8 (stagioni) e 1/2: il recap prima del gran finale di HIMYM!

 In Serie Tv

Quando uno legge HIMYM pensa a una nuova malattia, alla targa di una macchina neozelandese, a qualcosa che non lo sconfifererà più di tanto. Ovviamente, parlo di, ed a, quelli che non l’hanno ancora vista.

How I Met Your Mother (ecco svelato l’acronimo) è una sitcom statunitense lanciata nel 2005 dalla CBS e arrivata da noi come “E alla fine arriva mamma” nel 2008 (è probabile che parecchi l’abbiano scartata già solo per il titolo tradotto, che in effetti non è il massimo). Ha vinto Emmy e People’s Choice Awards, è considerata l’erede di Friends degli anni zero; amici a parte, però, quella raccontata nella serie è una “love story in reverse”.

Siamo onesti. Mica conta solo l’altare? Di fronte a una coppia ci vengono in mente almeno mille domande: come ha fatto lui a conquistare lei? E lei, ha detto subito sì? Il primo appuntamento, dove? E l’ex, a un certo punto non si è rimesso in mezzo l’ex? Ah, ma lo sai che poi mi hanno detto… La verità è che per una storia d’amore i dettagli non bastano mai.

I pazientissimi figli di Ted Mosby

I pazientissimi ‘figli sull’orlo di una crisi di nervi’ di Ted Mosby

In breve: Ted Mosby racconta ai suoi figli come ha incontrato la loro madre, e questo è il pretesto per raccontare la lunghissima storia della sua vita sentimentale sfortunatissima. Sì, perché anche solo per incontrare quella persona ce ne vuole, eccome se ce ne vuole. Nella fattispecie, Ted ci mette esattamente otto stagioni, a cui poi viene aggiunta la nona (in corso, siamo a metà) per sperimentare proprio il piacere di quei dettagli di cui sopra e non abbandonare nel panico i fedeli spettatori che ormai stanno avviando le pratiche per farsi accreditare la pensione sul divano dove i figli di Ted ascoltano la storia che li ha portati lì.

I produttori Carter Bays e Craig Thomas hanno pensato di dedicare l’intera stagione al racconto di un singolo weekend, quello del famoso matrimonio che ha chiuso la scorsa stagione. La nona stagione di HIMYM ha momenti più riusciti e momenti meno riusciti, però nel bilancio complessivo merita: dedicare un’intera serie al racconto di sole 72 ore non è facile. A questo scopo i tre giorni a Farhampton, luogo prescelto, si alternano con flashback e flashforward che a volte un strabordano un po’ rispetto alla narrazione degli eventi in corso, ma sono necessari. Chiariscono il senso di alcuni nodi ancora da sciogliere e anticipano la piega, finalmente positiva, che prenderà la vita di Ted da lì in poi: a un passo dalla fine tirare ancora in ballo vecchie questioni come la storia Ted-Robin potrebbe risultare un po’ pesante e ripetitivo, ma chi non è stato recidivo nei suoi dubbi e nei suoi errori amorosi prima di accorgersi di aver realmente trovato la persona giusta? Sarà per questo poi che i flash del futuro sono particolarmente idilliaci, ma dopo tutto questo penare uno vuole anche un po’ gongolare, ammettiamolo. La comicità a volte insiste un po’ sulle vecchie battute, quasi a cercare la risata a tutti i costi, ma sono brevi attimi, ripagati dagli assurdi viaggi mentali negli universi nonsense che ci fanno dimenticare pure perché stiamo ridendo. La nona stagione trova l’equilibrio con una serietà sempre leggera, ha i suoi momenti indimenticabili e non dimentica mai troppo a lungo di farci riflettere sugli intrecci incasinati delle cose di ognuno di noi.

HIRHIMYM

Rimandando le considerazioni complessive a proposito degli ultimi otto anni alla tarda primavera, intanto, i primi 9×14 episodi in breve – cercando di mediare tra lo spoiler e l’entusiasmo – raccontando soltanto un dettaglio esilarante per puntata.

