Anna, Niccolò Ammaniti – Recensione

 In Letteratura

Niccolò Ammaniti

Anna

Einaudi, pp. 247

La tradizione letteraria del filone post apocalittico è lunga, ricca e vanta autori di massimo livello come Jack London o Cormac McCarty. L’idea che prima o poi il mondo sarà soggiogato da una calamità tale da ridurre al minimo la popolazione e costringerla a “riorganizzarsi” è radicata in profondità nell’immaginario collettivo, e anche senza scomodare le pagine del vangelo di Matteo sul Giudizio Universale, troviamo sempre qualcuno che a intervalli regolari rispolvera il concetto e lo rielabora.

Ci prova anche Niccolò Ammaniti con il nuovo romanzo edito da Einaudi, senza però sottrarsi da quello che ormai è il suo tratto distintivo, un mondo crudele e ostile visto con gli occhi di un bambino. La protagonista, Anna, oltre che prestare il nome al titolo, regge l’intera storia sulle sue fragili spalle.
In un futuro prossimo la Terra viene contagiata dal solito virus apocalittico, chiamato dai piccoli sopravvissuti La Rossa, che stermina nel giro di pochi mesi l’intera popolazione adulta e, con il tempo, tutti i ragazzini che diventano adulti. (Il virus contagia tutti coloro che entrano nella pubertà).

Qui Ammaniti ci fornisce uno spunto interessante, un mondo stile Walking dead, meno splatter e abitato solo da bambini,  che in un modo o nell’altro devono lottare per la sopravvivenza o almeno per l’idea che ne hanno.

Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti

Grazie al geniale escamotage del virus sterminatore, in un colpo solo si libera di tutti gli adulti – e ci riesce ancora meglio di Barrie che nella sua Isola che non c’è aveva risparmiato, per il ruolo dei cattivi, i pochi adulti presenti – e ci racconta la vita di due fratellini siciliani, Anna ed Astor, chiamati ad affrontare il mondo fuori dalle rassicuranti mura di casa.

L’autore non ci risparmia gli umori più macabri e cruenti. Quasi con giocoso sadismo ci costringe ad osservare la morte della madre di Anna fin troppo da vicino, ci mostra la putrefazione dei corpi abbandonati ovunque ed i soprusi tipici della fine del mondo con lo sguardo più o meno innocente di una ragazzina di tredici anni. Svilendo, suo malgrado, il racconto con qualche cliché di troppo.

Nonostante il clamore che circonda quello che è già il libro più venduto in Italia (Anna è uscito in libreria il 29 settembre scorso ed in poche settimane è volato in prima posizione), il romanzo si rivela prevedibile, lasciandoci alla fine tra le mani molto poco oltre all’immagine di una tenace e coraggiosa Anna a cui, nonostante tutto, ci affezioniamo.

Alessandra Passaretti

Alessandra Passaretti

Nata a Napoli nel 1992, vive a Milano da quando ne aveva 18. Laureata in Lettere Moderne - Editoria, si è iscritta ad una specialistica in Arte Contemporanea.
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