Quando penso agli Alt-J non posso che ricordare quel video parodia di quei due ragazzi che mostravano il processo creativo dietro le canzoni del gruppo. Non nascondo che è praticamente anche quello che penso della band, tornata a distanza di tre anni con un nuovo album, in cui a sorpresa hanno deciso di sfidare se stessi, ampliando anche la propria gamma sonora, andando oltre i click, le onomatopee e i rumori a caso.

Con solo otto canzoni e una durata complessiva di trentanove minuti, Relaxer è il disco più breve della band ma nonostante questo ogni traccia è totalmente diversa dalle altre, e ciò a volte si dimostra una mossa vincente altre invece un vero fiasco

la copertina del disco

Il problema principale dell’album è che è come se ci trovassimo di fronte a gruppi diversi, anche all’interno della stessa canzone. Accoppiate strane come le schitarrate psichedeliche con un’eccessiva teatralità del cantato, fanno sembrare che ogni traccia sia quasi un azzardo, prendete Adeline o la più stravagante Pleader , una è un trip pazzesco, l’altra vira verso una sorta di magniloquenza quasi da christian-rock.

A differenza dei lavori precedenti, il disco trova gli Alt-J più che disposti a correre dei rischi, e questo è più evidente nel rifacimento in chiave molto personale di House of the Rising Sun con tanto di testo in parte rivisto, o in Hit Me Like That Snare in cui sembrano fare il verso ai Velvet Underground, non riuscendoci pienamente. Ci sono, però, anche pezzi che funzionano bene, la più rock Deadcrush ne è un esempio, o anche il singolo In Cold Blood che si dimostra in realtà uno dei brani meglio realizzati dell’album.

Una cosa che però ci dà la certezza del marchio Alt-J sono i testi ricchi di riferimenti, allusioni o protagonismi che alcune volte si dimostrano anche piacevoli ma altre, si vedano gli zeri ripetuti di In Cold Blood, rimangono quasi ancorate al livello del no-sense. 

Quasi in chiusura però troviamo uno dei brani più riusciti dell’album, Last Year, l’unica che finalmente riesce a riproporre un buon momento di tensione da ballata, creando addirittura un senso palpabile di nostalgia, grazie anche alla presenza di Marika Hackman come seconda voce.

Beh, comunque sarebbe stato facile per gli Alt-J continuare a fare album con lo stampino, come è successo con i precedenti,ma, nonostante i difetti, Relaxer rappresenta l’ambizione e la volontà di correre dei rischi, allontanandosi dall’atmosfera dei primi lavori, ricadendone, però, in una abbastanza confusa. Sembra che la band sia in cerca di una nuova identità, ma non sa ancora quale scegliere. 

Marinella Marinelli

Marinella Marinelli

Estremamente ostinata e sospettosa, amante degli anni '80 e dei minipony, medaglia d'oro nella maratona di serie tv. David Bowie unico Dio.
Marinella Marinelli

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