fra le nostre eroine, idem per quello che pensano di fare una volta entrate nella misteriosa – non si sa cosa -.
La recitazione delle due “punte di diamante” è veramente ai minimi storici: la Leigh sfida la parodia con l’immobilismo emotivo-logico della psicologa, Natalie Portman sembra provenire da un altro universo già accettando di partecipare a questo nulla, in più non riuscendo ad aggiungere alcun valore alla visione.
Ci si limita a riannodare il filo della domanda principale, ovvero quale sia l’origine di quella “bolla” e che cosa sia, ripercorrendo i passi delle precedenti spedizioni e senza alcuna speculazione ulteriore.
La tensione è forse l’unico sentimento che la narrazione riesca a stimolare, ma solo per effetto di suggestioni visive ed uditive su cui il film punta tutto. In definitiva rimane anche questo un fallimento visto che su Netflix, piattaforma che ha avuto “l’onore” di avere questo capolavoro in anteprima rispetto all’uscita nelle sale, il film è classificato come horror e fantascientifico, avendo nulla dell’uno ed un pessimo esempio dell’altro.

La narrazione è abbandonata ad un’inspiegabile inedia in cui non si capisce nulla: niente viene spiegato, analizzato o metabolizzato; le protagoniste si incaponiscono in modo puerile e tipicamente hollywoodiano a continuare, senza provare emozioni rispetto a quel che accade. Lapidarie sentenze e sporadici accenni di emotività sparsi in modo confuso per quasi due ore di film. La sensazione peggiore è senza dubbio quello di non capire un cazzo di quello che stia succedendo per poi scoprire che non c’è niente da capire.

Questo fatto diventa grave se si pensa che la sceneggiatura è presa dall’omonimo libro Annientamento che è il primo capitolo di una trilogia.
C’è da chiedersi come sia il libro di Jeff VanderMeer, e se la pellicola sia il risultato di una criminosa pessima resa, considerando inoltre che ci sono numerosi ed importanti cambiamenti.
Ovviamente, alla fine del film risulta chiaro che questo sia solo il primo, insignificante capitolo di una nuova mediocre ed inutile trilogia, cosa che speriamo non veda mai la luce grazie al sacro diniego del pubblico.

L’unica nota positiva è una scena verso la fine, davvero suggestiva e mozzafiato (SPOILER), che come una perla in un’ostrica rimane preziosa in un guscio decisamente brutto e, per quanto possa piacere, cinque minuti non possono costituire la ratio di un intero film.
Annientamento conferma il solito trend odierno: insistere sui contenuti di tendenza senza pensar troppo e senza voglia di creare qualcosa sul serio. Basta solo sfornare, nella perfetta logica di un’industria che macina soldi, talento e spunti, anche interessanti, con il solo intento di esaltare facili consumatori insistendo sempre sugli stessi punti.
“L’americanata” qui è davvero d’intralcio ad una storia da un nucleo molto interessante che rimane un punto di luce subissato e spento dalla mediocrità di chi l’ha preso fra le mani.
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Enrico Zautzik

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