9×01/02 Lancio di serie, puntata doppia. Chi non ha mai visto HIMYM non può capire la tensione che si era accumulata aspettando di vedere lei, la Mamma. In realtà compare anche nell’ultima scena dell’ottava stagione, ma vuoi mettere a vederla muoversi e parlare con gli amici di Ted come se fosse anche la loro anima gemella? Si aggiunge, nel secondo episodio, “Thank you, Linus”, una gag inserita nella storyline di Lily, la quale passerà l’intero fine settimana a ringraziare ripetutamente il cameriere a cui ha ordinato di tenerla sempre con un Gin Fizz in mano.

9×03 Ted, nerd ma non troppo, scrive una lista di cose da fare prima di lasciare New York, tra cui: correggere un’anonima bestemmia spruzzata su un muro e salutare e accarezzare Empy, l’Empire State Building (non è un oggettofiliaco, ma tutti si chiedono come faccia a sapere come si chiamano gli strampalati sessualmente attratti dai palazzi).

9×04 Marshall, che è in viaggio per arrivare all’albergo a Farhampton, viene sostituito da Marshpillow, un cuscino gigante che Lily usa in sua assenza. La versione 2.0 creata per l’occasione è interattiva (la faccia di Marshall è incorniciata da un tablet che ogni tanto si blocca). Il Marshpillow si stende sul lettino, si sdraia sulla sabbia insieme agli altri due amici e vince una grandiosa partita a poker: è il Weekend at Barney’s, omaggio al più noto Weekend at Bernie’s (e cioè Weekend con il morto, bellissimo).

9×05 Ricordando un altro matrimonio, quello di Lily e Marshall, assistiamo al gigantesco misunderstanding tra Ted e lo stesso Marshall per via del regalo di nozze: credendo di non aver ricevuto nulla dal suo migliore amico, per sei anni Marshall manda zeppatine con giochi di parole e si traveste da pacco regalo ad Halloween; Ted, che invece ha inviato una macchina da caffè ma non è stato ringraziato, gli risponde per le rime e arriva a quella festa in maschera con un gigantesco cartello-bigliettino sotto l’impermeabile. Alla fine la colpa è di un altro invitato (e a risolvere la questione ci pensa Lily).

9×06 Per conquistare il cuore del reverendo che deve sposarli, la coppia Barney-Robin scambia la storia del loro primo incontro (fatta di tira e molla, cospirazioni e tradimenti) con quella di Lily e Marshall, insieme dalla prima settimana di college: il remake di questo flashback, già conosciuto dagli spettatori, con le facce improbabili dei futuri sposi sembra una di quelle volte in cui imitiamo i nostri amici e li facciamo uguali, e ridiamo.

9×07 Parola d’ordine di questo episodio: No Question Asked. Le richieste “senza fare domande” incastrano i quattro personaggi principali in uno schema di flashback (che rievocano la situazione assurda in cui ognuno ha chiesto un favore all’altro NQA), sempre più nonsense, da Ted chiuso in una cassetta per le lettere a Robin agente segreto-ninja in tutina viola che si fa chiamare Night Falcon.

9×08 Aeh, la suocera e la nuora. La futura moglie Robin sfida Loretta, la mamma di Barney, a preparare le migliori uova strapazzate (secondo la sposa la ricetta di sua mamma è meglio). Robin pre-strapazza le uova come se fossero maracas – genio – ma per Loretta parte una specie di standing ovation: arrivano aiutanti, camici, tavoli da dimostrazione meglio che ne La prova del cuoco e tutte le persone nel raggio di miglia che ne hanno sentito l’odore. Altro epico nonsense.

