A Star is born : vedere (e piangere) per credere

 In Cinema e Teatro

A Star is Born è un film che ha il sapore di una sfida. Si tratta di una storia al suo terzo remake, Bradley Cooper è al suo esordio da regista e Lady Gaga al suo primo ruolo da protagonista, eppure è un film riuscitissimo. Cooper è stato immenso nel costruire il suo film attorno alla figura di Lady Gaga e l’artista lo ha ripagato donando tutta se stessa, al naturale, e questo è tangibile in ogni frame della pellicola. 

Jackson Maine (Bradley Cooper), è un cantante country-rock di successo sul viale del tramonto che ha il vizio dell’alcool e problemi all’udito. Un passato difficile, un rapporto conflittuale ma pieno di affetto col fratello (Sam Elliott). Poi una sera, dopo un concerto, si ferma in un locale di drag-queen e viene colpito dalla voce di Ally (Lady Gaga). Da quel momento si frequentano. Lui le da la possibilità di mostrare a tutti il proprio talento. Al tempo stesso però la sua carriera è in discesa.

L’amore è l’incontro di due solitudini e per due cuori solitari la musica è l’unico veicolo di emozioni; non a caso in A Star is Born è sul palcoscenico che scoppia la passione, gli occhi si incontrano e le parole diventano note da suonare e versi da cantare. Lo stesso universo che li circonda si traveste da palco su cui portare in scena lo show di eros e musica, dramma e risate, lacrime e luci, cantando sempre dal vivo, con stadi e teatri completamente affollati dai fans (parecchie scene sono state girate al Coachella); la fotografia alimenta questa trasformazione ammantando la scena di una luce soffusa, fumo e polvere di un sogno divenuto realtà per Ally, incubo alternato a pochi attimi di pura felicità per Jackson.

Quella di Cooper in A Star is Born è una regia, seppur acerba e e a tratti insicura, che vanta il pregio di aver trovato una sua dimensione di interesse. Una regia “umana”, perennemente concentrata sui volti dei propri protagonisti, riservando a loro, alle loro espressioni o alle esasperate reazioni, continui primi piani e inquadrature ristrette. Dopotutto quella narrata non è altro che la storia di due persone che si innamorano l’una del talento dell’altra, e sulla spinta di questo reciproco sentimento riescono a ispirarsi e salvarsi a vicenda.

Ma non è solo un fatto di regia. Non è solo un metodo. È un istinto. I personaggi di A Star is Born sono straordinari nei loro difetti e nella loro umanità, non sono dèi neppure quando raggiungono la massima vetta, la chimica che c’è tra loro buca lo schermo. A cominciare da Lady Gaga che offre una prova indimenticabile. Nelle sue metamorfosi fisiche. Il finale, stravolgente, è tutto per lei. C’è il desiderio, impossibile, di chiedere un’altra canzone per far allungare il concerto. Infatti, ha già in mano le statuette per la miglior canzone con la travolgente Shallow e per la miglior colonna sonora che ha curato personalmente con brani inediti ad incorniciare un ruolo in cui ha messo tanto della sua storia personale.

A Star is Born ha emozionato e tanto. Perché è scritto benissimo; tra gli sceneggiatori c’è anche Eric Roth, lo stesso di Forrest Gump, Insider e Il curioso caso di Benjamin Button. Perché ama la sua protagonista senza pudore. È un atto d’amore, talvolta spietato, nei confronti di Lady Gaga, mai messa in ombra dalla recitazione del regista.

Spesso si critica l’idea del remake, la realtà è che questo è un remake intelligente. Bradley Cooper e Lady Gaga sono riusciti a rendere uno dei film più melensi di Hollywood moderno e frizzante, carico di energia e soprattutto una storia in cui tutte le nuove generazioni possono credere. Ma è anche un film che prova ad affrontare ancora una volta la riflessione sulla differenza tra l’avere talento e l’aver qualcosa da dire, tra il saperlo fare e il volerlo fare, tra il saper emergere e l’avere successo.

Insomma, quello cantato in A Star is Born è l’amore folle delle prime volte che abbiamo vissuto in tanti e che tanti ancora rincorrono, che si vorrebbe afferrare anche solo per cinque minuti, quello in cui il sogno finalmente diventa realtà proprio quando stavi per rinunciare.
Nonostante l’epilogo prevedibile ma non per questo meno struggente.

Volevo guardarti ancora una volta”. Jackson Maine rivolge due volte questa frase ad Ally. Ogni volta sembra essere un addio definitivo e speriamo che, cinematograficamente parlando non sia così.

 

Nunzia Ilardo

Nunzia Ilardo

"Giurista" e lettrice, fuori posto e fuori tempo. Non sono un'amante del cinema, sono la moglie.
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