9×09 Le vere assurdità, le cose più impensate di tutta la storia, però le fa sempre Barney: al grido di “challenge accepted” in questo episodio scommette di farsi dare il numero di telefono di una ragazza prima facendo il verso del delfino, poi indossando una busta dell’immondizia ed evitando di dire la lettera e (“My name is Barn…o, Barno”), e alla fine fingendo di essere, trasformato da una plastica facciale, Ryan Gosling (che presta realmente la sua voce) alle prese con il metodo Stanislavskj. Ci riesce sempre.

9×10 I genitori di Barney sono divorziati, sua madre era una groupie e suo fratello è nero. Il matrimonio fa rincontrare Loretta, i due padri e i due figli: a trent’anni e passa tra i fratelli scatta la gara per ricomporre le famiglie a suon di musical anni Cinquanta in bianco e nero. Brillantina, gonne a palloncino e invasioni nelle fantasie reciproche. Freud sarebbe in crisi, ma riderebbe pure lui.

9×11 Marshall sta viaggiando verso Farhampton in autobus e deve far addormentare suo figlio Marvin; ha finito le favole e racconta qualche altra vecchia storiella sui suoi amici. Adesso, a parte le situazioni, abbastanza divertenti, conta una cosa sola: venti. minuti. interi. in. rima. Vabbè, applausi.

9×12 Da quando mette piede in albergo Ted cerca di fare un brindisi: vuole bere un Glenn McKenna invecchiato 30 anni. Ogni bottiglia di questo scotch costa 600$ e per un motivo o per un altro si rompe sempre. In questo episodio, la Mamma, per una mai casuale combinazione di eventi arriva al Farhampton Inn e lascia pagato un bicchiere del migliore whisky per il testimone dello sposo senza nemmeno sapere chi sia. Ted il testimone beve un Glenn McKenna invecchiato ben 35 anni e non sa nemmeno perché, ma è sorpreso, e contento. Niente da ridere, ovviamente, ma vogliamo parlare della magia? E su.

9×13 Quando entrerete in confidenza con il “metodo Barney” imparerete ad amare le macchinazioni più machiavelliche escogitate per amore e vi verrà voglia di farne: per tutto l’episodio Robin crede di essere chiusa in una stazione di polizia e di star perdendo la cena di prova del suo matrimonio per colpa di Barney, che ha finto di credere che Robin gli stesse preparando una sorpresa e ha finto di essersi fatto arrestare (c’è un precedente ancora più epico di questo tipo, ma ne riparleremo). Le pareti della stanza si sollevano e Robin , canadese e amante dell’hockey, si ritrova in mezzo ad amici e parenti pronti a giocare sul ghiaccio con il dischetto nero. E senza parole.

9×14 Una delle più grandi trovate di HIMYM è la slap bet, una scommessa per la quale Marshall ha a disposizione un totale di otto schiaffi da dare a Barney nel corso della vita. In questa puntata siamo a meno due dalla fine. L’altra grande trovata della puntata è la storia di come Marshall impara a sferrare il penultimo schiaffo: delirante e nonsense e modellata sulla trama di Kill Bill. Divisa in capitoli, con i maestri in pensione che ritornano in attività non appena sentono il nome del cattivo (e che poi sono Robin, Lily e Ted) e un libro di fiabe scritto da un certo Pai Mei. La citazione più riuscita in questo senso è quella della morte del Ted-maestro, il cui cuore viene schiaffeggiato fuori dal petto lasciandolo comicassurdamente in vita per altri 15 minuti, più o meno come la tecnica dell’esplosione del cuore in cinque colpi delle dita (e cinque passi) fa con Bill.

A questo punto dovreste almeno già avere scoperto come si sono conosciuti Ted e Robin e che cos’è il corno francese blu (ancora non lo sapete? muovetevi!), del resto riparliamo a matrimoni consacrati.

Iolanda Sequino

Iolanda Sequino

Sono nata lo stesso giorno di Montale, però a Villaricca, provincia di Napoli, e nel 1990. Mi sono laureata in Lettere moderne alla Federico II. Il mio regno per gatti, feste a tema e giochi di parole. Studio come parlano le persone, mi piace un sacco.
Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca